Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

Scuola vs virus: ora tutti a fare la video lezione

Soli e a distanza: sarà il futuro della scuola? – Foto Browsing

Scuola vs corona virus: ora tutti a fare la video lezione. Non è una prospettiva, non è un appello, ma è la pura realtà. Chi mai avrebbe pensato, solo un mese fa, di sostituire una classe fatta di studenti e insegnanti, con un video, mezzo di comunicazione assolutamente insostituibile, che si interpone tra le parti. Il virus famigerato, ha cambiato il volto della scuola. La Dirigente Scolastica Maddalena Carlini, non poteva esimersi dal divulgare la sua importante opinione su questo argomento. Un po’ di chiarezza si impone.

Chiusura della scuola e sospensione didattica

Sono una Dirigente scolastica e, come i miei Colleghi, presto servizio in una Città deserta, per un’utenza che giustamente sta a casa, quindi concedetemi il vezzo di una citazione manzoniana. Voglio rassicurare i miei venticinque lettori: le considerazioni che seguiranno, infatti, non saranno l’ennesimo commento sulla distinzione tra “chiusura della scuola” (tutti a casa) e “sospensione didattica” (in servizio solo il Preside, la Segreteria, i collaboratori scolastici, i docenti solo in caso di attività deliberate). Ormai per chiarire una volta per tutte la questione rimangono solo due soluzioni: un volantinaggio aereo su tutto il territorio nazionale e una formazione coatta a cura dell’ONU ai nostri Amministratori e ai media.

Cosa vuol dire didattica a distanza

Ritengo, invece, opportuno approfondire un aspetto, squisitamente scolastico, diventato – ahimè, è il caso di dirlo – virale: l’attivazione della didattica a distanza.

Si tratta di una modalità digitale che, in situazione di chiusura protratta delle scuole, come per l’attuale emergenza sanitaria, permette lo svolgimento delle lezioni attraverso piattaforme di apprendimento on line.

Nell’attuale situazione di pandemia da coronavirus, infatti, la maggior parte dei Docenti ha dovuto, in un tempo brevissimo, reimpostare le attività didattiche e riformulare gli orari. È stato come se l’anno scolastico si riavviasse, ma con metodi mai sperimentati, che richiedono non solo nuove competenze tecnologiche, ma anche la necessità per le famiglie degli alunni di disporre dei necessari dispositivi e di una connessione adeguata.

I genitori sono chiamati, quindi, a collaborare allo svolgimento delle lezioni a distanza, vigilando sui tempi di partecipazione dei figli alle attività.

Il Ministero chiede alle scuole

In Cina le lezioni della scuola primaria sono trasmesse su uno dei canali televisivi e la connessione è a carico dello Stato. In Italia, proprio in queste ore, il Ministero dell’Istruzione sta chiedendo alle scuole di quantificare il numero di tablet da assegnare alle famiglie che ne siano ancora sprovviste. È un’operazione quanto mai opportuna, poiché, anche nell’era on line, soprattutto in realtà sociali complesse, non si può pensare che in tutte le case sia possibile collegarsi ad Internet.

“Il fermo immagine” delle Scuole italiane

Il “fermo immagine” delle Scuole italiane, in epoca pre corona virus, fotografava una situazione dove le necessità erano i soffitti da mettere in sicurezza, le infiltrazioni da sanare, le finestre rotte da tempo immemorabile; per non parlare della mancanza di un numero sufficiente di personale addetto alle pulizie.

Oggi, a scenario immutato, le urgenze sono improvvisamente diventate altre e la necessità di garantire il diritto e il dovere all’istruzione chiede alle scuole di attivare le lezioni a distanza con zero tempi di pianificazione.

Molte Istituzioni scolastiche non sono ancora pronte sotto diversi punti di vista, dall’autorizzazione dei genitori a proporre attività on line con i minori alla disponibilità di docenti preparati. Dunque?

“Andrà tutto bene”

Sicuramente ce la faremo e, come leggiamo sulle lenzuola che molte famiglie, in collaborazione a distanza con gli Insegnanti, stendono sulle finestre delle case, “andrà tutto bene”.

Nel frattempo, immersa in uno strano e per nulla rasserenante silenzio, mi concedo qualche riflessione.

Nella Società del Terzo Millennio la relazione tra le persone si sta progressivamente svalorizzando. È un processo sotto gli occhi di tutti, che incrocia il mondo del lavoro e dei servizi sino ad arrivare alle scuole.

Nella Società attuale l’attività didattica non è efficace per la quantità di conoscenze che trasmette, ma per la capacità di insegnare a collegare i saperi, coltivare lo spirito critico, l’autonomia di giudizio, la capacità di lavorare insieme.

Sono obiettivi che non si raggiungono solo se la scuola riesce a completare i giorni di lezione o per una connessione potente.

Detto questo, certamente la didattica a distanza consente, in emergenza, di tutelare la salute della popolazione scolastica e il diritto allo studio, rafforzare la collaborazione tra i Docenti e l’alleanza con le famiglie. È un Patto di Corresponsabilità che si rinnova, coinvolgendo anche le risorse del Territorio, come, nella nostra Regione, “Liguria Digitale”.

Scuola e futuro degli studenti

Da sempre, una delle più grandi ambizioni della scuola è rappresentata dalla possibilità di partecipare alla costruzione del futuro dei propri studenti. Oggi, questi studenti on line, dalla loro cameretta o dalla cucina con qualche traccia della colazione appena consumata, ci stanno aiutando, con i Docenti e le famiglie, a costruire il futuro della scuola, perché, superata questa emergenza, la didattica a distanza rimarrà certamente come nuova pratica d’insegnamento e risolverà altre problematiche.

Riservo un ultimo pensiero alla “distanza”.

È nell’esperienza di ogni Insegnante la conoscenza di situazioni sociali e familiari nelle quali gli studenti vivono il problema della lontananza: temporanea, intermittente, definitiva. Queste lezioni a distanza, che coinvolgono tutti, potrebbero rappresentare una diversa opportunità di contatto, e far riscoprire gli autentici valori della relazione e dei sentimenti, che possono renderci vicini e in reciproco ascolto, ovunque ci troviamo.