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Scrittura manuale Vs scrittura digitale. Questo è il dilemma

Scrittura manuale Vs scrittura digitale

Scrittura manuale Vs scrittura digitale. I pro e i contro secondo un’analisi personale di P.M. che si riconosce solo con le iniziali. Predilige i contenuti e questo è il suo secondo articolo. Il primo dimostra la profondità di pensiero. Ha esordito, infatti, scrivendo di transumani.

La scrittura manuale come conquista

Per i primi umani, la scrittura ha rappresentato una conquista decisiva. Con l’affermazione della carta come supporto, la scrittura si è via via affermata favorendo notevolmente la trasmissione di idee e concetti.

Lettere diplomatiche, commerciali, d’amore, hanno iniziato a collegare un mondo sempre più piccolo. Tuttavia, ciò che sembrava consolidato ha invece subito una brusca frenata con l’introduzione di mail e chat.

La scrittura digitale

Righe di byte, sotto l’intangibile forma di un documento elettronico, emoticon o registrazioni vocali,  hanno ridotto fortemente il flusso cartaceo “minacciandolo” seriamente anche dal punto di vista legale con l’adozione della posta certificata e di altri sistemi di trasmissione dati legalizzati.

Pro e contro

Se da un lato c’è stata un’indubbia velocizzazione della comunicazione, anche quella “spicciola”, dall’altra si è sicuramente perso molto in termini di “intensità emozionale”.

 Un emoticon, ad esempio, è molto pratico ed immediato ma non può assumere le diverse sfumature che una frase scritta conferirebbe al pensiero, così come una mail, ordinata e correttamente giustificata, può risultare spersonalizzata in forza del fatto stesso di essere perfetta.

Nonostante, ad esempio negli USA, il flusso della corrispondenza scritta cartacea (tolte bollette e cartoline-auguri di Natale) sia sceso del 50% rispetto a qualche tempo fa, che una famiglia riceva in media meno di dieci lettere all’anno e che le capacità di espressione siano in generale caduta libera a seguito del progressivo impoverimento del linguaggio, c’è chi scommette tuttavia su un nuovo ritorno della lettera di carta.

Il ritorno della scrittura manuale

Possibile?

Secondo alcune sperimentazioni basate su dati raccolti da simulazioni, il fatto di il ricevere una lettera cartacea, fa sì che ciò assuma un valore particolare, unico. Questo perché, tra i vari motivi, c’è la fatica: scrivere manualmente è un impegno ma anche un qualcosa di unico.

Significa che qualcuno vi ha dedicato il proprio tempo e la lettera diventa quindi una sorta di dono da conservare gelosamente.

Chi non ha nella propria dispensa o cantina una scatola contente lettere di fidanzate, mogli, genitori, nonni? Lettere che nel corso degli anni o addirittura a distanza di decine d’anni vengono rilette con lo stesso spirito di quando furono consegnate per la prima volta.

Inoltre la calligrafia può dire molto sul carattere della persona che l’ha scritta, senza contare che, dalla profondità del solco con cui sono impresse le lettere, è talvolta possibile dedurre lo stato d’animo dello scrivente.

Sensazioni irriproducibili in digitale

E che dire inoltre delle fragranze di cui alcuni fogli erano talvolta intrisi?Sono sensazioni irriproducibili elettronicamente.

Inoltre il fatto di sforzarsi a scrivere rende via via più creativi e, sostengono gli psicologi, alla lunga anche più felici così come aumenta la felicità e la gratificazione anche dei destinatari.

Chi inizia a prendere o riprendere il “vizio” tende a mantenerlo. Sempre più persone stanno in parte tornando alla scrittura manuale e forse, se la tendenza sarà mantenuta, potremmo essere agli albori di una nuova rivoluzione.

Il segno primordiale

La prima scrittura primordiale

Sicuramente “soft” ma altrettanto importante come il momento in cui il primo Neanderthal tracciò un segno con la mano sulla parete di una grotta.