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Sant’Angelo il paese delle fiabe. Cosi si promuove il territorio

Sant’Angelo di Roccalvecce – Il paese delle fiabe

Sant’Angelo di Roccalvecce. Tante idee e la lungimiranza di un intero seppur piccolo paese, lo trasformano nel paese delle fiabe. Dopo Viterbo e l’università della Tuscia, coltiviamo un altro fiore di cultura per fare crescere un albero e cogliere i frutti dell’arte. Lo diceva anche il grande Sergio Endrigo che “Le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare”.

Sant’Angelo di Roccalvecce

Esiste infatti un borgo chiamato Sant’Angelo di Roccalvecce situato in una sperduta frazione della provincia viterbese in zona Teverina, che grazie al lavoro di una determinata e lungimirante associazione culturale di arte e spettacolo ACAS, si è riqualificato come “Paese delle Fiabe”.

L’associazione rappresentata dal presidente Gianluca Chiovelli e da altri membri tra cui suo cugino Alessandro, si è impegnata nella ricerca di artisti per decorare le facciate delle case a tema fiabesco realizzando nel giro di pochi anni un vero e proprio museo a cielo aperto composto da murales. Ma non è tutto, il progetto prevede anche la realizzazione di un “sentiero dei castelli e delle fiabe” fatto di sculture e di istallazioni.

Riqualificare grazie all’arte

I bellissimi murales del “Paese delle Fiabe”

Il progetto immediatamente condiviso dagli abitanti che hanno messo a diposizione le loro case, ha permesso di evitare l’abbandono del borgo che, visto il suo isolamento e la distanza da Viterbo, rischiava di essere dimenticato da tutti. Oggi la situazione è del tutto cambiata.

Prima che scoppiasse la pandemia Sant’Angelo contava ogni giorno centinaia e anzi migliaia di visitatori, che aumentavano notevolmente durante il weekend o i giorni di festa. Frequentato da famiglie, turisti e addirittura artisti che sognano di progettare un murales anche loro. Il borgo si è poi dotato di bar, ufficio informazioni, bed and breakfast e negozio souvenir a disposizione della gente in visita.

Di conseguenza oltre ad aver incentivato il turismo, l’associazione ha dato avvio a un progetto artistico di riqualificazione del territorio e di promozione di opere d’arte realizzate da diversi artisti ognuno con il suo particolare stile e interpretazione della fiaba.

Tra i murales appare Alice nel paese delle meraviglie, il Piccolo Principe, il Brutto Anatroccolo, Pinocchio, la Bella e la Bestia, Biancaneve e i sette nani, Peter Pan, la Bella Addormentata nel bosco, il Libro della Giungla e moltissimi altri ancora…

Sant’Angelo di Roccalvecce – altri pezzi di arte sotto forma di murales

Ripensare il museo

Inoltre trattandosi di un museo a cielo aperto rientra nel discorso che l’arte contemporanea sta affrontando in seguito all’emergenza covid-19. I musei sono necessariamente chiamati a ripensarsi e a trovare nuove soluzioni che possano garantire il distanziamento sociale per la sicurezza pubblica e la libera fruizione delle opere esposte. La conseguenza è che investire in musei “open” sembra essere una soluzione vincente.

L’organizzazione di visite guidate a numero limitato eviterebbe assembramenti senza rinunciare al piacere di fruire l’arte.

La proposta

A mio parere e degli studenti che mi sostengono in queste idee, è la volontà e la determinazione delle persone che hanno delle idee a rendere possibile (almeno la maggior parte delle volte) la realizzazione di progetti anche se con pochi mezzi. Sant’Angelo è un esempio da cui la città di Viterbo potrebbe prendere spunto.  Certo non decorando con murales le pareti del centro storico, ma promuovendo l’arte offrendo commissioni agli artisti, locali e non. Opere che possano abbellire e valorizzare l’immagine della città che potrebbe ottenere maggiore visibilità anche all’estero.

I fondi necessari

I fondi necessari potrebbero essere recuperati dai finanziamenti europei per progetti artistici, ricercando sponsor o sfruttando il bonus arte che permette ai privati di finanziare progetti con un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato, per sostenere il patrimonio artistico culturale italiano. In alternativa o in aggiunta il comune potrebbe finanziare un murales a Sant’Angelo. Verrebbe sicuramente apprezzato.

Certo, a causa della pandemia i tempi non sono dei migliori per ricercare finanziamenti, ma dobbiamo ricordare che a rendere l’Italia un paese importante è anche il suo patrimonio artistico. Noi giovani cittadini abbiamo il dovere di sostenerlo e incentivarlo. Sempre come cittadini, ma anche come studenti universitari che si occupano di arte, con il nostro impegno e le nostre ricerche vorremmo avere più voce in capitolo. Sollecitare ad ascoltarci chi ci governa, prendendo più coscienza che se lo vogliono, siamo pronti a dare idee e a collaborare.

Il mio contributo personale a Sant’Angelo

Concludo dicendo che anche io contribuirò personalmente all’arricchimento del borgo realizzando una fiaba. Ne approfitto per ringraziare l’associazione che ha creduto nel mio progetto e ai progetti di tanti altri artisti giovani che vogliono solo avere la possibilità di esprimere la propria arte.