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Rosanna Marani, prima giornalista sportiva: “Una vita sbagliata? Ma anche no”

Il ritratto di una donna che ha sfidato barriere e pregiudizi, trasformando battaglie personali e conquiste storiche in un’eredità che parla ancora oggi

Rosanna Marani - l'autrice
Rosanna Marani – (http://lortodirosanna.files.wordpress.com – CC BY-SA 3.0)

L’eredità di Rosanna Marani nel giornalismo sportivo

Rosanna Marani, non ci siamo mai visti, ci siamo solo scritti un paio di WhatsApp per confermare la mia presenza, cioè di Globe, alla presentazione del suo libro presso la Mondadori al Duomo, ultima opera che è già un successo solo per il fatto che lo ha scritto lei, perché appare il suo nome. Non nascondiamo l’emozione per poterla conoscere personalmente, perché lei, Rosanna Marani, è entrata a far parte del mondo del giornalismo sportivo in un momento passato da diversi anni, in cui alle donne quel ruolo non era previsto.

Era il lontano 1973, 53 anni fa se ancora sappiamo fare calcoli a memoria, quando inizia a lavorare per La Gazzetta dello Sport, affrontando e confrontandosi con resistenze culturali e professionali molto toste, in un sistema esclusivamente destinato agli uomini.

Ma è il 1976 che mette il sigillo alla svolta di settore, aprendo una nuova strada fino ad allora senza sbocco se non inesistente. È infatti è quello l’anno in cui diventa finalmente e ufficialmente la prima giornalista sportiva professionista in Italia.

Stile diretto, interviste storiche e credibilità conquistata

Nulla è scontato nel suo atteggiamento e nel suo modo di affrontare il lavoro, uno stile personale e diretto capace di ottenere risultati inaspettati. Il suo lavoro si distingue subito per uno stile diretto e per la capacità di aprire il varco verso i protagonisti dello sport. E questo non era certo scontato. Fu proprio Gianni Rivera, l’“abatino”, definito così da una grande e irripetibile firma come quella di Gianni Brera, a concedere a Rosanna un’intervista che fece storia e contribuì a consolidarne autorevolezza e credibilità.

Chiaro come il sole che la sua carriera fosse destinata a crescere e ad ampliare il raggio d’azione con la televisione e le trasmissioni in RAI e Fininvest. Ma anche sul piccolo schermo Rosanna Marani non cambia comportamento giornalistico: più contenuti e meno retorica. Semmai maggiore attenzione ai protagonisti e al racconto umano.

Il libro Sono nata sbagliata

Quasi conseguenziale il fatto che dovesse dedicarsi anche alla scrittura: i suoi libri e approfondimenti parlano di sport, di società, in una visione a 360 gradi che solo i grandi sanno indagare. E oggi, qui in Mondadori, presenta la sua ultima fatica: Sono nata sbagliata. Racconta di una vita vissuta tra rose e spine, in un racconto personale al solito diretto e controcorrente. Attraverso i suoi ricordi, gli episodi professionali e i momenti privati, Rosanna racconta il suo ingresso in quel mondo maschile e maschilista, con tutte le difficoltà incontrate, ma anche e soprattutto le conquiste ottenute per lei e per tutte le donne giornaliste.

Pubblicato il: 14 Aprile 2026
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