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Roma: “ la maggica” guarda al futuro

La Bandiera della AS Roma – Foto Ronny K

La Maggica

I tifosi romanisti la chiamano la maggica, con due ci, ma quello è il meno è una questione di dialetto. Magica è un atmosfera, maggica è la magia del popolo e della squadra in un connubio senza tempo, anche se la AS Roma di oggi ha lo sguardo rivolto quasi tutto al futuro.

Dopo Bologna, Inter e Atalanta oggi analizziamo un po’ di giallorosso.

Quanto sei bella Roma

Quanto sei bella Roma quando è sera”, dice una celebre canzone di Antonello Venditti, ma come tutti sappiamo Roma la nostra capitale, non è solo bella. E’ bella da lasciare senza fiato!

Roma città eterna, Roma museo a cielo aperto, patrimonio non solo italiano, ma del mondo intero, teatro di contraddizioni e veracità, simbolo di un Italia vera e autentica. 

In uno scenario così, chiaramente non poteva trovare spazio che una grande squadra come l’AS Roma, una società che da sempre è la diretta rappresentazione di “tanto” popolo romano, che non può prescindere dai suoi tifosi, in un intreccio di interscambio che solo chi nasce col sangue giallorosso può capire e spiegare.

La società AS Roma in ricostruzione

Una società, la Roma di oggi però, in piena ricostruzione.

Già dalla passata stagione l’aria di cambiamento era avvertibile, dopo l’esonero di Eusebio di Francesco, il tecnico capace di grandi imprese con i giallorossi, come dimenticare ad esempio la titanica “remuntada” del 2018 con il Barcellona all’Olimpico in Champions League, ma anche di inaspettate débâcle.

La svolta e la rivoluzione ha preso forma quando la lupa capitolina, si è affidata a un traghettatore come Claudio Ranieri, traghettatore tifoso e destinato a lasciare il posto a un tanto desiderato Conte, che però ha rifiutato la panchina giallorossa, preferendo ascoltare il canto delle ricche sirene meneghine di sponda neroazzurra.

 Solo in piena estate le sorti della squadra sono state affidate Paulo Fonseca, dopo non poche difficoltà, dovute anche a un altro sostanziale cambiamento, la sostituzione del direttore sportivo.

Anche qui, l’insediamento non è stato semplice. Gianluca Petrachi, con mille difficoltà contrattuali nel lasciare il Torino di Urbano Cairo, ha preso il posto di Monchi, chiudendo di fatto un epoca.

L’esperienza del ex DS Granata, significa di fatto un attenzione ai conti societari, che forse è davvero necessaria, anche e soprattutto a causa del fair play finanziario a cui sono sottoposte tutte le squadre europee.

 C’è un’altra questione

C’è un’altra questione però, che tiene banco in questa nuova fase di ricostruzione e non mi riferisco al caso Totti e De Rossi , questo sorprendente abbandono delle tradizionali bandiere di una città.

Lo stadio – Foto M. Pomella

In questi ultimi mesi, la questione che maggiormente ha tenuto banco in casa Roma, anche al di là dei risultati dettati dal campo, è quella inerente la realizzazione del nuovo stadio di proprietà.

Faccenda che di fatto sembra essere giunta ad uno snodo positivo proprio negli scorsi giorni.

 Infatti è ripreso il confronto tra il Comune e i privati, le sensazioni sono finalmente buone.

Pare che sia definitivamente tracciato il percorso e l’iter burocratico che porterà alla vendita dei terreni dove sorgerà in nuovo impianto giallorosso.

La costruzione dovrebbe essere affidata  alla TDV Real Estate, una società che è da poco apparsa nei documenti ufficiali dello stadio e che sembra essere indiretta proprietà di James Pallotta, presidente della stessa AS Roma, che in questo caso sarebbe il finanziatore dell’intero investimento, uno dei più cospicui in città negli ultimi decenni.

L’augurio comune è che questo sia finalmente il primo mattoncino, per riportare società e tifosi ad un futuro ricco di vittorie importanti, proprio come accadde nella stagione 2000-2001, quando la squadra sotto la guida tecnica di Fabio Capello, vinse il suo terzo scudetto, superando in classifica la Juventus di due punti.

Era la Roma di capitan Totti e di attaccanti come Montella e Batistuta, icone indimenticabili nella memoria dei tifosi giallorossi.

E se il passato è passato, ora bisogna necessariamente guardare al futuro, con l’entusiasmo e la voglia di renderlo ancora più lustro.  Roma ha ancora voglia di cantare, magari nel nuovo stadio… “Quanto sei bella Roma quando è sera”.