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Rockstar e fitness occulto

Rockstar fitness segreto - Luca Tramontin
Lui.. chi è?

Raramente potrà fare i nomi, perché i vincoli di privacy sono rigorosi, sia per marketing che per incolumità personale, ma Luca Tramontin ci porterà nel mondo ROCK STAGE FITNESS più segreto e assolutamente nascosto. Quello che permette a rockstar di età avanzata di correre per palchi immensi, cantando o portando il peso di una chitarra.

Parliamo di artisti che muovono folle di persone e che, se facessero davvero la vita che immaginiamo, non reggerebbero i tour mondiali da tre o addirittura cinque date a settimana.

Parliamo – anzi parla – di idoli che non possono permettersi un raffreddore, né una tendinite e nemmeno un calo di forma: una data “persa” costa penali e malus assicurativi che fatichiamo a quantificare, oltre al danno di immagine. Come nota editoriale, concludo dicendo ai nostri lettori che queste iper-star usufruiscono direttamente o indirettamente della competenza di Luca e del “clan” di Sport Crime, come del resto emerge negli episodi «Kick the Junk» di Sport Crime.

Rockstar FitnesSecrets 1: Gioska

Lo chiamo così, prendendo il nome da un gatto che aveva movenze simili.

Gioska è vicino agli 80 anni, è pieno di lesioni ossee, di traumi, di asimmetrie. Suona ancora, ma non va in tour, cosa ben diversa quanto a necessità atletico-salutari: dopo una data torni a casa e riposi, se sei in tour ti muovi direttamente verso la prossima data.

Ha deciso, con la moglie e gli agenti, di dichiararsi sano, disintossicato, ma di dire che pratica yoga e meditazione, non pesi, vitamine, allenamenti estremi, correttivi e propriocettivi (quelli che «lavorano l’equilibrio»), per una questione di immagine. Insomma, hanno deciso di “stare a metà”: non più l’immagine maledettissima che lo ha aiutato a diventare celebre-celebre, ma nemmeno fingere di bere Jack Daniels come fanno molti altri, e neanche postare le foto alla deltoid machine.

NIENTE CELLULARI

Quindi, quando si allena seriamente e scientificamente, niente telefoni né estranei ammessi.

Ha un’équipe (medico, fisio, allenatore) che lo visita in casa quasi tutti i giorni. Si consultano prima di decidere la sessione, si coordinano con la moglie (bravissima) per la spesa alimentare, gli integratori e molte altre cose apparentemente futili come i cuscini, il tipo di materassi, le temperature e molto altro.

Prima di ogni concerto, la triade visita il palco, i camerini, prova il “terreno” per vedere che tipo di scarpe usare, per dirgli in quali zone del palco non correre e non mettersi a terra. Vista l’asimmetria delle sue gambe, scelgono bene anche il tipo di scarpe, perché il pubblico tiene quasi di più al suo dimenarsi che alla sua voce. Diciamo “pareggio”.

GESTIRE LA SETLIST

A volte si arriva perfino alla scaletta “consigliata”: pezzi che forzano di più la gola o brani che richiedono più “stage running”? A seconda di vari fattori.

Insomma, senza le famose, odiose, stereotipose «bombe» che tutti ipotizzano, riesce a fare degli show molto fisici, atletici e convincenti, ma non può permettersi di sbagliare l’integratore di metà concerto, né il massaggio alla schiena appena finito.

Guai a fermarlo per selfie e autografi che rischiano di farlo raffreddare. Hanno già dovuto licenziare qualche ragazzo bravo perché faceva passare qualche amico. Tanto di più, nessuno deve fermarlo per dargli cd, chiavette o demo: c’è il pericolo che, dopo qualche anno, Gioska faccia un pezzo vagamente simile e il consegnatore di nastri (o quello che è) faccia causa per i diritti.

Comunque (dice la moglie), meglio una causa che un blocco alla schiena: se l’era guastata cadendo dal palco nel 1973, e sai quanto lavoro per rimetterla a posto…

Pubblicato il: 14 Ottobre 2025
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