Rivoluzione cubista a Palazzo Zabarella con Picasso e Braque
L’origine del cubismo e i suoi protagonisti

Il termine “cubista” nacque quasi per caso, nella mente di un critico rimasto colpito dalle opere di Georges Braque e Pablo Picasso. A partire dal 1908, i due artisti iniziarono a trasformare nature morte, paesaggi e ritratti in forme geometriche, scegliendo colori che richiamavano la tavolozza di Paul Cézanne.
Il nuovo linguaggio pittorico segnò una svolta epocale, capace di scuotere profondamente i codici tradizionali della rappresentazione. All’inizio venne percepito come un vero e proprio attacco alla pittura tradizionale, ma presto trovò un appassionato ammiratore in Roger Dutilleul, tra i primi e più convinti sostenitori e collezionisti del Cubismo. Con il tempo, questo stile si evolse, spingendosi verso una scomposizione del reale da più punti di vista, rendendo i soggetti sempre meno riconoscibili e invitando l’osservatore a un nuovo modo di guardare. Nacque così l’idea di una “pittura mentale”, capace di rivelare non ciò che vediamo di un oggetto, ma ciò che davvero conosciamo.
Braque e Picasso abbandonarono il tradizionale punto di fuga rinascimentale, scegliendo di moltiplicare gli sguardi su uno stesso piano. Il risultato fu la creazione di immagini sorprendenti, impossibili da cogliere nella vita quotidiana e oggi ammirabili all’interno della mostra.
La diffusione e le interpretazioni del linguaggio cubista

Numerosi artisti si lasciarono affascinare da queste innovative tecniche di rappresentazione, dando vita a una cerchia di autori promossa dal gallerista Daniel-Henri Kahnweiler. Ognuno sviluppò una personale interpretazione del linguaggio cubista: Fernand Léger, ad esempio, modificò le forme in volumi tubolari e creò un linguaggio pittorico fondato sui contrasti tra forme e colori. Anche la scultura fu travolta da questa rivoluzione, come mostrano le opere di Henri Laurens, caratterizzate dal gioco poetico tra pieni e vuoti.
Palazzo Zabarella persegue l’obiettivo di divulgare la cultura artistica divertendo e coinvolgendo i suoi visitatori. Le scuole e gli studenti, le famiglie e i bambini rappresentano perciò gli interlocutori privilegiati rispetto a questi suoi intenti. Ecco perché hanno progettato e approntato una serie di servizi e agevolazioni dedicate alle speciali necessità di un pubblico così particolare e gradito, nella piena convinzione che favorirne la comprensione del passato è il miglior modo per coltivarne la possibilità di un futuro.


Storia e vocazione culturale

Situato nel pieno centro storico di Padova, Palazzo Zabarella – edificato per volere dell’omonima famiglia tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII – è un’importante memoria della più illustre storia cittadina e, oltre a questo, una notevole testimonianza artistica degna del rilievo nazionale che possiede. Ma esso rappresenta anche – e soprattutto – quella prestigiosa realtà culturale che da oltre vent’anni si propone di progettare, ospitare e promuovere mostre d’Arte di spessore internazionale, sia in termini di rigore e serietà scientifica, che di entusiasmo e coinvolgimento del pubblico. Aspetti, questi, entrambi coltivati con la massima cura, fin dalla riapertura dell’edificio dopo i rilevanti e scrupolosi interventi di restauro per assumere le rinnovate e attuali vesti di centro culturale polivalente di grande respiro e prestigio.

Giornalista


