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Ricordate il “principio della rana bollita?

Spesso più delle parole, valgono gli esempi, come nel principio della rana bollita. Tutto quello che non è semplice da spiegare, spesso diventa facile se si usano, metafore o esempi appunto, che ti fanno immaginare e in qualche modo vivere quella situazione. Anche in psicologia l’uso delle metafore può aprire scenari utili ad aprire la mente.  

La rana: la rana
E’ calda l’acqua rana?

Il principio della rana bollita

Perché non lo lasci? Io al posto tuo non mi farei trattare così! Ma come fai ad accettare una relazione così?

Sono le frasi tipiche che vengono ripetute spesso alle donne vittime di violenza.

Il perché di queste domande e le risposte, la possiamo trovare anche e con chiarezza nella storia del “principio della rana bollita”. Il principio della rana bollita è un principio metaforico raccontato dal filosofo americano Noam Chmosky, che narra della capacità dell’essere umano di adattarsi a situazioni spiacevoli.

Un esempio (principio) davvero attuale e calzante

“Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Sappiate che se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone”.

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Ecco sostituite la rana con la vittima e immaginate l’acqua calda come il lento e inesorabile atteggiamento del carnefice. È più chiaro adesso? Direi di sì, anche per le inconsapevoli o ingenue vittime. La sofferenza è una comfort zone, la donna vittima di violenza si adegua e si adatta alla situazione di maltrattamenti in cui vessa e ci rimane spesso a lungo perché la violenza è divenuta via via sempre più intensa e graduale.

Per aiutare e far capire meglio, te lo dico anche in video:

Non ignorare i segnali!

Se ti controlla non è amore!

Se ti isola non è amore!

Anche se ti impone le cose non è amore!

Se ti svaluta non è amore!

Anche se ti giudica non è amore!

Se ti offende non è amore!

Se ti incolpa non è amore!

Se sei vittima di violenza fisica, psicologica, economica o sessuale, rivolgiti ad un centro antiviolenza e/o chiama il 15 22 numero antiviolenza gratuito attivo 24 h su 24.

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