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Renon. L’altopiano “del dolce far nulla” di Sigmund Freud

Renon - Mucca
Una mucca. Che serenità! By J.koetsier

Renon. L’altopiano che ha affascinato Sigmund Freud. Un focus su uno dei tanti meravigliosi luoghi d’Italia. Un altro viaggio tra natura e un pizzico di cultura che non guasta mai, anzi arricchisce. Ricordate Verona e Dante?

Il buen ritiro di Freud

Renon - Freud
By Pitel (lic. CC BY-SA 2.0) Sigmund Freud

Per la prossima estate ho bisogno di un posto in cui possa essere solo e di un bosco nelle vicinanze” così scriveva Sigmund Freud all’amico e collega Carl Gustav Jung, nel febbraio del 1911. Due mesi dopo, il celebre psicologo aveva trovato il suo buen ritiro, che descriveva entusiasta: “Qui si sta divinamente bene e il posto è bellissimo, ho scoperto il piacere del dolce far nulla”. È detto da lui, che aveva viaggiato in tutta Europa e che ha saputo indagare per primo i bisogni e i desideri dell’animo umano, c’è da fidarsi.

L’altopiano di Renon

Il piccolo paradiso di cui parlava era l’altopiano del Renon. Un’oasi a pochi km da Bolzano, che oggi come allora è perfetta per una vacanza all’insegna dell’armonia e del contatto con la natura. Il padre della psicoanalisi ne fu talmente conquistato che vi trascorse oltre sei mesi. Proprio qui, approfittando del silenzio, delle splendide viste sulle Dolomiti e dell’energia vibrante dei boschi, ebbe l’illuminazione per i suoi trattati sulla psicologia della religione, sui totem e i tabù. Come dargli torto…

Un gioiello quasi intatto

Anche se dista pochi minuti di auto dal capoluogo di provincia autonoma, posta in una posizione comoda da raggiungere delle principali arterie di comunicazione come l’autostrada e la ferrovia dal Brennero, l’altopiano del Renon o Ritten (come è chiamato da queste parti) resta un gioiello quasi intatto. Lontano dal caos e dalla mondanità di altre valli altoatesine. Un luogo dove si può respirare il silenzio, l’energia e la bellezza della montagna, tra alcune delle cime più belle del mondo, le Dolomiti.

Una meta perfetta in queste settimane di fine estate, quando ormai partiti gli sciami di turisti ferragostani nei sentieri tornano a regnare i rumori della natura e i boschi si preparano ad accendersi di nuovi colori. A differenza di altre valli frequentate soprattutto in inverno per lo sci e in estate per sport ed escursioni in quota, da queste parti gli alberghi e i bed and breakfast registrano il tutto esaurito anche nei mesi autunnali. Perché è uno dei luoghi dove si può ammirare uno degli spettacoli di foliage più belli d’Italia, quando intere dorsali delle montagne si accendono con la gamma delle sfumature che va dal giallo al rosso grazie ai tanti larici che si alternano ad abeti e pini.

Cos’ha di speciale questo luogo? Due i motivi

Panorama sulle Dolomiti

 Il primo motivo

Ma cosa rende questo luogo tanto speciale, capace appunto di conquistare un palato esigente come Freud? Il primo motivo del fascino è già nascosto nel nome: “altopiano”. Al contrario di tante località famose, poste in fondovalle, qui ci troviamo in una sorta di grande pianoro che si stende tutto in quota, a un’altitudine in media tra i 1200 e i 1500 metri, un grande terrazzo affacciato sulle montagne circostanti. La rete di sentieri, perfettamente tenuti e segnalati come solo in Alto Adige capita di trovare, si addentrano nel cuore di boschi secolari e poi si aprono su viste mozzafiato, ma senza discese ardite e risalite. Il tutto si stende con un dislivello molto basso, adatto anche ai turisti meno allenati e alle famiglie.

Non a caso, è uno dei pochi posti montani dove si trovano sentieri attrezzati e specifici percorribili in passeggino. Insomma si può passeggiare per ore anzi per giorni senza mai percorrere lo stesso itinerario. Godendo di tutto ciò che di solito si cerca in montagna, profumi, frescura, suoni del bosco, scorci panoramici, ma in pieno relax, senza troppi sforzi, lasciando così la mente libera di divagare e lasciarsi andare, come avveniva a Freud.

Il secondo motivo

Sciliar e Latemar

Il secondo motivo del fascino dell’altopiano è il contesto in cui è inserito, ossia lo scenario su cui il grande terrazzo si affaccia. Come dicevamo, si trova letteralmente nel cuore delle Dolomiti. Dai suoi sentieri la vista abbraccia in un solo colpo d’occhio Sciliar, Rosengarten e Latemar cui nei punti più alti si affiancano la punta della Marmolada e il Sassolungo. Tutti distesi in fila, pronti a accendersi di rosso e di rosa all’ora del tramonto. L’altro versante non è da meno perché si affaccia sulle Alpi Centrali e le nevi perenni del Bernina. Infine, c’è un ultimo ingrediente che rende speciale questa località. E’ il mix speciale tra storia, cultura e la forza magnetica della natura, un’energia positiva capace di contagiare anche l’anima e lo spirito.

Le passeggiate di Freud

Per avere un primo assaggio di questa magia, si possono seguire le tracce del padre della psicoanalisi e percorrere la passeggiata n. 1 detta di Freud proprio perché era la sua preferita, un comodo sentiero che corre in costa lungo gran parte dell’altopiano e unendo i due principali comuni: da un lato SopraBolzano, che come dice il nome è arroccato su un cucuzzolo a picco sul capoluogo, e dall’altro Collalbo, piccolo borgo adagiato in una conca, dove si trovano le case più antiche e l’hotel dove ha soggiornato Freud, il Bemelmans Post.

Il sentiero che li unisce alterni tratti all’interno del bosco ad altri che sembrano veramente dei balconi panoramici realizzati per ammirare le Dolomiti.
Sempre qui si trova un’altra attrazione tipica del Renon, il celebre trenino, uno dei più antichi di Europa, che corre più o meno parallelo al sentiero, attraversando la parte pianeggiante dell’altopiano, offrendo scorci suggestivi e il fascino di sedersi in carrozze d’epoca in legno, che hanno almeno un secolo di storia alle spalle.

Il sentiero n.16

Renon - la radura del Lobishof
La radura del Lobishof (su sfondo Alpi centrali)

Un’escursione da non perdere, adatta anche ai più pigri e in cerca di relax, è il sentiero selvaggio delle meraviglie, contrassegnato dal n. 16, che da SopraBolzano porta al maso Lobishof, attrezzato per i bambini che offre diverse installazioni raffiguranti gli animali del bosco, affiancate da giochi che si ispirano alle loro caratteristiche.

Il maso Lobishof da solo vale la fatica (poca) del sentiero per raggiungerlo, visto che offre una vista mozzafiato sulle Alpi centrali, tra cui svetta il massiccio del Bernina, da un lato e dall’altro sul Corno del Renon. L’edificio storico, recentemente ristrutturato e ampliato dalla famiglia, offre cucina tipica, ottime torte e un grande prato in cui i bambini possono sbizzarrirsi con scivoli e trattori mentre gli adulti si riposano sulle sdraio, messe a disposizione gratuitamente dalla proprietà.

Il sentiero n.18 e il Corno del Renon

Dopo il relax vale la pena proseguire ancora e tornare ad addentrarsi nel bosco lungo il sentiero n18 per raggiungere il Moserhof una baita meno conosciuta, seminascosta in un piccolo avvallamento che offre un’ottima cucina casalinga da gustare seduti sui tavoloni di legno immersi nel silenzio.

Renon - Lago
Lago sul Corno

Un’esperienza da non perdere è l’escursione al Corno del Renon che si può comodamente raggiungere a bordo delle cabine panoramiche dell’omonima funivia. All’arrivo si può percorrere il nuovo anello attrezzato, che offre varie attività come il percorso Kneipp, i giochi bimbo e le tavole illustrative per riconoscere le vette circostanti. Chi ha buone gambe può salire fino alla vetta del Corno dove il panorama a 360° sulle Dolomiti ripaga sicuramente di ogni sforzo.

Le piramidi e non solo

Renon - Piramidi
Piramidi di terra del Renon (Lic. CC-BY-SA-3.0) Photo by Hsuepfle

Infine, un altro sentiero facile porta a scoprire l’altra peculiarità dell’altopiano, un’attrazione naturale che si trova raramente altrove: le piramidi di terra. Ossia dei suggestivi pinnacoli di terra grigia sovrastati da un masso, plasmatisi grazie all’azione secolare di vento, pioggia e neve, che hanno modellato le rocce tipiche della zona, decisamente friabili. Il gruppo più ampio e facile da raggiungere di piramidi sono quelle vicino a Collalbo, che si raggiungono in mezz’ora di cammino dalla frazione di Longomoso.

Inutile dire, infine, che un’altra attrazione della zona sono le tante baite e masi. Quì si possono gustare le specialità tipiche della zona, come i canederli, le costine, la selvaggina e i dolci golosissimi come la torta di grano saraceno e lo strauben (sorta di frittella con marmellata di frutti di bosco). In autunno poi da non perdere la tradizione del Torggelen dove ci si siede a tavola a metà pomeriggio per assaporare le specialità tipicamente autunnali come salumi, il piatto di salsicce con canederli e crauti, accompagnati dai krapfen fritti e dalle immancabili castagne, il tutto annaffiato dal mosto d’uva appena spremuto.

Per informazioni, ritten.com.