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Raffaella Carrà ci ha sorpreso ancora ma così non vale!

Raffaella Carrà - Raffa
Raffa sorridente – Photo by lisandro_c80 (modifica riduzione) – ( lic. CC BY-NC 2.0)

Raffaella Carrà ha portato il suo sorriso e la sua freschezza artistica oltre l’Italia. Ovunque. In Sud America è stata un’icona della TV. Oggi gran parte del pianeta sa che Raffa prosegue la sua carriera in cielo. Non ci sono parole più giuste di quelle espresse da Sergio Japino. Le ripetiamo perché sono la sintesi più bella: «È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre».

Raffaella Carrà

La notizia ha colto tutti di sorpresa, ma non è stata da uno dei suoi celebri “carramba!”. Raffaella Carrà è mancata oggi, alle 16:20 circa. È una frase che non avremmo mai pensato di scrivere. Per lo meno così presto. In questi modi. Con questo insieme di stupore ed amarezza nell’animo. A portarsela via, una malattia che la stessa Raffaella ha tenuto privata fino alla fine. Ancora adesso, infatti, non sappiamo di quale tipo di male si tratti.

Icona della cultura pop

Eravamo abituati a vederla ritirarsi a vita privata – di tanto in tanto – per poi tornare alla ribalta. Per un nuovo programma, oppure ospite in qualche show diretto da altri. Al Festival di Sanremo. In qualunque altro posto. Questa era lei. Raffaella Carrà. Una icona della cultura pop italiana di lunga data. Nasce a Bologna nel 1943. Il padre gestisce un bar sulla riviera ed è lì che la piccola assorbe la musica italiana. Dico “assorbe”, perché non credo ci siano parole più adatte. Seguendo la trasmissione “Il Musichiere”, come molte bambine impara le canzoni, i passi dei balletti, le movenze, le espressioni.

Sceglie appunto di diventare una ballerina frequentando l’Accademia Nazionale di Danza a Roma. Successivamente consegue anche un diploma in cinematografia, sbarcando al cinema grazie al film “La lunga notte del ‘43”. Seguono poi altri piccoli ruoli in diverse pellicole, e la prima trasmissione radiofonica “Raffaella col microfono a tracolla”, nel 1962.

Ricordate “Io Agata e tu”?

È però con lo spettacolo “Io Agata e tu”, al fianco di Nino Ferrer e Nino Taranto, che afferma il proprio stile. Infatti non vedremo più una valletta ingessata, tutta sorrisini e qualche battuta più acuta qua e là. Bene o male questo era lo stile dell’epoca. Lei invece si presenta come vera e propria showgirl. Vestita alla moda- osando – talvolta – come il mostrare l’ombelico in Canzonissima, al fianco di Corrado. Senza però accentuare tale scelta più del dovuto. Con la Carrà, anche l’azzardo viene accompagnato da leggerezza. È talento. Perché se lei è oggettivamente bella, è anche oggettivamente brava e sa catalizzare su di sé la scena.

Il “Tuca Tuca”

Arrivano gli anni ‘70, nei quali imprimerà a fuoco il suo “azzardo” più celebre. Il “Tuca Tuca”. Canzone con annesso balletto. La Rai arrivò a censurarlo perché considerato troppo spinto. In realtà, altro non era un segnale dei tempi. I tempi della dolce vita, del divertimento e di una prima emancipazione femminile. Raffaella – silenziosamente – diventa anche il simbolo della donna italiana moderna. Un primo prototipo di donna emancipata. Padrona della propria vita. Anche sentimentale ed intima. Per noi oggi una cosa scontata. Nell’Italia (e nel mondo) di metà anni ‘70 non era così.

Raffaella ovunque

Si susseguono gli anni ‘70 e ‘80 in una serie di programmi ed ospitate che la vedono ovunque. Sono i decenni della affermazione ed ascensione ad icona pop della scena Italiana. Con qualche successo anche internazionale, grazie ad alcune canzoni in spagnolo. Da “Fantastico”, con Johnny Dorelli, al “TP de Oro”, il Telegatto spagnolo. Fino ad arrivare agli anni Novanta con “Carramba che sorpresa!”. Adattamento di un format britannico, si trattava di una trasmissione che puntava tutto sul coinvolgimento del pubblico. Un continuo di sorprese. Da incontri con personaggi famosi, a cari che non si vedevano da molto tempo. Si potrebbe definire un antenato del “reality” e della “tv verità”. È questo programma che la vede ulteriormente in ascesa.

Con un nuovo ruolo di “mamma del pubblico italiano”. Lei, che non aveva avuto figli, ma che non per questo non sapesse esprimere lo spirito materno. Tramite quelle trasmissioni, tramite la sua presenza. Potremmo definire Raffaella Carrà la mamma dell’Italia moderna. O che voleva diventare moderna.

Ovviamente la sua carriera continua anche dopo gli anni ‘90. Tornerà di tanto in tanto sugli schermi televisivi in diverse vesti ed occasioni. Ci abituerà al mantenere un certo distacco tra vita pubblica e privata. Come al ritirarsi dalle luci dello spettacolo di tanto in tanto, per poi tornare più in forma che mai. Oggi in un certo senso, Raffella è tornata per rimanere. Per sempre, nella storia musicale e televisiva, e nella cultura pop della nostra nazione e oltre.