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Poverini? Siamo noi poverini non i 4 zampe senza casa

Siamo prigionieri della nostra disattenzione – Foto G.Vogel

Poverini. Un’espressione classica e spontanea rivolta dall’essere umano nei confronti dei cani di nessuno: senza casa. È vero, ma l’analisi fatta dalla nostra Manuela è più profonda, un po’ più irritata. La sensibilità di chi vive insieme, ogni giorno che ci sia sole o pioggia, con questi esseri a 4 zampe, fa si che in quell’espressione “poverini “si scorga a volte un po’ di ipocrisia.

Poverini

Questa volta vorrei dilungarmi un po’ di più sulla questione di noi esseri umani.  Quasi normalmente proiettiamo il nostro modo di essere, di pensare e percepire l’universo, sugli animali. Oggi mi riferirò essenzialmente ai cani e ai gatti, state tranquilli, non andrò oltre l’ambito di cui mi occupo, ovvero dei canili in generale e del nostro in particolare.

Poverini perché siamo egoisti

Cani e gatti non sono poverini perché non dormono sul divano o non hanno una comoda cuccia. Lo sono, perché prima li desideriamo con voglia, poi però li lasciamo andare un po’a loro stessi.  Perché gli animali hanno bisogno di cure continue e a volte, se non spesso, a noi egoisti di fondo, ci impediscono e non ci consentono di fare le vacanze come piace a noi. Magari perché il luogo delle nostre vacanze, l’albergo, non consente di avere in camera i cani. Non essendo ospiti graditi, ecco che noi proprietari, come soluzione, li lasciamo nei rifugi. Soli. Altro che 500 parole ci sarebbero da scrivere su questo argomento!

Poverini perché non li capiamo

Poverini perché ci sentiamo in obbligo di volerli aiutare a tutti i costi, credendo che l’animale debba essere aiutato. Invece no. Non è sempre così, dovremmo imparare ad osservare e capire se in quel dato momento il piccolo peloso ha davvero necessità di aiuto da parte nostra. Una dimostrazione classica è per esempio, quando vediamo un gattino per strada. La prima cosa che ci salta in mente è di prenderlo pensando di metterlo al sicuro, forse di evitargli una morte certa. Certo, è un’azione a fin di bene, ma non essendo attenti e pronti a osservare, molto probabilmente abbiamo spezzato soltanto il cuore di una mamma che era in cerca di cibo per i suoi cuccioli. Ripeto il mantra: attenzione e osservazione!

Altre osservazioni per saper convivere con i nostri animali

I social network, Facebook quasi sempre protagonista. Quante volte mettiamo la faccina lacrimosa a immagini di cui non si conosce neanche la storia che c’è dietro. Quante volte invece di sollevare le nostre stanche membra dal divano e fare il giro dei canili intorno a casa ci si impigrisce e si decide di acquistare un cane online, facendolo recapitare a casa come un pacco, da un corriere?

Testa e non solo cuore

Bisognerebbe usare anche la testa e non soltanto il cuore per poter dire: “Questa notte dormo contento perché ho fatto una buona azione”. A volte le buone azioni non ragionate portano ad una vera sofferenza dei nostri colleghi a quattro zampe e non ad un riscatto di vita.

Soffermiamoci ogni tanto a pensare al contrario, mettiamoci per quel che è possibile nei loro panni. Domandiamoci al posto loro: “Sono a casa mia nell’ambiente in cui sono nato e cresciuto, con il mio branco e mia madre che mi sta ancora allattando e ancora con le mie sorelle e fratelli, con cui sto imparando a cacciare attraverso il gioco?”

Ancora il pensiero del nostro peloso

Ancora il pensiero di un cane: “Un bel giorno è arrivato un essere umano che mi ha visto tranquillo mentre aspettavo i miei genitori in attesa del cibo, improvvisamente mi ha preso con gesti affettuosi d’amore forse giusti o forse no e mi sono sorprendentemente ritrovato solo in una confortevole cuccia. Da quel giorno mi sono sentito meno libero”!

Il mio pensiero

Credo che l’interferenza umana negli equilibri della natura, a volte anche in buona fede, possa comportare danni ed è compito di noi stessi rimediare e riequilibrare le cose. Riportare il tutto a una giusta misura.

Siamo tutti figli di una stessa catena di amminoacidi e nessuno è meglio di qualcun’altro, siamo tanti pezzi di uno stesso puzzle, ognuno nel suo piccolo contribuisce all’esito e al risultato di una convivenza possibile.