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Porti Turistici e Marine del nostro bel Paese

Prosegue con questo nuovo articolo del Capitano Nicolò Piccardo, la disamina sulle strutture esistenti nel nostro Paese. Un’analisi al solito attenta e precisa da parte di chi vive il mare da sempre.

Porti turistici: porto visto dal cielo
Una splendida immagine dall’alto

Porti turistici e marine

Per quanto riguarda le strutture atte ad accogliere le imbarcazioni usiamo per identificarle anche ai fini statistici la definizione del D.P.R 2 Dicembre 1997 n° 509:

Porto turistico – Complesso delle strutture amovibili ed inamovibili realizzate con opere a terra e a mare allo scopo di servire unicamente o precipuamente la nautica da diporto ed il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari.

–  Approdo turistico – Porto polifunzionale avente la funzione di cui all’articolo 4, comma 3, della Legge 28 gennaio 1994, n° 84, destinata a servire la nautica da diporto ed il diportista nautico, anche mediante l’apprestamento di servizi complementari.

–  Punti di ormeggio – Aree demaniali marittime e specchi acquei dotati di strutture che non comportino impianti di difficile rimozione, destinati all’ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di piccole imbarcazioni e natanti da diporto.

Esiste una ulteriore tipologia per quanto riguarda la prima categoria e sono le Marine Resort definite dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui all’art. 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n.  133

Quanti sono i posti barca, quali strutture e classi?

La regione con più posti barca ed anche con il maggior numero posti barca sopra i 24 m è la Liguria, seguita da Toscana, Sardegna, e Campania come si evidenzia nella tabella 4.2.

La tabella sotto riportata è stata tratta dal rapporto annuale 2021 dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Quante sono le barche ormeggiate?

Qui sotto la Tav A evidenzia quante sono le barche ormeggiate, si badi bene non tutte, in quanto molte sono spesso usate per due o tre mesi estivi e poi rimessate al coperto e quindi non rientrano in questo computo. Anche se le barche censite sono 69.211, si stima che il totale sia oltre 100.000. Facile supporre che più della metà dei posti barca sono lasciati al transito di barche non italiane.

Appare un paradosso anche il fatto che al Nord ci siano il doppio dei posti barca rispetto al Sud, quando al sud la stagione estiva e balneare dura di più che nell’area Settentrionale.

Una peculiarità importante è quella che una marina deve obbligatoriamente offrire diversi servizi ai suoi frequentatori: negozi di forniture di bordo, officine di riparazione meccaniche ed elettriche, service motori e barche, lavanderia servizi igienici e docce di buon livello sempre usufruibili. Non solo, ma anche bar, ristoranti, un cantiere navale attrezzato per alare le barche almeno sino a 100 Tons. Un servizio supporto agli ormeggi con gommoni e personale in banchina. Un ottimo servizio di recupero rifiuti, un servizio di noleggio biciclette elettriche e scooter elettrici, magari anche di auto.

Da non dimenticare che il successo di una Marina è dato anche dalla posizione strategica e dalla facilità con cui è raggiungibile dalle autostrade, nonché alla vicinanza di altre tipologie di trasporto, primo fra tutti un aeroporto e non ultimo un’ottima e ampia disponibilità di posteggi con la presenza di colonnine di ricarica elettrica.

La Green Label

Si evidenzia che in Italia esistono 156.465 posti barca, Spesso però, sono semplici pontoni galleggianti di Associazioni Sportive, all’interno di marine più grandi o di porti mercantili.

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Le marine strutturate con i servizi necessari e indispensabili per ottenere questa denominazione e con servizi che abbiamo descritto, sono ancora relativamente poche e di poca qualità (anche per l’ottenimento della Green Label Rina). Spesso i servizi sono insufficienti, se non addirittura assenti. Un motivo particolarmente sentito che frena l’adeguamento strutturale è la burocrazia che certamente non aiuta.

La Green Label è una bella iniziativa, trascina la marina in pieno discorso di transizione energetica e ambientale, con tutta una serie di obiettivi da raggiungere e implementare.

A tale proposito segnaliamo la seconda edizione dei Blue Marina Awards, l’importante marchio di riconoscimento dei migliori porti turistici e approdi italiani sostenuto da Assonautica Italiana e ASSONAT-Confcommercio (Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici) partner Istituzionale dell’iniziativa.

Associazioni che riuniscono Porti Approdi e Marine

Esistono varie Associazioni che riuniscono Porti, Approdi e Marine, ovviamente il loro scopo è quello di condividere esperienze e know-how e rappresentare i loro associati nei confronti delle istituzioni. Alcune di loro sono maggiori di altre e rappresentano sicuramente la stragrande maggioranza delle Marine Italiane tra esse vanno citate: AssoMarinas (Confindustria nautica) Assonat Confcommercio.

In Italia in realtà non manchiamo di posti barca, se mai sono mal distribuiti, con una grossa percentuale al Nord e un 50% in meno al Sud e Isole. Se pensiamo a quanti Km. di costa ha la Liguria e quanti ne ha la Sardegna e la Sicilia, scopriamo immediatamente quanto c’è ancora da fare per quanto riguarda la creazione di nuove marine. Ovviamente con la Blue Label!

Le varie associazioni delle Marine, ma non solo, anche Ucina e le Associazioni dei Marittimi del Diporto inoltre, chiedono da anni alcune modifiche alle norme, che al dire il vero sono già state approvate e sono legge, ma non si è ancora provveduto a redigere il regolamento attuativo. Di conseguenza da anni su questo fronte, siamo bloccati.

Le marine, ma soprattutto I porti turistici pubblici hanno da raccogliere una bella sfida: migliorare i servizi, ampliarne la gamma e la qualità, rispondere alle necessità oramai impellenti della transizione energetica,

Occorre l’intervento dello Stato

Un aiuto è necessario da parte dello Stato che dovrebbe realizzare al più presto e rendere attuativo il regolamento della legge per la nautica sopra citata con particolare attenzione a:

Manifesto per il governo della nautica e della sua filiera semplificazione: rapida emanazione dei decreti attuativi del codice della nautica, visto che, anche per le disposizioni che necessitano di ulteriore regolamentazione, il nuovo Codice ne ha già individuato le linee guida.

Legalità: attuazione del registro telematico delle unità da diporto, dando priorità alla certezza del sistema e conseguentemente della proprietà navale, privilegiando la sua funzione antifrode.

Compliance: implementazione della norma di legge sul “bollino blu”, al fine di evitare duplicazioni dei controlli in mare, incluso il previsto rilascio su richiesta.

Lavoro: approvazione di un contratto di lavoro per il settore nautico che tenga conto delle esigenze anche stagionali del comparto, che oggi utilizza i contratti metalmeccanico, gomma plastica, chimico.

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