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Poeti, scrittori, autori. Quanti versi dedicati al gatto

Poeti, scrittori,autori quanti versi per il gatto – Foto Twaeng

Poeti, scrittori, autori. Quanti versi dedicati al gatto. Sono davvero tanti quelli che hanno dedicato poesie e scritti a questo animale elegante, misterioso e affascinante. Tina Venturi ( qui i suoi articoli precedenti) prosegue la sua carrellata di scrittori e personaggi illustri che adoravano i nostri amati felini.

Cuori solitari e poeti

Il nostro poeta Eugenio Montale[1] narra Di un gatto sperduto[2], mentre in Un gatto nero[3] di Giovanni Pascoli incontriamo un vecchio canuto e un misterioso felino.

Coglie l’aspetto della solitudine felina il premio Nobel per la Letteratura del 1996 Wislawa Szymborska[4]. La poetessa polacca racconta con ironia e dolce sofferenza de Il gatto in un appartamento vuoto, un simpatico gattino tutto offeso per la dipartita del suo anziano padrone, pronto a fargliela pagare al suo ritorno ma egli non può immaginare che il proprietario non tornerà più perché deceduto.

Per rimanere nella letteratura femminile, l’artista francese Colette[5] decanta spesso le virtù di questi simpatici animaletti domestici. Nel romanzo La Chatte[6] racconta la storia travagliata di un marito conteso fra la moglie Camille e la gattina Saha. L’uomo non può però ignorare la volgarità dei modi dell’una e l’eleganza dell’altra. Un vero dramma consumato fino all’ultimo artiglio. Mentre Le petit chat noir, protagonista di un racconto[7], non sa se è veramente vissuto o se era semplicemente l’ombra di un gatto bianco.


[1]     Eugenio Montale (1896-1981), poeta e giornalista italiano, premio Nobel della Letteratura  1975. 

[2]     Eugenio Montale, Di un gatto sperduto (15 luglio 1976), in Quaderno di quattro anni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1977.

[3]  Giovanni Pascoli Un gatto nero, Miricae, II sequenza di Finestra illuminata, p. 69 di Poesie, 3 volumi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1974. Nella stessa raccolta anche La gatta, in Poesie famigliari e d’altro genere, 1882-1895, p. 1.436.

[4]  Wislawa Szymborska (1923-2012), poetessa e saggista polacca.

[5]   Sidonie-Gabrielle Colette (1873-1954), scrittrice e attrice.

[6]   Colette, La Chatte, Hachette Littératures, Paris 2010.

[7]   Colette, Chats, Albin Michel, Paris 1990.

Il manifesto di Baudelaire

Altri autori francesi quali Paul Verlaine[8] e Charles Baudelaire[9] hanno elogiato i felini. Tra le composizioni Les chats di Baudelaire sembra esserne un manifesto.

Vi lascio con i suoi versi.

Les chats[10]

Les amoureux fervents et les savants austères
Aiment également, dans leur mûre saison,
Les chats puissants et doux, orgueil de la maison,
Qui comme eux sont frileux et comme eux sédentaires.

Amis de la science et de la volupté
Ils cherchent le silence et l’horreur des ténèbres;
L’Erèbe les eût pris pour ses coursiers funèbres,
S’ils pouvaient au servage incliner leur fierté.

Ils prennent en songeant les nobles attitudes
Des grands sphinx allongés au fond des solitudes,
Qui semblent s’endormir dans un rêve sans fin;

Leurs reins féconds sont pleins d’étincelles magiques,
Et des parcelles d’or, ainsi qu’un sable fin,
Etoilent vaguement leurs prunelles mystiques.

I gatti[11]

Gli innamorati ardenti e gli studiosi,
austeri, in età matura, entrambi amano
i gatti forti e dolci, orgoglio della casa,
come loro intanati e freddolosi.

Amici del piacere e della scienza
cercano il silenzio e le orrende tenebre;
l’Erebo ne avrebbe fatto il suo tiro funebre
se la fierezza non li negasse all’obbedienza.

Prendono assorti i maestosi atteggiamenti
di grandi sfingi al fondo dei deserti,
perdute, pare, in sogni senza fine;

mandano scintille i loro fianchi fertili,
le mistiche pupille, come una sabbia fine,
sono disseminate di dorati frammenti.


[8]     Paul Verlaine (1844-1896), poeta francese.

[9]     Charles Baudelaire (1821-1867), poeta e scrittore francese.

[10]   Gianfranco Palmery (a cura di), Gattesca, Edizioni Il Labirinto, Roma 2007, p. 31.

[11]     Gianfranco Palmery (a cura di), Gattesca, cit., p. 32.

Yes, we Cat torna…