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Phebo la svolta positiva arriva se lo vuoi. “Sogna anche tu”

Sogna anche tu e il sogno di Phebo, ma anche di tanti di noi. Oggi più che mai c’è necessità di crederci e di sognare. C’è chi lo fa con i piedi per terra e chi no. Ma quanto è bello saper sognare e “respirare” ogni attimo della propria vita!

Phebo - primo piano Phebo

Phebo

Con una voce particolarissima, avvolgente e graffiante, ecco arrivare un cantante di vero talento, pronto a stravolgere il mercato discografico. Si tratta di Phebo, da qualche anno già impegnato con uno spettacolo che gira le piazze d’Italia e lo vede al centro del palcoscenico imitando alcuni tra i più grandi cantautori italiani. Ora, però, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera, cantando suoi brani che incitano alla speranza e alla positività con cui affrontare la vita.

Ecco così che Phebo, al secolo Tiziano Finarelli, assume questo poetico nome d’arte con cui firma brani di autentico spessore cantautorale. Dopo il successo di Cane sciolto, in cui cantava l’importanza del vaccino nella lotta contro il virus, è arrivato dal 12 novembre uno nuovo brano che promette di entrare nei cuori oltre che nella testa di molti. Sogna anche tu, infatti, è un vero inno alla vita che vede anche un grande featuring: quello di Davide De Marinis, coautore del brano insieme allo stesso Phebo, Pasquale Mammaro e Francesco Vidoni.

Phebo, il videoclip di questo brano vede la partecipazione della Fondazione Italiana Verso il Futuro Onlus. Raccontaci tu stesso di cosa si tratta.

Si tratta di una associazione che ha messo a disposizione sette case famiglia per persone adulte con sindrome di down e altre disabilità cognitive. I ragazzi che ci vivono sono così stimolati a una vita attiva, che li vede responsabilizzarsi e prendere sempre più fiducia nei propri mezzi.

E in effetti, non a caso, questo è il senso di Sogna anche tu, la tua nuova canzone. Come nasce la collaborazione con la Fondazione?

È stata una mia amica a parlarmene. Io non solo ne ignoravo l’esistenza, ma non sapevo proprio cosa significasse vivere certe realtà. Nell’associazione ho conosciuto persone che mi hanno completamente cambiato il modo di pensare e di interpretare la vita. Mi si è aperto un nuovo mondo.

Cosa ti ha dato umanamente questa collaborazione?

Tantissimo, perché anzitutto mi arricchisce dentro, come persona. Scopro ogni giorno qualcosa in più di me, attraverso la forza di questi ragazzi straordinari che hanno una capacità di organizzarsi e attivarsi in ciò che più desiderano, con una concretezza che non potevo immaginare.

Come nasce la canzone?

Volevo regalare un inno di speranza. È giusto trovare sempre un lato positivo in tutte le cose. Credere nei propri sogni è l’unica molla per realizzare ciò che si vuole e convincere gli altri della bontà delle proprie azioni: se non ci crede la persona che li vive, come possono crederci quelli intorno? Quindi non bisogna mai desistere.

Hai uno stile tutto tuo, a metà tra recitato e cantato. E soprattutto hai un timbro vocale molto personalizzato, che non si confonde con quello di altri artisti. Questo significa molto di questi tempi.

Ho lavorato molto alla ricerca di un mio stile. Quando faccio lo show dei personaggi imito le voci dei cantanti, ma quando canta Phebo voglio che l’interpretazione sia qualcosa di completamente diverso da ciò che si ascolta solitamente. Anche nella struttura. Il mio recitato, per esempio, non è un rap, ma un dialogo con chi ascolta.

Phebo - mano al cuore
Dal cuore al sogno prima o poi

C’è una suggestione di echi straordinaria nel brano.

Parlando con un mio amico, un noto produttore, abbiamo ragionato molto anche su quelli: volevo esprimere la mia vocalità attraverso un’atmosfera sonora che le somigliasse in qualche modo.

Come nasce la collaborazione con De Marinis?

Ero un fan di Davide da tantissimi anni, la collaborazione è nata praticamente in modo naturale, come se il brano non potesse che essere un duetto con lui. Ho sempre amato il suo stile pop, con cui non ha mai voluto raccontare banalità. Siamo diventati amici e ho scoperto in lui una persona di una sensibilità e una umiltà fuori dal comune, oltre che di una impressionante esperienza.

La canzone inizialmente era Sogno, poi è diventata Sogna anche tu, alla seconda persona singolare.

È stato proprio Davide a suggerirmi l’importanza di far passare, sin dal titolo, un messaggio che valesse per tutti. Anche perché questo era esattamente l’intento dell’intera canzone: ricordare a ciascuno che siamo guidati dai sogni e non esiste niente di più sincero per farci essere pienamente noi stessi. 

Nella canzone è comunque chiaro che si sta parlando di te. Qual è il tuo sogno? Si è realizzato?

Il sogno non può essere uno solo nella vita. Si continua a sognare giorno dopo giorno, principalmente per realizzare il desiderio più importante: quello della felicità. Mi aiuta anche arrivare da una città che amo come Pescara, che non è una metropoli ma vive una realtà quasi provinciale rispetto ad altri luoghi. Così ho potuto apprezzare da subito le piccole cose che arrivavano. Le persone intorno a me, a cominciare dai miei genitori, mi hanno sempre spronato a far meglio con l’orgoglio di ogni singolo traguardo che raggiungo.

Phebo era l’epiteto del dio Apollo, per la sua luminosità. Le tue canzoni regalano ottimismo e fanno luce su temi di primo piano. Ma chi illumina Phebo a realizzare tutto questo?

Credo che in ogni azione che faccio ci sia lo zampino di mio nonno. Anche Sogna anche tu si apre proprio con la strofa “Sogna ragazzo, mi diceva mio nonno: non li spegnere i sogni, altrimenti vai a fondo”. Per me lui rimane una guida, una fonte di ispirazione con il suo sorriso e la sua voglia di creare sempre qualcosa di nuovo.