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Pettegolezzo e non calunnia, ma serve un colpo di spugna

Prima parte – “Come difendersi e bloccare questa brutta abitudine”

Il Pettegolezzo colpisce sempre

Il pettegolezzo e la calunnia

Il pettegolezzo non è una calunnia chiariamo, ma quando si è vittima di questo, per salvarsi occorre davvero un colpo di spugna. Come fare?
Avevamo in qualche modo affrontato il tema in “Gossip veri, presunti, voluti. Ce n’è per tutti”, ma qui entriamo più nello specifico. Intanto chiariamo subito qual è la differenza tra pettegolezzo e calunnia e lo facciamo affidandoci al vocabolario della Treccani.

“Il Pettegolezzo” è definito: “Chiacchiera indiscreta e malevola sul conto di qualcuno, commento malizioso e inopportuno sulla condotta di una o più persone”.
La calunnia” è invece: “Diceria, imputazione o denuncia, coscientemente falsa, con cui si attribuisce a una persona una colpa, un reato o comunque un fatto che ne offenda la reputazione.

 Parliamo allora di pettegolezzo

Antico quanto l’uomo, interessa trasversalmente ogni fascia sociale e tutti, almeno una volta, ne siamo stati vittime o, nel migliore dei casi, abbiamo contribuito ad alimentarlo.

Si tratta del pettegolezzo.

Di questo particolare comportamento si sono occupati scienziati, sociologi, psicologi e letterati presentandone ognuno un particolare aspetto.

Si è detto infatti che il pettegolezzo è deleterio, è utile, rafforzerebbe i legami sociali in un’ottica di “appartenenza” ad un gruppo o, di contro, sarebbe una forma di competizione.

A noi, tuttavia, interessa solo il lato più superficiale ed immediatamente visibile: il fastidio che può arrecare e come difendersi da esso.

E’ vero che esistono anche i pettegolezzi “innocui”, addirittura divertenti verso chi ne è oggetto, ma generalmente è qualcosa di negativo, è un’epidemia che si diffonde in maniera esponenziale e può arrecare gravi danni.

Le tattiche per difendersi

Esistono diverse tattiche difensive, ma è impossibile identificare la più efficace poiché la pettegola o il pettegolo (perché anche gli uomini sono ben lungi dall’essere immuni verso questo modo di fare) si possono trovare in qualunque ambiente e situazione risultando quindi impossibile definire un modus operandi per ogni occasione anche in considerazione delle variegate forme che assume il pettegolezzo stesso.

Noi consideriamo, per sommi capi, solo i metodi più “immediati”. In realtà l’Enciclopedia Britannica non basterebbe ad elencarli tutti.

C’è una storiella facilmente reperibile che tratteggia bene il contesto:

“C’era un uomo che cavalcava un asino seguito da un ragazzino a piedi.

La gente, vedendo la scena, spettegolava sull’uomo per il fatto di far camminare il giovane mentre lui stava comodamente seduto in groppa all’asino.

Allora l’uomo, per sedare le voci, scese dal somaro e vi fece salire il ragazzino.

Subito la gente iniziò a spettegolare sul ragazzino perché, giovane e forte, faceva cammina l’uomo più anziano.

Allora l’uomo montò anche lui in groppa, ma subito si levarono voci poiché costringeva la povera bestia ad uno sforzo immane.

Per farle finire definitivamente, l’uomo decise allora di caricarsi il somaro sulle spalle. Non l’avesse mai fatto!

La gene iniziò a spettegolare su quanto fosse sciocco a camminare al posto dell’asino.”

Ciò rende bene l’idea di come sia improba la battaglia di chi voglia contrastare i pettegolezzi.

Che fare, dunque?

La strategia di lasciar perdere in modo che il pettegolezzo si esaurisca da, sé potrebbe sembrare la migliore ma, a seconda delle situazioni, può sortire l’effetto opposto.

Dipende infatti dall’ambiente in cui si sviluppa. Secondo uno studio, il pettegolezzo attecchirebbe di meno in ambienti ad alta scolarizzazione, mentre sarebbe più favorito in quelli a bassa.

Francamente dissentiamo da questo modo di vedere (per esperienza vissuta) ma va comunque segnalato per dovere di cronaca.

Vi è poi un modo più diretto: cercare prove inoppugnabili ed affrontare il pettegolo il quale, trovandosi di fronte a tali prove, dovrà necessariamente “sospendere” la sua azione per evitare eventuali ritorsioni.

La difficoltà in questo caso sta proprio nel trovare le prove inoppugnabili. Il pettegolo o la pettegola sono generalmente immersi in un’aleatoria nube di “si dice” e “ha detto” ma difficilmente qualcuno vorrà riferire in un contesto ufficiale ciò che ha sentito e, soprattutto, da chi.

E’ richiesta quindi un’astuzia da detective per “incasellare” sufficienti indizi da costituire, alla fine, una prova, parlare con potenziali testimoni e indurli ad “aprirsi” senza farli insospettire o, in caso il nostro obiettivo sia conclamato, convincerli che “non succederà nulla”, che la cosa resterà in ambito confidenziale.

Non è impossibile ma, diciamolo, è una gran fatica oltre al fatto che necessita di una quantità di tempo di cui spesso non disponiamo.

Ma fin qui, la situazione è relativamente bianca o nera.

La parte difficile inizia ora.

Fine prima parte