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Pet therapy: quando il coniglio è la cura

Pet therapy b- coniglietto
Pet therapy senza dubbio! – By SimonaR

Pet therapy

Pet therapy. E ‘proprio vero qui si parla di animali: cani e gatti. Ci mancava il coniglietto. Questo piccolo roditore (veramente è un lagomorfo), che magari lascia qualche “pallina” secca per la casa, ma quando rosicchia la carotina sai che bene che fa alla salute! Ecco perché si dice “pet therapy” ed ecco perché la firma sull’articolo non è solo di Elisa e il suo cane Jack, ma anche di Bernie il gatto di famiglia!  

Pet therapy si, ma “conosciamo” il coniglio

E’ un animale che vive in natura ed è spesso visto come preda. Questo concetto è da ricordare anche quando si lavora o si vive con questo piccolo essere in casa.

Classe: Mammiferi, Ordine: Lagomorfi, Famiglia: Leporidi, Genere: Oryctolagus, Specie: O. cuniculus.

La sua terra di origine è la Penisola Iberica. I Fenici scoprirono questa regione e questi animali 3000 anni fa. Furono impressionati a tal punto dalla quantità di esemplari presenti che chiamarono quel paese “I-shepam-im”: “La terra dei conigli”. Tradotto in latino divenne Hispania.

L’ uomo nel corso degli anni ha selezionato una varietà di razze, dalle taglie piccole, alle giganti, con svariati colorazioni della pelliccia e caratteri diversi fra loro. Tuttavia, l’inizio del processo di domesticazione del coniglio inizia 2000 anni fa. I cambiamenti non hanno modificato il comportamento dell’animale, che non è mutato in maniera radicale rispetto a quello dei suoi progenitori selvatici.

Rappresenta il tipico animale preda

Quelli selvatici pesano circa 1,5 kg, vengono considerati una preda di media taglia (pasto soddisfacente, ma abbastanza piccoli per essere catturati da un predatore che caccia da solo), fanno parte della dieta di circa 20 diverse specie di predatori. Sono animali sociali: in natura vivono in gruppi di circa 10 esemplari. Gruppi differenti abitano zone adiacenti e si ritrovano al momento del pasto. Formano gerarchie stabili. Hanno una vita media di circa 8 anni e tramite le orecchie si termoregolano, a seconda della stagione e dell’habitat.

Quando si lavora in IAA

Quando si lavora in IAA, ossia in Interventi Assistiti con gli Animali, ogni animale deve essere il più tranquillo possibile. Compito del coadiutore o partner di lavoro salvaguardarlo, insieme al team. Come riconosciamo se il coniglio, dopo una fase di assestamento iniziale è pronto a lavorare? La postura è importante.

Questa è la postura che assume in condizioni di tranquillità̀:

Pet therapy - conigli tranquilli

La luce è un elemento importante e siccome preferisce la penombra, se si è in un ambiente chiuso eviterei, da coadiutore, di scegliere luoghi illuminati con il neon o comunque con luce troppo intensa.

Occorre fare attenzione invece se notiamo questa posizione di allerta. Il nostro essere assume questa postura in presenza di un predatore o di qualcosa di nuovo o estraneo. Resta immobile con le orecchie ritte e il corpo rigido protratto in avanti. Annusa di continuo per capire e distinguere meglio il pericolo e quindi nel caso, cercare la via di fuga.

Pet therapy - conigli in allerta

I conigli sono animali che hanno bisogno di tempo per adattarsi alle situazioni.

Una volta che si sono adeguati all’ambiente in cui vivono, si sentono sicuri e vivono sereni. Sono anche animali molto sensibili e conservano sempre il loro istinto di sopravvivenza. Questo li porta ad essere anche aggressivi e a manifestare il loro malessere con atteggiamenti distruttivi.

Si tratta anche di esemplari abitudinari, quindi è bene considerare fin da subito i primi cambiamenti della loro routine. i sintomi dello stress del coniglio non sono mai da sottovalutare.

IAA STRESSANTE e ripercussioni sulla vita

Ogni attività di IAA è stressante per l’animale. Sia esso cane, gatto, coniglio, asino o cavallo.

L’animale infatti assorbe lo stress dell’utenza presente, talvolta anche del proprio coadiutore, se la situazione provoca adrenalina o improvvise variazioni. Innanzitutto, l’elemento di più forte disagio per gli animali NON stanziali, ossia che non vivono già nel luogo dove avverrà l’intervento assistito, è il TRASPORTO.

A nessun gatto o coniglio piace essere trasportato in un luogo diverso ed essere sottoposto a stress. Per cui consiglio vivamente ad ogni coadiutore che sceglie di lavorare e RISPETTARE la natura di questi animali di valutare bene se lavorare con loro o scegliere altro.  L’ideale sarebbe lavorare con animali stanziali, ossia che vivono già nella struttura (RSA, clinica, ospedale, scuola etc.) o portare l’utenza presso di loro, come nel caso di asini e cavalli. Anche se nella mia carriera di coadiutore cane, gatto e coniglio, in IAA Interventi assistiti con gli Animali, ho visto asini entrare con leggiadria in corridoi e cavalli farsi accarezzare da finestre al piano terra. Chapeau a loro e ai loro coadiutori!

I segnali di stress del coniglio

Il suono è un elemento di grande riscontro. I conigli iniziano a far rumore e mostrano insofferenza a muoversi in spazi piccoli, quali il trasportino o la gabbia.

Un grande segnale di allarme è l’urlo forte che diventa poi un avviso di pericolo e di allarme per i loro simili, poiché dettato dalla paura di minacce. È capace di cambiare umore più volte nel corso della giornata, se sottoposto a stress o se lo ha accumulato. Talvolta è aggressivo nei confronti dei suoi simili e distruttivo verso la gabbia: la rosicchia. Quando il livello di stress è altissimo procede con un’automutilazione di una parte del suo corpo, leccandola ossessivamente, poi mordendola e recidendola.

Prima di sottoporre il proprio coniglio a tale violenza consiglio una visita approfondita con il proprio veterinario, specializzato in animali come lui. Non tutti i veterinari, infatti, hanno conoscenza così approfondite su tutti gli animali.

Come prenderlo in braccio

Si solleva la piccola creatura con una mano per la collottola e con l’altra si sostiene sotto le zampe posteriori. In alternativa si inserisce una mano sotto il ventre, sotto le ascelle e l’altra sotto le zampe posteriori. Attenzione: Il coniglio scalciando potrebbe farsi molto male o rompersi la spina dorsale, è estremamente delicato. Anche in braccio potrebbe saltare e cadere a terra.

Generalmente non amano essere presi in braccio, per loro è una posizione innaturale e pericolosa. In natura il sollevamento da terra avviene quando “li prende al volo” un rapace.

In IAA o pet therapy consiglio agli utenti meno esperti di non prendere in braccio il coniglio. Di limitarsi a guardarlo, accarezzarlo con molta delicatezza, dargli da mangiare (ciò che il coadiutore avrà portato con sé) e magari spazzolarlo. Non obbligatelo a stare in braccio se non vuole!

Fondamentale come con ogni animale in IAA, la creazione del setting di lavoro ideale

Altresì evitiamo di sollevare il coniglio dalle orecchie, soprattutto per l’utenza con cui ci interfacciamo, sia che siano bambini o adulti, disabili o con patologie.

La posizione “a pancia in su” detta anche immobilità tonica è un grave allarme. Quando viene girato sulla schiena all’inizio si ribella, poi i muscoli si rilassano e abbassa il battito cardiaco. Sembra che entri in “trance” e l’unico movimento che si può notare è un tremolio delle zampe posteriori: vuole dire che il coniglio non è per niente rilassato!

Attenzione anche al Freezing con occhi spalancati, dove si vede la parte bianca, con il corpo rigido e schiacciato a terra, con il respiro veloce e affannoso. In tutti questi casi evitiamo ogni attività, sia di natura IAA che altro. Il nostro animale è in sofferenza e ce lo sta comunicando.

Le attività da fare con i nostri animali sono tante, ma osserverei sempre e anteporrei la natura e la salute dell’animale.

Il coniglio… dal dentista

Pet therapy - dentista
By Justcarilia

In Italia si sta diffondendo in alcune cliniche dentistiche, soprattutto rivolte ai bambini, il coniglio dal dentista.

Personalmente il paziente sottoposto a forte stress, con i rumori dei macchinari, l’odore tipico di menta e alcool, l’ansia mista a paura, avrebbe sicuramente bisogno di un supporto, per distrarlo, per relazionarsi in modo positivo alla situazione.

Questo simpatico animaletto dal dentista è sicuramente un valido strumento di marketing odontoiatrico, ma occorre sempre e sottolineo SEMPRE, tutelare sia l’utente che L’ANIMALE. Consiglio di procedere solo se l’animale è adatto ed è stanziale, ossia vive a pochi metri di distanza, e con interventi che non superino i 30 minuti.

Anche in campo geriatrico è molto apprezzato. Perché è tranquillo, non è rumoroso e poco ingombrante, è però scarsamente utilizzato perché fa riaffiorare ricordi di infanzia magari poco positivi e spesso legati alla cucina.

Lavorare in un gruppo di utenti rumoroso invece produce l’esatto opposto. Una volta che entra il coniglio in un ambiente così, il rumore si attenua, non è magia, è una forma spontanea di rispetto. Questa circostanza è molto apprezzata quando si lavora con classi numerose, con bambini o persone con disabilità cognitive e sensoriali.

Fare pet therapy non è un gioco, non dimentichiamolo mai.