Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

Paolo Rossi. Campione del Mondo… Campione del Mondo… Campione del Mondo…

Uno dei tanti goal del campione con gli azzurri

Campioni del mondo

Paolo Rossi e l’Italia sono Campioni del Mondo per la terza volta nella storia. Era l’11 luglio e allo stadio Bernabeu di Madrid, l’Italia batté 3-1 la storica rivale della Germania. All’epoca ancora Germania Ovest. Tre gol e 3 ricordi indelebili. Le reti del capocannoniere azzurro Paolo Rossi, il grido di giubilo e la corsa sfrenata di Marco Tardelli, il triplice grido Campioni del Mondo… Campioni del Mondo… Campioni del Mondo… dell’indimenticato Nando martellini. Il sigillo e la consacrazione del tutto, la straordinaria partecipazione del Presidentissimo Sandro Pertini. C’è chi nella storia della vita è un predestinato. Come Maradona, come Rossi.

Le analogie con quel 1982 e dintorni

Siamo nel 1982. L’Italia sta uscendo da uno dei suoi periodi più bui e difficili. Gli “anni di piombo”, la strage di Bologna, un bollettino quotidiano di morti e feriti, “nonno” di quello odierno dei contagi e decessi per Covid. Anche il resto del mondo non è messo proprio bene. Siamo pur sempre in “guerra fredda” e tante altre vicende che ora non staremo qui ad elencare. Anche la Spagna, paese ospitante della Coppa del Mondo di calcio ha un passato da dimenticare, o per lo meno da lasciarsi indietro.

Il fischio d’inizio della magia

La magia accade quando il primo fischio di inizio attraversa l’aria del Camp Nou di Barcellona, con Argentina e Belgio che aprono le danze della competizione sportiva più attesa. L’Italia è in un girone strano, con Polonia come testa di serie, Perù e Camerun. Gli Azzurri sembrano faticare o non prendere la cosa sul serio inizialmente. O forse anche le altre squadre hanno quello stesso nostro entusiasmo. Il girone si concluderà con tre pareggi. Non il miglior auspicio se si vuole almeno non sfigurare.

Argentina, Brasile e l’Argentina di Maradona

Si passa alla seconda fase, e tutto sembra destinato al peggio. Ci si trova davanti Argentina e Brasile. L’Argentina di Maradona e Passerella. Il Brasile di Socrates e Falcao. Insomma, i migliori calciatori di Mondo. Ed è qui che come spesso accade, si accende il genio italiano. La scintilla di passionalità e creatività che ci ha reso e che ancora ci renderà grandi.

Paolo Rossi il simbolo della riscossa

Il frangente che vogliamo raccontare, porta il nome di Paolo Rossi. Classe 1956, toscano di Prato. Distante dagli stereotipi di genio e dannazione di molti campioni di tempo. Gioca nella Juventus alla quale è appena tornato dopo anni di prestiti ad altre squadre minori. All’Argentina ci penseranno Cabrini e Tardelli. Col Brasile, ci penserà proprio lui, il mite Paolo Rossi. Tripletta implacabile che rimanderà a casa i brasiliani e farà volare l’Italia. Anni di sofferenze, paure e ansie lasciate indietro da uno scatto deciso e sincronizzato col pallone in arrivo. Incornate che bucano la porta e le speranze degli avversari, e che fanno lievitare le nostre. Il sole torna a splendere sull’Italia, grazie al potere catartico di quella prestazione. Ma non è tutto. Certo, mandare a casa il Brasile sarebbe già una grande storia, ma quella che vogliamo narrare non finisce ancora.

Semifinale

Si va avanti alle Semifinali e si incontra di nuovo la Polonia, che ha avuto a sua volta la meglio su URSS e Belgio. Nella fase a gironi i polacchi sono stati gli unici a vincere una partita. Da un lato c’è il coraggio preso dalle vittorie contro le sudamericane, dall’altro la tensione di un avversario imperscrutabile e pieno di sorprese. Come il nostro futuro prossimo. Ci penserà nuovamente Rossi a mantenere alta la speranza, con una doppietta, goal al 22′ e 73′. L’Italia è nuovamente in delirio. Nuove speranze la alimentano. Vecchie paure di sgretolano man mano… Arriviamo in Finale.

In finale contro gli storici rivali

E in finale si ci ritrova a rigiocare la “madre” di tutte le sfide, la “partita del secolo”: Italia – Germania Ovest. Nei Mondiali del 1970, l’Italia aveva vinto 4 – 3 in semifinale per poi perdere proprio contro in Brasile in finale. Ora è diverso. Non solo c’è la Germania Ovest, ma la Germania Ovest in finale. È quel momento della storia che stiamo raccontando, in cui vecchi demoni tornano a tormentare il protagonista. Saremo ancora all’altezza? Saremo ancora capaci? A darcene rassicurazione sarà ancora proprio lui: Paolo Rossi. Al 57′ aprirà la via del goal, che poi sarà seguita da Tardelli al 69′ ed Altobelli all’81’. La partita finirà 3 – 1 per gli azzurri, ed il cielo sarà azzurro non solo sopra Madrid, ma anche sopra tutta l’Italia, dopo decenni di una pesante nebbia. Terzo titolo Mondiale. Miglior giocatore e marcatore, lo stesso Rossi con 6 reti.

1982

Un’estate normale

L’estate finisce e la vita torna a riprendere come sempre, negli anni in cui Agosto, nelle grandi città, somigliava ai moderni momenti di lockdown per certi versi. Gli anni di Piombo ed il loro buio verranno lasciati indietro, facendo riprendere campo alla speranza.

L’ultima rete del campione del mondo

Dovremmo dire adesso che Paolo Rossi se ne è andato in questi giorni, e magari elencare ancora alcune delle sue imprese. Non lo faremo. Diremo invece che Rossi ha segnato ancora un goal in questi giorni, affermandosi definitivamente come leggenda del Calcio, Italiano e mondiale. Ci piace inoltre pensare che come allora, questo nuovo “goal” di Paolo Rossi possa aprire una nuova stagione di speranza, accendendo nuovamente la passionalità e creatività tutta Italiana capace di ripartire e ricostruirsi.