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One from The Heart. Nikita Pelizon

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Nikita:I ncongruenza? No. Il cinema(tografo)
Incongruenza? No. Il cinema(tografo)

Nikita

Immagine in movimento, immagine statica, immagine immaginata, immagine essenziale, immagine trasformata, immagine mondo… giochi di parole? No, anche se il gioco diverte e fissa “immagini” che dialogano con ciò che siamo nel mondo: “bambini alle prese con quel (lungo) gioco che è la vita.” Noi siamo un costrutto di molteplici frammenti sparsi nello spazio. E quale spazio è quello maggiormente pregnante se non quello del linguaggio cinematografico dove si intersecano tutti i linguaggi possibili?

Nikita : dialogo con Marino Marini
A dialogo con le opere di Marino Marini

Le tavole di Nikita sono eco di quelle di Jean-Michel Basquiat nella loro essenza archetipica delle radici stesse della vita e dell’arte. Archè, origine di tutto, origine del mondo stesso e osservando il dialogo tra le immagini espresse da Nikita e quelle di Marino Marini affiorano nella mente quei ricordi arcaici e primitivi per descrivere il bello e il non bello, citando Umberto Eco, di quel mondo nel quale ci avviluppiamo come tanti uomini primitivi davanti alla magia del primo fuoco creato dagli umani. Non quindi più un gesto casuale ma un gesto pensato, voluto, creato.

Noi siamo gli artefici del nostro destino, presente, futuro e passato. Chronos detta i tempi, noi li sfruttiamo al meglio per renderci partecipi e poter giocare sopra le nuvole del nostro vissuto. Le fiamme sviluppate da Nikita sono fiamme di rabbia, dolore, amore, passione, dolore… sono fiamme universali, senza tempo e senza fine. Vivono in stasi perenne ma in movimento perenne.

Incongruenza? No. Il cinema(tografo)

Incongruenza? No. Il cinema(tografo), il movimento cinematico, è composto da movimento (kìnema) e immagine (descrivere/gràfo) quindi è lecito supporre che la mano di Nikita mentre traccia “grafie” sulla tela in un movimento (kìnema) sia portatrice di cinema(tografo) in ogni sfavillante attimo della sua vita, scintille vitali della sua molteplice veste di donna, di influencer, di artista e chissà, le auguro di attrice sullo schermo. Certamente si presta in virtù di una presenza importante, statuaria: come novella Artemide, non solo dea della caccia, ma soprattutto dea delle iniziazioni femminili e della luna. La sua immagine si intreccia con le sue opere, un legame intenso, immenso, incredibile, infinito in danza tribale di un rito ove pensiero e parola sono paradigma di umanità.

Nikita si muove nello spazio e oltre lo spazio, ricerca senza fine di tracciare vecchie/nuove strade dell’arte partendo dalle origini per arrivare in nuovi scenari (skēnḗ) per oltrepassare quella tenda (scena/skēnḗ) che ci separa da “One from the Heart”, come dicono gli americani per intendere “siamo tanto vicini a te che ci separa soltanto un piccolo e minuto uno”. Ecco, attraverso le sinergie sprigionate sfrontatamente da Nikita Pelizon siamo più vicini a quelle deità che da sempre ammiriamo e cerchiamo di imitare nel nostro quotidiano.

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Il film è servito pronto per essere proiettato sul grande schermo della vita. Grazie Nikita di averci reso partecipi di qualcosa che sentiamo essere immenso nella sua infinita bellezza e ricchezza di simboli e significati. Puoi aspirare a un degno scranno nel pantheon artistico di noi piccoli umani.

Mauro Conciatori

È stato direttore della rivista on-line di cinema ZabriskiePoint. Oltre ad aver diretto vari cortometraggi , si occupa di promozione del cinema. È direttore artistico de L’AltroCinema FilmFestival di San Salvo e organizzatore di Primo Piano sull’Autore, rassegna del Cinema Italiano di Assisi.
È stato aiuto regista di Michelangelo Antonioni su due progetti e ha lavorato come assistant director negli Stati Uniti d’America negli anni ottanta . Nel 2019 realizza il film documentario L’intelligenza del cuore – Ilaria Occhini, dedicato all’attrice italiana Ilaria Occhini. Nello stesso, 2021, realizza come autore e regista la serie animata per la piattaforma Tim Vision: Le visioni di Tim, 30 episodi di 45″ ognuno, con le animazioni di Matteo Manzini. Nel 2022 finisce il montaggio di Over the Rainbow, un docufilm, sulle storie di un gruppo di ragazzi con la sindrome di Down, durante la pandemia.

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