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Non è la gelosia, ma è la passione mia

Gelosia: Tango
Il Tango ( By M.Zirkus)

La gelosia

Chiaro come il sole, il titolo è “un prestito” della famosissima canzone “Tango della gelosia”, qui in versione Milva, che parla della gelosia. Ma sull’argomento sono tante le canzoni, i testi, le commedie, i servizi giornalistici e tanto altro trattato da sempre negli anni. La gelosia può essere motivo per sorridere, come per piangere, serioso o molto serio, ma mai da sottovalutare per le conseguenze, quando è eccessiva, che da essa possono derivarne. La nostra esperta psicologa Jennifer, come sempre introduce un po’ di chiarezza in merito.

Se è geloso allora mi ama? Allora ci tiene davvero a me?

Partiamo da due domande per spiegare che la gelosia è un sentimento caratterizzato dalla paura, spesso irrazionale di perdere qualcuno a cui si tiene, ma che talvolta sfocia nel patologico, mettendo in atto tutta una serie di atteggiamenti non sani nei confronti della partner, con condotte di controllo eccessivo, accuse infondate, minacce e stalking.

La gelosia in questi termini si trascina su un continuum di ossessioni e bisogno di possesso, che porta l’autore ad agire compiendo azioni non proporzionate, se non irrazionali e talvolta violente. La gelosia del partner inizialmente può infondere messaggi confusionali, si è portati a confonderli come gesti di attenzione, premura e addirittura d’amore.

Le donne che connotano in questi termini “l’amore”, sono reduci di un attaccamento familiare precoce e invalidante che le ha portate a strutturare un modello copionale disfunzionale all’interno delle relazioni che vivono. Per cui la trascuratezza emotiva vissuta in età infantile le porta ad apprezzare determinate premure e attenzioni da parte del partner.

Sono portate a valutare l’amore in termini erronei e svalutanti nei propri confronti in quanto è l’unico metro di giudizio che hanno per misurare l’amore “non” ricevuto, in età precoce dai genitori o caregiver, e che continua a guidarle anche una volta divenute adulte.

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Il copione di chi è geloso

Colui che invece la gelosia la vive come azione è vittima a sua volta di un attaccamento precoce disfunzionale.

Un copione familiare comune è la trascuratezza emotiva che porta sia all’offendere la vittima, così come a convivere in un circolo malsano fatto di paure, abbandoni e profezie che si autoavverano, che sfociano di conseguenza in una conferma dei loro schemi “non sani” ovvero “non merito amore”, “nessuno mai mi amerà” ” piuttosto che niente, mi accontento di lui/lei”.

La ricerca di conferme continue e di sospetti, crea una sofferenza nella relazione, che assume un clima di forte pressing psicologico, divenendo un grosso fattore di rischio per chi la subisce.

Ma come si fa a distinguere la gelosia sana da quella patologica?

La gelosia patologica è di tipo ossessivo, in cui il dubbio si pone al centro, alimentando false credenze sulla partner e su sé stessi, si attiva con forme coercitive di controllo, di domande ripetitive e asfissianti, mettendo in discussione qualunque cosa venga detta dalla vittima.

Alla base vi è una profonda insicurezza e un perpetrato bisogno di amore, nonostante sia stato validata la teoria del “non merito amore”. Si tratta di un sentimento estremamente logorante per entrambi le parti.

E allora, la gelosia assume carattere negativo sempre? Quale gelosia può considerarsi sana?

No, ma è sana quella in cui vige la fiducia delle parole che si pronunciano, quella dove ci si può confrontare in maniera costruttiva, creando unione e compromessi al fine di crescere in maniera simmetrica all’interno della relazione.

Se ti riconosci in queste dinamiche, sei vittima di un amore “non sano”.

Se sei vittima di violenza fisica, psicologica, economica o sessuale, rivolgiti ad un centro antiviolenza e/o chiama il 1522 numero antiviolenza gratuito attivo 24 h su 24.

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