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Mummie in Gran Bretagna al tempo degli Egizi

Disegno dell’ Uomo del Similaun così come fu trovato nel ghiacciaio del Similaun. In blu i tatuaggi che ancora conserva.

Mummie in Gran Bretagna

Mummie in Gran Bretagna. Sembra un errore per chi come noi normali lettori, associa questa “pratica funeraria” agli antichi egizi. In realtà non è così. A spiegarcelo sarà da oggi un luminare nel campo dell’Archeologia. Il Professor Davide Delfino. Si occuperà con periodicità, nei nostri Topics “Scienza & Tecnica “di scrivere di questa materia, l’archeologia appunto. Vedrete, che saprà rendere semplice e fruibile a tutti, argomenti in apparenza difficili. È importante e anche affascinante capire chi siamo, le nostre origini e la nostra storia.  

Mummie e antico Egitto

Se sentiste la parola “mummia”, probabilmente la vostra mente farebbe rapidamente le associazioni con “antico Egitto” o con i “faraoni”. È infatti nota a tutti la pratica nel Paese delle piramidi di preparare i corpi di defunti: re, sacerdoti o alti funzionari per preservarli e permettere così agli stessi defunti, la vita nell’aldilà. La tecnica, molto complessa al punto da poter durare anche 70 giorni, prevedeva in breve l’asportazione degli organi, la totale essicazione del corpo e il suo avvolgimento in bende impregnate di olii essenziali. L’ambiente secco dell’Egitto faceva poi il resto.

L’uomo del Similaun e altre mummie

Alcuni corpi mummificati sono tuttavia noti anche in Europa tra l’età del rame e l’età del Bronzo. Tra tutti il famoso “uomo del Similaun” trovato nel 1991 in un ghiacciaio del Sud Tirolo e che risale al 3300- 3100 a.C., o l’“uomo di Cashel” trovato in una torbiera irlandese nel 2011 e datato a circa 2000 a.C., oppure la “dama di Egtved” scoperta nel 1921 in una torbiera danese e risalente al 1390- 1370 a.C. Tutti questi corpi hanno però subito un processo di mummificazione naturale. L’uomo del Similaun a causa del congelamento nel ghiacciaio omonimo e gli altri essendo stati immersi per millenni in torbiere. Tutti ci hanno fornito preziose informazioni su dieta, malattie, fisionomia e altro ancora.

Le mummie in Gran Bretagna

Recenti studi su corpi mummificati trovati in varie località della Gran Bretagna, e risalenti all’età del Bronzo, sono stati pubblicati sulla rivista Antiquity nel 2015 e sembrano dimostrare che nel secondo millennio a.C. gli Egizi non erano i soli a mummificare artificialmente i corpi di alcuni defunti. Lo facevano anche varie comunità umane in Inghilterra e Scozia. I ricercatori inglesi T. J. Booth, A. T. Chamberlain e M. P. Pearson sono giunti a questa conclusione dopo l’osservazione al microscopio delle ossa di queste mummie, avendole confrontate con quelle di altri corpi mummificati naturalmente, come L’Uomo del Similaun, o di semplici scheletri con circa 5000- 4000 anni di età.

La tecnica per preservare i corpi

Hanno così riscontrato nei campioni della Gran Bretagna, l’assenza delle inconfondibili (per gli esperti) tracce sulle ossa lasciate normalmente da alcuni batteri della flora intestinale, che dopo la morte di un individuo ne causano la decomposizione. Le ossa di alcune mummie studiate mostrano anche segni di affumicatura, lasciando intendere che questa tecnica fosse una di quelle usate per preservare i corpi.

Restano naturalmente alcune incognite. Per quale motivo alcuni defunti venivano mummificati? Chi erano queste persone che dopo morte ricevevano questo trattamento particolare?

L’arte della mummificazione non è solo degli Egizi

Una cosa però è certa: l’arte della mummificazione nel secondo millennio a.C. non era solo peculiare degli Egizi. In assenza totale di prove archeologiche di improbabili contatti tra l’Egitto e la Gran Bretagna, dobbiamo pensare che questo particolare costume funerario faccia parte di quella serie di comportamenti dell’essere umano che si manifestano in forma non uguale, ma simile, in diverse parti del mondo senza necessariamente dipendere da contatti tra civiltà.

Davide Delfino

L’Archeologo Prof. Davide Delfino

Davide Delfino è archeologo. Dottore di ricerca in “Materiali e Culture del Quaternario” presso l’Universidade de Trás-os-Montes e Alto Douro (Villa Real, Portogallo). È stato professore a contratto presso l’Istituto Politécnico de Tomar dove tutt’ora è professore visitante alla cattedra UNESCO in “Humanities and Cultural Integrated Landscape Management”. È attualmente funzionario archeologo presso il Mi.B.A.C.T. in Molise, membro del Centro de Geociências dell’Università di Coimbra. Segretario della Commissione Scientifica “Metal Ages in Europe” dell’Unione Internazionale di Scienze Preistoriche e Protostoriche e socio ordinario dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Si occupa di studio della gestione del territorio e arte della guerra nell’età del Bronzo, archeologia funeraria nella Protostoria, museologia e archeologia pubblica.