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Mose tutto bene, funziona ma è da perfezionare

Venezia: fascino anche con l’acqua alta – S.Wolfgang

Mose tutto bene

Mose, tutto bene. Scriviamolo subito per non incorrere in “non volute disavvertenze”. Un po’ come il nuovo ponte di Genova, siamo a raccontare, che l’Italia se vuole, sa fare le cose per bene. Il nuovo ponte San Giorgio, così è stato battezzato, in onore di San Giorgio e quindi legato alla croce rossa del vessillo della Repubblica di Genova, ha collegato lo scorso 4 agosto il capoluogo ligure, rimasto interrotto dalla tragedia ferragostana di due anni fa. Il Mose, finalmente dopo anni di problematiche di tutti i generi, che non stiamo qui a disquisire, finalmente è entrato in azione. In questo caso, passateci il paragone un po’ forzato, ha “scollegato”, il mare con la città.

Mose 3 ottobre

Sabato 3 Ottobre il Mose, ovvero la barriera sottomarina al largo di Venezia, costruita allo scopo di evitare l’acqua alta in città durante l’innalzarsi della marea, aveva funzionato. Venezia vedeva cosi un piccolo grande successo raggiunto. Niente acqua alta con i relativi disagi.

Mose 4 ottobre

Ieri, domenica 4 Ottobre, invece il Mose non è entrato in azione, lasciando nuovamente Venezia in balia di 101 centimetri d’acqua. Il Mose infatti era stato programmato per entrare in azione con un livello di acqua minimo di 130 centimetri. Le zone allagate tuttavia sono state solo Piazza San Marco ed una piccola porzione del centro storico. È quindi giusto celebrare l’opera meccanica a salvaguardia della Serenissima? Senz’altro sì. Dopo decenni di oblio dovuti a varie cause, l’opera non solo è stata conclusa, ma si è dimostrata efficace.

In breve come funziona

Ma di cosa si tratta esattamente? In breve, parliamo di un sistema composto da 4 barriere, costituite da 78 paratoie mobili. Attivandosi, la struttura è in grado di isolare temporaneamente la laguna dal mare, difendendola cosi dall’alta marea fino a 3 metri. In questo modo, la città viene protetta da allagamenti che spesso si sono mostrati inclementi e distruttivi. In modo particolare, per le attività commerciali su strada: uno dei fulcri economici della Serenissima. Le barriere sono state poste alle bocche dei porti del Lido, Malamocco e Chioggia.

In conclusione

Il paragone tra il ponte San Giorgio e il Mose è voluto, proprio per esaltare le capacità dei nostri ingegneri, tecnici e manovalanza specializzata e non. Se anche la politica, a prescindere dal colore, anziché snellire intoppi burocratici o peggio creare “blocchi” politici, convergesse in un unico obiettivo, quando questo è per il bene comune, forse di esempi di questo genere potremmo finalmente raccontarne molti di più.