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Milano Fashion Week 2024 rivisto tra “tappe” e interviste

Ci è venuto in mente di ripercorre le tappe di questa edizione di Milano Fashion Week appena conclusasi. Che ne dite?

Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza prevedeva in una sua intervista esiti molto favorevoli in termini di presenza di turisti (non si trova facilmente una stanza d’albergo in quel periodo) e discrete ricadute per il comparto economico.

Tappe Milano Fashion: Immagine
Faliero Sarti

Domande ad Armando Terribili, storico di moda e stilista

Rispetto alla passata edizione cosa hai notato?

Allora, novità nessuna. In sostanza un generale ritorno al classico con molti abiti portabili ma poche tendenze importanti

In merito agli stilisti noti del lusso francese e i grandi brand come Valentino?

Ogni stilista ha proposto sé stesso in pratica e anche i nuovi designer di brand famosi hanno spolverato cose d’archivio, vedi la Stilista Maria Grazia Chiuri per Dior, ha riproposto la prima collezione commerciale miss Dior per il mercato americano di fine anni 60. Armani tanti abiti bellissimi a tema floreale. Valentino stile anni ‘50 in una sfilata tutta nera molto raffinata e più femminile di quelle proposte da Pierpaolo Piccioli direttore creativo di Valentino negli ultimi anni. Si propone una visione della donna molto sexy, molti veli e tanga a vista”.

Come diceva Tom Ford “lusso e lussuria” hanno una radice comune!

Molto sexy e trasparenze anche Saint Laurent e il Power dressing anni ‘90 rispolverato da Donatella Versace negli archivi del fratello” continua Armando. “Buono il debutto di Sean McGirr da McQueen un po’ meno quello di Appiolaza da Moschino… Ho apprezzato anche il nuovo corso di Blumarine ed anche gli abiti di Givenchy che invece di stilista non ne ha nessuno noto”.

Manifestazioni fieristiche parallele (tappe)

Per quanto riguarda le manifestazioni parallele alla MFW la fiera di Milano è stata animata da due grandi eventi “Linea Pelle” dove si sono svolte sfilate e il” The ONE” e il “White”.

l’edizione 103 di Lineapelle Milano si conclude con una stima di 25376 operatori di settore, in aumento rispetto alle edizioni precedenti, che hanno presentato idee, soluzioni e progetti per la moda primavera/estate 2025 con focus verso la ricerca ed innovazione.

in TheOneMilano convergono know how ed esperienza di MIPAP, salone del prêt-à-porter organizzato da Fiera Milano e di MIFUR, salone internazionale della pellicceria e della pelle, organizzato da Mifur S.r.l.

Domande ad Alessandro Ave, consulente per l’internazionalizzazione

Hai visto più pubblico estero alle fiere?

Ho notato molti stranieri in particolare cinesi. Un ritorno alla normalità post covid, finalmente!”

“Nelle fiere alcuni eventi non sono stati “al massimo” ma ancora un po’ sottotono rispetto alle previsioni, in The One il flusso era altalenante e ci si aspettava più gente. Diversi espositori hanno dichiarato che attendevano un maggiore afflusso, un maggiore pubblico, e il martedì la manifestazione era poco gremita. Al the One erano presenti molti brand con collezioni invernali quindi principalmente giacche e pellicce. Metà degli stand presenti erano pellicce e giacche di pelle”.

Questa grande proposta di pellicce e pelle stimola il ricordo delle tendenze anni ‘80 e ’90 che si pensava fossero sparite, anche dal guardaroba, invece il pubblico chiede ancora pellicce andando in direzione contraria alla spinta “animalista” che era stata data degli anni post covid. Questo grande ritorno delle pellicce, insomma ci riporta con un po’ di nostalgia a quello che è stato. Cosa diranno gli animalisti?

Il The One è una location molto grande dove grandi aziende si incontrano ed è facile valutare il nostro grande expertise, tutta italiana, nel trattamento di questi materiali pregiati nel rispetto della migliore tradizione fiorentina. Presenti brand noti come Fly Flot e Primigi sempre presenti del resto! Facendo queste manifestazioni in zona Fiera risultano però “distanziate” rispetto al centro di Milano.

Tappa LINEA PELLE

nello stesso periodo potevi accedere anche al Micam quindi 4 fiere nello stesso periodo, e questa poteva essere la soluzione logistica migliore per buyer e clienti nonché visitatori, invece non è stata massimamente apprezzata e a volte disertate.

Cosa è successo al “White”

Parlando con espositori, a parte alcuni che si lamentano (sempre), c’è stato un bel traffico quindi in conclusione c’è stato apprezzamento per i brand presenti.

Per la tipologia di espositori si andava dall’artigiano al target industriale, il brand come Cettina Bucca (siciliana) ancora sconosciuto ai più.

Ancora domande ad Alessandro Ave

Ci racconta Alessandro Ave: “C’era Gas che ha creato una linea di borse con colori molto estremi, accesi come da foto. Borse di varie dimensioni con manici super colorati in palette e toni super brillanti pelle e tessuto combinati in maniera molto sbarazzina. Per il target più alto hanno il brand Campomaggi per un target che apprezza lo stile tradizionale.”

Leggi anche:  Rette e geometria analitica. La soluzione è nei sutra vedici

Ancora Alessandro “Scaglione ha fatto una bella linea di maglie a tinta unita con una buona percentuale di cachemire, motivi geometrici e costine. Faliero Sarti ha la licenza per realizzare graficamente, come unico autorizzato, per dipingere aree dei Musei Vaticani e ha creato una linea di foulard di diversi materiali seta etc.…che raffigurano diverse stanze con quadri famosi. Presente anche il brand “Luce” con la sua nuova collezione molto geometrica e con maglie motivi frutti. Fabio Toma altro brand interessante, ha portato qualche prodotto per donna non invernali, camice stampa fantasia e chemisier con raffigurazioni di città e la collezione si intitola proprio “Vecchia Roma”, una capsule interamente dedicata alla capitale.

Antonello Masi con la sua capsule di borse, che però non eccellevano in qualità, unico brand che ha presentato borse.

I brand grandi hanno investito in grandi stand ma non sappiamo se effettivamente questo sforzo organizzativo ed economico abbia portato poi ad una soddisfazione alla fine della fiera.

Conclude Ave

Per quanto riguarda Scaglione, soddisfatti perché c’era un evento movimentato e data la logistica degli stand sembrava quasi che ognuno di essi rappresentasse una vera e propria boutique. Con una buona esposizione come in un ambiente privato. Presenti molti giovani stilisti, anche cinesi, una ragazza molto giovane e il nome del brand YangKehan”. Questo brand straniero per la prima volta in Italia, si è trovato catapultato, in questa realtà milanese, dal mercato cinese prettamente industriale, in uno spazio predominato dall’artigianalità della MFW ed è stato sicuramente un bel balzo!”

 La prima esposizione e la prima volta sicuramente non si dimentica mai!

Tappe: Il White

Questo salone era diviso in tre sezioni.

Faliero Sarti ha esibito le sue magnifiche pashime e foulard, ha come commessa una produzione   per Chanel. Alessandro Ave ha avuto modo di confrontarsi con il loro referente commerciale che si è dichiarato molto soddisfatto per l’evento, visto che c’era molta gente interessata al prodotto.

Tutto molto ordinato, ben organizzato, curato nei minimi dettagli e il personale è stato molto competente e molto gentile. Per quanto riguarda le pellicce abbiamo quindi un ritorno ai famosi montoni per gli uomini, e le pellicce anche taglio classico per le donne.

Per il cachemire, invece tante trame floreali, e prevale il colore rosso per queste proposte.

Dalle scarpe di tutti i tipi fino alle sneaker, piuttosto che mocassini, tante anche troppe!

Tappe: Fashion & Jewels

Per quanto riguarda questa manifestazione, Alessandro Ave ha notato, tra i diversi stand, delle proposte un po’ “standard” nessun articolo in particolare che brillasse per particolare originalità.

Si sono svolte sfilate e l’ambiente era più vivace: molti eventi, una sfilata continua per tutto il giorno, a orari predefiniti (con pause di 1 ora) con diverse aziende, modelle, prodotti e accessori.

Presentati gioielli, soprattutto di fattura artigianale. Mancavano i grandi brand noti al grande pubblico. Per la moda tanto beachwear, costumi borse e accessori.  In sintesi una manifestazione comunque molto ben organizzata.

Da menzionare la presenza di tanti cinesi youtuber e buyer che facevano streaming sui social, che ci dimostra un effettivo interesse dal pubblico estero, confermando le rosee aspettative.

Dopo tappe e interviste le riflessioni: “le dimensioni contano!”

Erano presenti designer come il brand Wang, cinese, che ha notato un segnale, un potenziale di crescita e di apertura e di investimento sul mercato italiano.

Purtroppo, per le Aziende italiane invece, la loro dimensione ancora troppo artigianale, non permette ancora di competere sul mercato cinese ad oggi troppo vasto. Devono ancora strutturarsi e crescere in dimensione e organizzazione.

Abbiamo riscontrato comunque un discreto rinnovamento e anche una buona creatività. Possiamo affermare “di potercela giocare”. Come esorta sempre Alessandro:” le aziende devono promuoversi e vendere all’estero!”

White quindi meglio del The one

Concludendo al White abbiamo visto più prodotti, nuove linee e proposte più originali.  I brand presenti all’esposizione, si dimostrano “aperti” in un’ottica e con un’attenzione orientata al mercato estero. Mentre al “The One” tutte le solite proposte, più stile classico a volte un po’ scontato, si può fare meglio.

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