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Marilyn sposa Joe DiMaggio era il 14 gennaio 1954

Marilyn - Marilyn e Loe
Marilyn Monroe – 1954 L’attrice con Joe DiMaggio

Marilyn

“Amarla era complicato. Ma impossibile smettere”, diceva Joe DiMaggio di Marilyn Monroe sulla cui tomba farà mettere fiori freschi ogni anniversario, finché vivrà.

Quando nel 1954 Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, era all’apice della sua carriera. Un anno prima nel 1953 con Niagara, al fianco di Joseph Cotten, la splendida ragazza di Los Angeles aveva ottenuto il successo mondiale. Il 1953 è anche l’anno in cui girò Come sposare un milionario e Gli uomini preferiscono le bionde, con i quali si conferma una delle star più amate dal pubblico. Nel ’54 seguiranno clamorosi successi come La magnifica preda e Quando la moglie è in vacanza in cui Billy Wilder le affida la parte della svampita inquilina del piano di sopra.

Il sì tra Marilyn e Joe

Marilyn e Joe pronunciarono il sì il 14 gennaio nei locali del Municipio di san Francisco. Si erano conosciuti due anni prima, quando lui folgorato da una fotografia dell’attrice in divisa da baseball e tacchi in bella vista sulle colonne del National Enquirer, non perse tempo e fece di tutto per incontrarla. Scoppiò l’amore e la notizia naturalmente calamitò l’attenzione della stampa rosa. Certamente i due erano diversi come il giorno e la notte. Lui timido e riservato, lei al contrario aveva molto compiacimento nel concedersi ai flash dei fotografi. 

Ma al momento questo contrasto non sembrò cosa importante, erano innamoratissimi. Dopo le nozze, neanche il tempo di un brindisi che i due partirono alla volta del Giappone, dove lui doveva lanciare la stagione del baseball del Sol Levante, e lei era stata reclutata per intrattenere le truppe militari americane impegnate in Corea. Il matrimonio durò solo 9 mesi, ma nonostante la gelosia, le botte, e il divorzio, l’amore del campione verso la diva non finì mai.

Il resto della vita (purtroppo troppo breve) di Marilyn lo conosciamo tutti fino ad arrivare alla notte in cui dopo la chiamata di Eunice Murray, la domestica/governante che non riusciva a mettersi in comunicazione con lei, Ralph Greenson la trovò. Marilyn era nuda. La cornetta del telefono in mano. La villa non aveva niente di hollywoodiano. L’autopsia disse che era overdose di barbiturici.

Il mondo la ricorda come bellezza associata alla luce

Marilyn  - Marilyn

Ma al mondo piace ricordarla come una bellezza associata alla luce. Come nelle parole di Charles Bukowski: “Your sure body lit candles for men on dark nights” (trad. “Il tuo corpo sicuro ha acceso candele per uomini nelle notti buie”), laddove l’immagine della luce anticipa le note del brano Candle in the Wind di Elton John e Bernie Taupin, poi ripreso in occasione della morte di Lady Diana. Bellezza e luce cantate post mortem, ma che molti fotografi e registi che l’hanno ritratta in vita hanno riportato specificamente ad una peculiare qualità fotogenica che l’obiettivo poteva cogliere. A una sua singolare disposizione alla macchina foto o cinematografica.

Qualcosa tra Chaplin e James Dean

Forse si tratta dello stesso elemento auratico che Truffaut definiva in termini di grazia, chiamando in causa, per tentare di definirne l’essenza, altre due icone cinematografiche: “è una persona che ha la grazia, qualcosa tra Chaplin e James Dean”. Oppure attraverso le amorevoli parole di una persona molto sensibile la cui vita fu anch’essa stroncata troppo presto, Pier Paolo Pasolini.

Del mondo antico e del mondo futuro era rimasta solo la bellezza e tu, povera sorellina minore, quella che corre dietro i fratelli più grandi, che ride e piange con loro, per imitarli, tu sorellina più piccola, quella bellezza l’avevi addosso umilmente e la tua anima di figlia di piccola gente non ha mai saputo di averla, perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.
Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro era rimasta solo la bellezza e tu te la sei portata dietro come un sorriso obbediente. L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite, il darsi agli altri troppi allegri sguardi che chiedono la loro pietà. Così ti sei portata via la tua bellezza, essa sparì come un pulviscolo d’oro. Sparì come una bianca colomba d’oro
”.