Marianna, assistente virtuale tra equilibrio ed equilibrismo

Abbiamo voluto conoscere da vicino Marianna Masullo, assistente virtuale, per comprendere il suo punto di vista su come riuscire a mantenere un equilibrio tra famiglia e carriera digitale, tra sfera privata e ambito professionale
Marianna assistente virtuale
Marianna è mamma di due bellissimi bambini e prima di farle qualche domanda partiamo proprio da una sua affermazione : “Essere una mamma e un’imprenditrice digitale richiede una grande dose di organizzazione e flessibilità“.
Scegliere la carriera di assistente virtuale avendo una famiglia è capibile, ma quali altri fattori hanno influenzato questa decisione?
Ho deciso di avviare la mia attività di assistente virtuale nel 2018, dopo aver capito che il tradizionale lavoro d’ufficio non poteva essere adatto a una mamma con un bimbo piccolo. Il lavoro da remoto invece è in grado di bilanciare le priorità familiari con quelle professionali. Oggi sono mamma di due bimbi, Lorenzo e Luca e grazie al digitale riesco a trovare il tempo per gestire casa e lavoro. Anche con soddisfazione.
Come sono stati i primi passi nell’attività e quali difficoltà ha superato?
Non è facile farsi conoscere in un settore competitivo, trovare i primi clienti e costruire una rete di contatti. Sono passaggi delicati e soprattutto all’inizio non è stato facile, ma ho puntato sulla qualità del servizio e sulla fiducia reciproca con i clienti. Uno dei grandi alleati è stato il passaparola per allargare la clientela e far parlare di me.
Ci racconta una giornata tipo suddivisa tra famiglia e lavoro?
Inizio molto presto, quando il resto della casa ancora dorme. Rispondo alle e-mail, pianifico la giornata e gestisco le riunioni virtuali. Quando i figli si svegliano, mi dedico a loro: preparo la colazione e li accompagno a scuola. Terminata questa prima parte della giornata ritorno ai miei impegni lavorativi dedicandomi ai progetti, alle consulenze e alle questioni amministrative.
Quali sono gli strumenti che adopera per lavorare da remoto?
Mi affido a strumenti digitali che mi consentono di organizzare al meglio la giornata. Utilizzo piattaforme di project management per tenere traccia delle attività e delle scadenze, applicazioni di time-tracking per ottimizzare il tempo e software di comunicazione per mantenere il contatto con i clienti. Un segreto, che poi non è un segreto, è che utilizzo tecniche come il “time blocking“ per gestire al meglio il mio tempo.
Quanto è importante per lei Marianna, il supporto della sua famiglia?
È ed è stato cruciale. Non avrei potuto farcela senza l’appoggio del mio partner e dei miei genitori. Condividere le responsabilità domestiche mi ha permesso di concentrarmi sulla carriera senza rinunciare al ruolo di mamma e il mio partner ha compreso perfettamente le mie necessità professionali, senza creare assurdi sensi di colpa.
Quali consigli può dare a chi non ha l’aiuto della famiglia?
Chi non ha questa fortuna può cercare reti di supporto alternative, per esempio gruppi di mamme o parlarne con colleghi solidali. Non è sempre facile, lo riconosco, ma è fondamentale trovare strategie che permettano di delegare alcune responsabilità e ritagliarsi del tempo per il proprio sviluppo professionale.
Cosa suggerirebbe alle aziende su questo argomento per mantenere un equilibrio evitando di trasformarlo in equilibrismo?
La flessibilità lavorativa è assolutamente attuale e la politica del cosiddetto smart working, ormai sempre più applicato da qualche anno, è molto utile proprio per favorire l’equilibrio tra la vita professione e quella personale. L’orario flessibile deve determinare risultati secondo me, più che il conteggio delle ore passate sulla scrivania. Anche il congedo parentale potrebbe aiutare molte donne e renderle più serene e bilanciare meglio il rapporto tra carriera e famiglia.
Il suo fine ultimo, dopo questa chiacchierata?
Potrei dire che i miei obbiettivi prossimi e futuri sono di ampliare la gamma di servizi offerti, esplorando nuovi settori del digitale e specializzandomi ulteriormente.
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