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Maria Callas l‘indimenticabile diva della lirica

Unica, indimenticabile diva della lirica. Maria Callas, le sue foto in bianco e nero indimenticabili, come la sua fulgida carriera artistica. Artisti, attori di un tempo che malgrado la clessidra abbia stabilito la distanza nel tempo, arricchiscono il cielo di stelle. Come Pasolini, come Grace, come Alfred, come…

Maria Callas - Callas elegante
L’eleganza di Maria Callas

Maria Callas

Quarantaquattro anni fa, il 16 settembre 1977 a Parigi moriva Maria Callas, una delle maggiori interpreti liriche di tutti i tempi. Aveva solo 53 anni e malgrado la sua fulgida carriera finì la sua vita da donna triste.

Tutto cominciò nel 1947

Tutto cominciò nel 1947 quando il direttore artistico dell’Arena di Verona, il tenore e impresario teatrale Giovanni Zenatello, dopo averla ascoltata in un provino nella sua casa newyorkese, decise di assegnare alla giovane soprano di origine greca la parte principale de La Gioconda di Amilcare Ponchielli, opera inaugurale della stagione lirica arenianadi quell’anno.

Maria Callas - con il marito
Con il marito

Ma Zenatello non fu il solo a credere nel talento di Maria Callas. Anche l’imprenditore veronese Giovanni Battista Meneghini, titolare di una fiorente industria di laterizi, dopo averla conosciuta non solo si innamorò di lei, ma decise di lasciare la guida della sua azienda, dedicandosi da quel momento in poi, in qualità di suo agente, unicamente alla carriera della moglie. Già perchè nonostante i ventotto anni di differenza e gli aspri dissapori creatisi con la maggior parte della famiglia dell’industriale, i due si sposarono il 21 aprile 1949. Nella sagrestia della chiesa di San Fermo Minore di Brà, nel quartiere Filippini di Verona.

Maria Callas, Aristotele Onassis e Jacqueline Kennedy

Questo matrimonio durò 10 anni, fino al 1959, anno in cui la soprano decise di lasciare il marito per l’armatore greco Aristotele Onassis. Erano le tre del pomeriggio del 22 luglio quando Maria s’imbarca sul monumentale Christina ancorato a Montecarlo. Ha 35 anni ed è già Maria Callas, il mito, la stupenda Norma, la meravigliosa Traviata, insomma il soprano che fa venir giù i teatri dagli applausi. L’uomo che la accoglie a bordo è greco come lei, il suo fascino è quello di chi si è fatto da sé. Evidentemente un fascino irresistibile anche per una donna di teatro che aveva tutti ai piedi. Non c’è nulla da fare per Meneghini, ne resterà sconfitto. Ma la sconfitta arriverà anche a Maria che presto, come aveva predetto la moglie dell’armatore, “si accorgerà di che uomo è”il suo Ari.

Callas e Onassis

Maria a quel punto antepone l’amore alla carriera e soprattutto alla musica. Comincia a cantare meno e peggio. E purtroppo il 20 ottobre 1968, arriva per le la batosta: Onassis sposa a tradimento Jacqueline Kennedy, la vedova del presidente ucciso nel ‘63 a Dallas. La Callas non si riprenderà mai.

Una voce della musica

Ma Maria Callas non varicordata per quell’amore distruttivo “brutto e violento” come lei stesso lo definì, bensì per la grande artista che è stata, quella che stupì e meravigliò Arturo Toscanini, il celebre maestro d’orchestra che avrebbe voluto dirigerla nel “Macbeth “, il capolavoro verdiano che purtroppo non venne allestito alla Scala in quegli anni. Quella che Luchino Visconti diresse a Milano, nel 1954, nella Vestale di Spontini, quella che divenne attrice per l’indimenticabile film Medea di Pasolini del 1969.
Quella dei trionfi e consensi entusiasti che si susseguirono in tutto il mondo. Londra, Vienna, Berlino, Amburgo, Stoccarda, Parigi, New York (Metropolitan), Chicago, Philadelphia, Dallas, Kansas City.

Perchè solo lei riusciva a cucirsi addosso il personaggio con quella drammaticità e verismo che il compositore si era pensato in musica. Solo lei, come ha scritto il critico Angelo Sguerzi, nostalgico testimone di epoche teatrali passate, “non è stata meramente una laringe, sonatrice di acuti o filature, né un fenomeno volgarmente consumistico, ma una voce della musica, un segno del teatro musicale”.