Mahābhārata, la notte epica che accende Savona
Il Priamar diventa palcoscenico di un’epopea millenaria

Ci sono cose senza tempo, ci sono notti senza tempo! Questo accadrà a Savona in uno dei luoghi più suggestivi, la Fortezza del Priamar, il 3 agosto 2026, alle 20.30. Lì si assisterà a una versione attuale, giovane e immaginiamo sorprendente del Mahābhārata; la scena sarà occupata dagli attori della STN Studionovecento e supportata dall’Unione Induista Italiana, dal Comune di Savona e dall’Associazione ASYA Om. È una opportunità aperta a tutti, l’ingresso è libero per un’occasione emozionale che trasforma l’antica epopea indiana in una sperimentazione teatrale viva, trasferita ai nostri giorni e capace di dialogare al presente.
Giovani voci per un racconto universale

È Stefania Lo Russo che dirige lo spettacolo, i testi sono opera di Marco M. Pernich. La scena è giovane in ogni senso, come concezione e come presenza sul palco, dominata da tredici interpreti under 30, composti in maggioranza da studentesse e studenti che condividono da protagonisti il cuore vibrante del Mahābhārata: la domanda forse senza risposta che attraverso i secoli si pone il problema di cosa significhi scegliere il bene, tra tensione senza fine, pace e guerra, scontri fratricidi che trasformano il mondo in un’ecatombe.
Savona viene dopo il successo dell’anno scorso a Milano, con ben tre serate sold-out all’interno della Fabbrica del Vapore, altro luogo trasformato in una sorta di teatro della vita. Ma qui, a Savona, la sfida è ancora più ambiziosa: riconfigurare un racconto millenario come spazio di dialogo tra passato e nuove generazioni, in grado di parlare a chi oggi sta per costruire la propria identità. “Non si può amare la pace quando c’è la guerra – bisogna amarla prima”, recita uno dei versi che percorrono il palco. Una sorta di monito e anche di promessa?

La lettura di Svamini Hamsananda Ghiri: è il Dharma la bussola
Il progetto ha un valore importante, profondo al punto che è finanziato dall’Unione Induista Italiana con i fondi dell’8XMille. Un riconoscimento che sigilla il valore culturale e formativo dell’opera. Le parole di Svamini Hamsananda Ghiri, vicepresidente dell’Unione, sono intense e profonde e assumono un aspetto morale importante, richiamando un noto passo dell’epopea: “Quello che c’è qui c’è anche altrove. Ma quello che non c’è qui, non lo si trova da nessun’altra parte.”
Per Svamini, il cuore del Mahābhārata è il dharma: non è un dogma religioso, ma qualcosa di più complesso che comprende coscienza, etica, responsabilità sociale, rapporto con gli altri esseri viventi; è inteso come una disciplina della mente, un mezzo per la ricerca della verità. Una bussola, abbiamo scritto nel sottotitolo, che per un posto di mare come Savona rappresenta un oggetto simbolo appropriato, che indica la rotta, che interroga la vita e che in questo posto fa si che la messa in scena savonese prenda corpo divenendo materia viva. Ed è proprio qui in queste notti e in queste cose senza tempo che le virtù secondo il Mahābhārata devono essere messe alla prova: verità, autocontrollo, compassione, modestia, pazienza, non violenza.
Cultura, spiritualità e teatro
Alla Fortezza del Priamar, il 3 agosto conviveranno cultura, spiritualità e teatro: non solo uno spettacolo, ma l’invito ad aprire la mente per capire il presente attraverso una storia che continua dal passato. Noi ci saremo ad assistere a questa rappresentazione e, in attesa di essere spettatori curiosi e attenti, ci affidiamo sulla fiducia alle parole della critica internazionale, che ha definito lo spettacolo “un affresco magnifico di una storia che non smette mai di rinnovarsi”.
Per approfondimenti: unioneinduista.it www.studionovecento.com Per Info e prenotazioni:https://www.induismo.it/events/mahabharata-spettacolo/

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