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“L’uomo e il mare”, oggi è solo ” la nave è il mare”!

Il mezzo “ che si guida da solo”

L’idea di un mezzo che “si guida da solo”, fa ormai parte della nostra realtà quotidiana.

Metro, auto, droni per il soccorso … tutto è ormai automatizzato e le prospettive lasciano intravvedere un futuro veramente “fantastico”, almeno per chi è nato quando la televisione non era a colori, i canali si cambiavano schiacciando uno dei (pochi) pulsanti inseriti nell’apparecchio e quando si telefonava componendo il numero attraverso un disco girevole su un apparecchio munito di cornetta collegato alla linea singolarmente o in “duplex”, in altre parole in condivisione con il vicino di casa.

Ma l’aspetto forse più innovativo è celato alla vista della maggior parte di noi.

La rivoluzione è nel mare

La vera rivoluzione è, infatti, nel mare, da sempre via di commercio e luogo confronto delle civiltà.

 Sono, infatti, già in servizio pattugliatori automatici assolutamente autonomi in grado di restare in acqua per settimane privi di equipaggio (non avendone lo spazio), siluri dotati di grande autonomia che, dopo aver “gironzolato” per giorni alla ricerca del bersaglio, vi depositano una micidiale carica nucleare “decidendo” se, dove e quando, sia il caso di farlo … e il “campionario” si “arricchisce” ogni giorno di più con ogni sorta di micidiale meraviglia tecnologica.

Naturalmente il commercio marittimo non poteva mancare l’occasione.

Ci siamo già occupati di navi automatiche, ma è recente la notizia  che l’azienda norvegese Kongsberg, dopo aver rilevato la Rolls Royce Marine, ha dedicato un’approfondita relazione sulle navi cargo a guida autonoma (con anche la possibilità di controllo in remoto).

A dire il vero la ricerca è ben più avanzata rispetto all’automobile a guida autonoma che richiede comunque la presenza di un essere umano.

Attraverso sensori per osservare l’area circostante, reti  satellitari per la posizione propria e di altri mezzi e altri strumenti hardware e software, la nave automatica si rivela molto affidabile e, secondo alcuni, potrebbe ridurre l’incidenza di sinistri rispetto a quanto riportato dalle attuali statistiche sugli incidenti marittimi grazie non solo alla tecnologia ma all’eliminazione del fattore umano come elemento di “incertezza”.

La Rolls Royce del mare

Nel dicembre 2018 la Rolls Royce Marine ha testato l’ottimo funzionamento del sistema e la Kongsberg, riprendendone le esperienze, ha in programma di produrre la prima nave entro il 2020.

Altre compagnie stanno percorrendo questa stessa strada.

Le attese sono molte ma c’è da chiedersi, in un ambiente ostile come quello marino, quanto possa fare un computer in caso di avaria a un’elica o al timone rispetto a un equipaggio umano.

Pur consci delle grandi potenzialità che presenta la guida autonoma applicata alle navi, sorge spontaneo il dubbio che l’entusiasmo per questa tecnologia non sia forse in parte legato all’azzeramento dei costi riguardanti gli stipendi dei marittimi imbarcati.