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Luna di miele. E’ la parte più bella di una relazione se…

Luna di miele

Luna di miele: cuore su spiaggia
Amore “che passa” con le onde del mare

Luna di miele” è il cosiddetto “mese di miele”, ovvero il primo mese di matrimonio. Il mese dell’amore, dove la coppia compie il viaggio di nozze. Un periodo fatto di coccole e carezze, di baci appassionati e tanta felicità. Progetti e sogni che si rincorrono ogni giorno, capaci di far sognare, prima dell’inizio della nuova vita e di una nuova famiglia.

Se questa fase finisce e diventa “violenza di genere”

La violenza di genere si caratterizza per un’escalation di comportamenti che vanno da iniziali minacce e abusi verbali fino alla violenza agita, di tipo fisico e/o sessuale. Il meccanismo che meglio definisce le fasi di una violenza chiamata ciclo o spirale della violenza è quello descritto dalla psicologa Lenore Walker, che lo ha suddiviso in 3 fasi.

1) Crescita della tensione. Questa fase è caratterizzata dalla volontà di sminuire, mortificare, insultare la

vittima che cerca di evitare le violenze, reprimendo i propri bisogni e soffocando le proprie paure.

2) Escalation della violenza. Le vittime reagiscono in modo diverso: fuggono o si ritraggono, contrattaccano o sopportano gli abusi. L’impressione di essere assolutamente inermi – oltre alle lesioni fisiche producono gravi conseguenze psichiche.

3) Fase della “luna di miele”. Questa fase è caratterizzata da un momento di “tranquillità” temporaneo e soprattutto fittizio, passata la fase acuta del maltrattamento la persona violenta si mostra pentita.

Il comportamento del violento nella fase di luna di miele

Promette di cambiare, inizia a fare regali, si mostra completamente “diverso”.  in questo modo le donne spesso tendono a rimuovere il ricordo dei maltrattamenti, a difendere l’autore della violenza e a sminuire i soprusi subìti. Il momento della luna di miele è paragonabile a una trappola che inganna e incatena la vittima. La donna, potrebbe interpretare il comportamento pentito dell’abusante, come una promessa di cambiamento imminente o come un ritorno al periodo felice dell’innamoramento, quando mai avrebbe immaginato di avere a che fare con un partner violento.

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Il comportamento della vittima nella “dolce” fase di tregua

Durante questa fase, la vittima spesso vede il proprio compagno come solo, bisognoso, disperato e ritiene di essere l’unica che può aiutarlo e salvarlo. Qui l’autore della violenza, con astuzia, passa ad un momento in cui insegue la ricerca della causa dell’esplosione di violenza, accusando la vittima e scaricando su di essa la responsabilità. Molti autori di violenza, si convincono che la loro azione e il loro comportamento siano dovuti a “cause di forza maggiore” da cui “vengono travolti”, senza alcun potere e possibilità di controllo. Per questo non cercano le cause dentro sé stessi, ma nelle circostanze esterne e/o in concausa con la vittima.

Molte persone maltrattate si assumono persino la colpa, convincendosi talvolta di essere state esse stesse colpevoli e di aver provocato e innescato la violenza del partner, finendo addirittura per perdonarlo e accettarne il falso pentimento.

Se sei vittima di violenza fisica, psicologica, economica o sessuale, rivolgiti ad un centro antiviolenza e/o chiama il 15 22 numero antiviolenza gratuito attivo 24 h su 24.

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