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L’esame di maturità sarà per gli studenti e per “la scuola”

Esame di maturità - studentessa
Notte prima dell’esame – By Silviarita

L’esame di maturità 2021

Il 16 giugno segna la data di partenza dell’esame di maturità per gli studenti italiani. Si apprestano a svolgerlo effettuando l’unica prova prevista quest’anno, orale, e in presenza, sebbene ancora nella cornice dell’emergenza sanitaria.

È una prova che, significativamente, non è definita “interrogazione” ma “colloquio”, per marcare la differenza tra una batteria di domande atte a indagare la preparazione degli studenti e un dialogo per valorizzarne il percorso scolastico. Rischiando l’approssimazione degli slogan, potremmo affermare che l’esame di maturità farà emergere ciò che i candidati sanno, non ciò che non sanno. Vediamo come.

Come sarà l’esame

Il colloquio si apre con la discussione del cosiddetto “elaborato”, secondo una consegna trasmessa dal consiglio di classe, restituito dai candidati entro il mese di maggio. Di che cosa si tratta? Intanto, non è una tesina. È piuttosto un lavoro di progetto che consente l’emersione delle competenze disciplinari e trasversali degli autori. Il colloquio, infatti, non si esaurisce nell’esposizione di contenuti, ma si sviluppa nell’argomentazione del processo attraverso il quale sono stati appresi e organizzati in competenze. Lo stesso formato dell’elaborato racconta la personalizzazione del percorso che viene proposto. Può trattarsi di un testo scritto, di una video presentazione, di un prodotto multimediale, di un’esecuzione artistica.

La prova prosegue con la discussione di un breve testo, che si riferisce alle materie letterarie, ma anche agli ambiti che corrispondono alla peculiarità dei diversi indirizzi di studio.

La novità è il “curriculum dello studente

La novità più significativa è espressa dal fatto che la Commissione, nella conduzione del colloquio, sia chiamata a tenere conto delle informazioni contenute nel “curriculum dello studente”. Un documento di tipo informativo e non uno strumento di valutazione. Non assimilabile al “curriculum vitae” che accumula dati, bensì una selezione delle esperienze più rilevanti, anche extrascolastiche, maturate dallo studente lungo il percorso di studi e dichiarate dal medesimo sotto la sua responsabilità. Il curriculum, quindi, ben lontano dal tradursi in un adempimento burocratico, rappresenta una dimensione che valorizza gli eventi formativi più importanti, avvenuti in contesti formali, non formali e informali.

L’ apprendimento non formale – che avviene al di fuori del percorso programmatico previsto – e informale – che si sviluppa durante la vita quotidiana – costituiscono, infatti, un’ineludibile chiave d’accesso alla complessità delle sfide del presente.

La valutazione che contraddistingue l’esame di maturità 2021 non si limita, a riprendere quel concetto di personalizzazione dell’apprendimento che non è nuova nelle indicazioni ministeriali. Si propone di contribuire a una ripartenza della scuola in cui davvero la centralità dello studente raggiunge una compiutezza forse mai perseguita in modo così inequivocabile e concreto.

Gli aspetti “non cognitivi” per la prima volta nell’esame di maturità

Sebbene ancora entro il perimetro delle misure organizzative e didattiche dettate dalla pandemia, è la prima volta che gli aspetti non cognitivi entrano ufficialmente in una prova d’esame così importante, con ripercussioni positive sull’orientamento dei candidati. Ed è altrettanto indicativo che l’introduzione delle azioni non formali in un passaggio fondamentale possa “diplomare” anche l’autonomia scolastica, anagraficamente poco più grande degli studenti. Finalmente in grado di diventare leva strategica per erodere una volta per tutte la resistenza di una scuola statica, ripetitiva e trasmissiva.

Se l’autonomia scolastica passerà l’esame, il curriculum potrà probabilmente approdare alla normalità ritrovata. Affermarsi sistematicamente anche negli esami di maturità dei prossimi anni, che, mi auguro, accoglieranno sempre di più i ragazzi non solo in quanto studenti e candidati, ma come persone chiamate a co-progettare con gli Insegnanti il loro futuro.