Le mie scene preferite di Sport Crime
Da Oscar Wilde ai Rolling Stones, Daniela Scalia racconta il “dietro le quinte” della serie

Attenzione, spoiler. Questo articolo contiene le mie scene preferite di Sport Crime. O meglio, le mie e anche quelle degli spettatori. Affido quindi a Globetodays le risposte a una delle domande più frequenti che ricevo ultimamente. E, ovviamente, le corredo di qualche retroscena…
LA PANZA DI DORIAN GRAY
Stagione 1 La prima in classifica. Pensate che è accaduta davvero, che ancora adesso mi fa ridere, come le bambine, la sento cento volte e cento volte rido. Con rispetto per Oscar Wilde! Non ve la spoilero troppo, ma è stata costruita lungo tutta la stagione e si svela/rivela solo nell’ultimo episodio. So che arriva, la conosco a memoria, l’ho sentita, scritta, “recitata” con veri lacrimoni dal ridere, eppure… E so che piace tantissimo anche al pubblico.
IL SANGUE “DI SECONDA MANO” DI KEITH RICHARDS
Stagione 1 e Stagione 2 Anche qui ho pescato da una battuta che risale ai tempi di Sportitalia, c’erano i Rolling Stones in città (Milano) e Luca Tramontin aveva accesso alle prove a porte chiuse. Tutti in redazione facevano battute sugli zombie, sul leggendario (e mai avvenuto) cambio di sangue di Keith Richards, e alla domanda «Perché ti sei trasferito in Svizzera?» il vostro Luca ha risposto… «Per comprare il sangue di seconda mano di Keith Richards». Dice di esserselo iniettato! Naturalmente non è vero, ma il “running joke” ha ispirato delle scene ricorrenti di Stagione 2 in cui Luca/Dabs si metamorfizza in Keith Richards grazie a un “ingrediente magico”.
FEDERICO GUALDI
Stagione 2 Alla Darsena di Campalto abbiamo girato delle scene bellissime, e vissuto un party indimenticabile che ha riunito vari membri della famiglia allargata. E Campalto è storicamente e leggendariamente legato a Federico Gualdi, alchimista del 1600 scomparso nel mistero, perfino il Conte Cagliostro ha dichiarato di esserne la reincarnazione. Da qui quindi una scena flash esotericamente evocativa, con il carismatico Stefano Moro. Una sequenza che va in seguito a “completarsi” con una versione parodica alla Canottieri Mestre, insieme all’allora presidente Augusto Gandini. “Ciak” distinti che io però lego nonostante il salto temporale.
IL SEGNO DEL COMANDO
Stagione 2 La chiusura di “Mestre Kappa Delta”, con quell’espressione veneta poco fine ma molto affettuosa. Come al solito siamo alla duplice lettura: per qualcuno è grandioso che Luca abbia ancora vicino nella serie e nella vita alcuni suoi compagni delle scuole elementari. Ai cultori di serie però è rimasta impressa la citazione o proprio clonazione di una scena di “Il Segno del Comando”, celebre sceneggiato Rai che al bambino Dabs è rimasto impresso, forse secondo solo al suo “Ritratto di Donna Velata”. Per la maggioranza invece è un bel, buffo, ironico gruppo di uomini attraenti che mandano in… un amico che sta scolando delle birre (IPA ovviamente) a Forte Marghera.

NOUS SOMMES OU ROBIN?
Nessuna stagione Non è stata prodotta, purtroppo o per fortuna abbiamo troppi episodi, troppi contenuti, troppi super personaggi e dobbiamo tagliare scene e parti che meriterebbero spazio. Robin Le Mesurier ci ha raccontato che durante una lunga e felice tourneè con Johnny Hallyday (cito: mai un minimo malinteso in 24 anni di rock), Johnny ha guardato il pubblico e ha chiesto sottovoce a Robin: «Robin, ma dove… siamo?», Robin ha risposto: «Clermont Ferrand», e il biondo rocker franco-belga ha urlato: «Halloooo, Clermont Ferrand!». A noi però Robin ha aggiunto: «Per fortuna che ho detto la città giusta». Da quella battuta, sul palco del Rock’n’Roll Milano, prima di “Honky Tonk Woman” (un brano senza il quale Luca Tramontin va in astinenza), Luca ha chiesto a Robin: «Dove c… siamo?». Robin gli ha risposto: «Sono stufo di accudire vecchi rocker suonati». Ironico, grandioso gentleman del rock and roll. Halloooo Milano!




