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“Le mani nella terra” la suggestiva mostra di Nadia Pelà

Le ceramiche artistiche di Nadia Pelà in mostra a Milano nella sua prima personale alla Galleria degli Artisti

Nadia Pelà: opere
Le opere di Nadia Pelà (Foto di Antonio Giarrusso)

Nadia Pelà, esponente dell’Associazione Artistica Culturale Gruppo Sirio, inaugura la sua prima mostra personale presso la Galleria degli Artisti di Milano. L’esposizione, aperta dal 4 al 18 novembre 2023, si trova in via Nirone 1, nel centro storico della città.Le visite da lunedì a venerdì, h 10:00 – 12:30; 16:00 – 19:00.

Le mani nella terra

Il titolo della mostra, “Le mani nella terra”, ci introduce alle opere di Nadia Pelà rendendo immediatamente l’idea del lavoro della ceramista, che forgia l’argilla con mirabile abilità “a mani nude”, senza strumenti a fungere da intermediari. In genere, quando si pensa alla terracotta, viene subito in mente la lavorazione al tornio. La ceramista milanese, riscopre le tecniche antiche della lavorazione della ceramica. Come un’artista preistorica, plasma la ceramica con le sue mani, creando oggetti unici e originali, che trasmettono la bellezza e la semplicità della natura. Ecco, quindi, forme realizzate con la “tecnica del pollice”, una lavorazione in cui il dito affonda all’interno di una palla di terra umida in modo lento, paziente, con movimenti controllati ad altissima precisione.  Così nasce “Il bello è all’interno”, un uovo – classico simbolo della fertilità – protetto da una calda coperta, sempre in terracotta, da cui spuntano rami in fiore.

Un’altra tecnica, estremamente sofisticata, che l’artista impiega con grande disinvoltura è la “tecnica del colombino un’antica arte complessa che richiede grande abilità e precisione. Con grande disinvoltura, l’artista modella l’argilla fino a ottenere forme sferiche perfette. Ne è un esempio la sfera bucherellata che nasconde all’interno un segreto, realizzata con la preziosa argilla di Castellamonte mescolata con la sabbia, ad esaltarne la naturale bellezza materica. Splendida per perfezione formale è “Ci sono i primi fiori”, un udu – antico strumento musicale a percussione – reinventato come vaso dai cui fori escono rami veri ornati da corolle di fiori in ceramica. Anch’esso è realizzato con la caratteristica argilla di Castellamonte.

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Tutto è connesso per Nadia Pelà

Inoltre, la ceramista ama l’elegante moto ondulatorio che è possibile imprimere alla materia con la lavorazione a lastra. “Mi perdo in forme ondulate” sono sculture in movimento, che rompono la rigidità della materia dando l’impressione di aprirsi, chiudersi e piegarsi spinte dal vento. Non basta, perché le opere di Nadia Pelà, che si avvale delle tradizionali tecniche della ceramica per plasmare vere e proprie opere d’arte, costruiscono un mondo fatto di connessioni, degli esseri umani tra loro e con la natura.

Ecco allora i caratteristici omini – a scuola si facevano in serie ritagliando la carta – che nelle opere dell’artista prendono vita, assumendo varie posizioni, ad esempio in “Gruppi favolosi”, dove sperimentano le sensazioni di un terreno irregolare, lasciandosi scivolare verso il basso o arrampicandosi verso l’alto. Nadia qui esprime la sua abilità nel valorizzare il colore naturale delle terre, come evidenziato in questa opera, dove il contrasto tra la base bianca e il rosso vivace degli omini in movimento è particolarmente evidente. In altre opere, gli omini si aggregano in cerchio guardandosi negli occhi o allungano le loro braccia su un tronco d’albero fondendosi con esso in un caldo abbraccio.

Rappresentativa della poetica dell’artista, in cui ogni cosa è sempre in relazione con le altre in un perenne fluire, è “Tutto è connesso”, composta da numerosi pezzi di varie forme e dimensioni a contrasto coloristico, liberamente componibili, con fori che simboleggiano il passaggio di un filo invisibile che attraversa e collega il tutto.

Tutte le fotografie sono di Antonio Giarrusso

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