Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

Laura Fiamenghi: dal self‑publishing alle grandi case editrici  

Il mondo dell’editoria sta cambiando: se un tempo il self-publishing era visto come un’alternativa di ripiego, oggi si è trasformato nel più vibrante vivaio di talenti da cui i grandi marchi editoriali attingono a mani piene. Le classifiche digitali sono diventate il nuovo terreno per storie capaci di collezionare migliaia di lettori ancora prima di toccare la carta stampata. L’esempio più recente di questo “grande salto” è senza dubbio Laura Fiamenghi. L’autrice bresciana — già finalista al prestigioso Premio Amazon Storyteller e reduce dal freschissimo riconoscimento del Premio Creative Book al Festival del Romance — compie il passaggio definitivo all’editoria tradizionale firmando con De Agostini.

Dimenticate i cliché del romance classico. Immaginate che la furia pop e cinematografica di Kill Bill incontri le sfumature irresistibilmente dark e ironiche di Butcher & Blackbird: il risultato di questa folle, magnetica alchimia è “Dahlia. Il Vivaio delle Assassine”, il nuovo romanzo con cui la Fiamenghi debutta in libreria. L’autrice porta con sé tutta la sua inconfondibile cifra stilistica, quella che l’ha resa un cult nel panorama dell’auto-pubblicazione: trame che sfidano le convenzioni, una spiccata e tagliente ironia, e quella straordinaria capacità di tessere romance travolgenti che le ha già garantito una fittissima cerchia di lettrici affezionate. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei per farci raccontare com’è stato passare dal controllo totale del self-publishing alle dinamiche di una grande casa editrice.

Si può ancora parlare di distinzione netta tra autori “indipendenti” e autori “scoperti” dalla grande editoria?

Credo che oggi questa distinzione sia molto meno netta rispetto al passato. I percorsi degli autori sono sempre più fluidi: c’è chi inizia nel self-publishing e poi approda a una casa editrice tradizionale, chi fa il percorso inverso e chi sceglie di alternare entrambe le strade. Alla fine, ciò che conta davvero è la qualità delle storie, la capacità di raggiungere i lettori e di costruire nel tempo una relazione autentica con loro.

La grande editoria guarda al self-publishing come a un laboratorio di nuovi talenti o come a un serbatoio di prodotti già validati dal mercato?

Penso che sia entrambe le cose. Da un lato il self-publishing permette di individuare nuovi autori e nuove voci. Dall’altro offre dati concreti: vendite, recensioni, gradimento dei lettori e, in molti casi, un prodotto editoriale già curato in ogni aspetto. Questo rende il self-publishing anche un luogo in cui il mercato “testa” direttamente le opere, offrendo agli editori indicazioni molto utili.

Quanto conta oggi la relazione diretta con il pubblico nel costruire un successo editoriale?

Conta moltissimo. Oggi gli autori hanno la possibilità di dialogare direttamente con i lettori attraverso i social network, gli eventi e le piattaforme online. Questo rapporto crea una comunità attorno ai libri e permette di comprendere meglio le aspettative e gli interessi del pubblico. Naturalmente la qualità del libro resta fondamentale, ma la vicinanza ai lettori può fare una grande differenza nella crescita di un percorso editoriale.

Dopo l’esperienza del self-publishing, cosa ha rappresentato per lei essere pubblicata da De Agostini?

È stato un momento molto importante e significativo. Da un lato ho visto riconosciuto il lavoro che avevo costruito nel tempo in autonomia; dall’altro ho avuto l’opportunità di raggiungere ancora più lettori attraverso gli scaffali delle librerie.

Ha vissuto questo passaggio come un riconoscimento del lavoro fatto in autonomia o come l’inizio di una fase completamente diversa?

Direi entrambe le cose. Sicuramente l’ho percepito come un riconoscimento del percorso intrapreso nel self-publishing, delle energie investite e dell’apprezzamento dei lettori per le mie storie. Allo stesso tempo ha segnato l’inizio di una nuova fase, con nuove responsabilità, nuove opportunità e un diverso modo di vivere il lavoro editoriale.

Secondo lei, il fatto di essere arrivata a De Agostini partendo dal self-publishing racconta qualcosa di nuovo sul mercato editoriale di oggi?

Sì, credo racconti un cambiamento importante. Oggi il mercato editoriale è più aperto e meno rigido rispetto al passato. Le case editrici osservano con attenzione ciò che accade nel mondo del self-publishing e sono sempre più disposte a valorizzare autori che hanno già dimostrato di saper coinvolgere i lettori. Questo non significa che esista una formula unica per il successo, ma dimostra che possono esistere percorsi diversi e che il talento può emergere attraverso canali differenti.

Pubblicato il: 9 Luglio 2026
Verificato da MonsterInsights