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#lascuolanonsiferma. Soprattutto all’emergenza

E’ chiaro che #lascuolanonsiferma ?

#lascuolanonsiferma

#lascuolanonsiferma. Soprattutto all’emergenza. Un hashtag che appare quasi come una dichiarazione di belligeranza contro l’emergenza che pare non finire mai. Ma anche un messaggio di speranza per il futuro della scuola, che non può e non deve fermarsi, anche se con una visione e una proposta di futuro nuova.

Dopo la DAD la DDI

Niente sarà più come prima, ma di sicuro non vale per gli acronimi scolastici. Dopo la DAD, la didattica a distanza capace di riscuotere consenso e dissenso a fasi alterne, è venuto il tempo della DDI, la didattica digitale integrata, una modalità d’insegnamento – apprendimento innovativa, complementare alle tradizionali lezioni svolte in presenza.

Al di là delle distinzioni metodologiche, entrambi i codici nascono da una realtà che non possiamo dimenticare. La scuola ha dovuto rinunciare ad una delle prassi più semplici e consolidate, incastonate nelle sue fondamenta, “l’entrare e uscire da scuola”. Una pratica che non si esaurisce solo in un movimento di accesso e di uscita, ma sottende la distinzione degli spazi, l’organizzazione del tempo, l’osservanza di regole collegate a diversi contesti.

Le ragioni della sicurezza

La stessa soluzione di concentrare le lezioni e lo svolgimento della mensa scolastica in un unico locale per limitare la mobilità degli alunni e utilizzare anche i locali della refezione per distribuire i gruppi classe ed evitare assembramenti, sacrifica legittimamente alle inderogabili ragioni della sicurezza sanitaria la percezione da parte dei bambini del normale e variegato avvicendarsi dei momenti della giornata, con le relative norme e consuetudini.

Diventa, dunque, più che mai necessario mantenere viva la comunità di classe e il senso d’appartenenza al gruppo, perché non prevalgano il rischio d’isolamento e la demotivazione.

La sfida del presente

La “sfida del presente” – come profeticamente ha previsto la Legge 92 del 2019 con l’introduzione dell’Educazione Civica nell’impianto curricolare delle scuole di ogni ordine e grado – impone una particolare attenzione al digital divide, il divario tra i fruitori dell’accesso a Internet, che interessa sia gli studenti nativi digitali sia i Docenti migranti digitali, sempre più chiamati all’uso delle piattaforme e, in generale, delle metodologie innovative d’insegnamento.

Se nella fase pionieristica della didattica a distanza è stato fatto un uso generalizzato dell’insegnamento on line, in questo nuovo anno scolastico è necessario un criterio più consapevole nell’introduzione delle opportunità tecnologiche, che non possono essere considerate solo indistinti veicoli di conoscenza.

Strumenti e piattaforme idonei alla didattica

Gli strumenti e le piattaforme utilizzate devono essere adeguati all’azione didattica ed è fondamentale che gli Insegnanti, dalla Scuola dell’infanzia agli Istituti superiori, acquisiscano quella padronanza digitale che consente di trasmettere autentiche competenze di vita.

Se è vero, infatti, che la DDI è stata introdotta prioritariamente per la programmazione del secondo ciclo d’istruzione, anche le Scuole degli Istituti Comprensivi sono state invitate a redigere il Piano per la didattica digitale integrata, cui ricorrere nel caso la curva del contagio da Covid 19 dovesse imporre nuovamente la sospensione delle lezioni.

Dall’emergenza alla nuova didattica

L’impegno delle Istituzioni scolastiche è, dunque, centrato sul superamento della fase emergenziale per introdurre sistematicamente una didattica nuova, flessibile, capace di rapportarsi strategicamente con le diverse piattaforme digitali, caratterizzate dalla prevalenza del linguaggio visivo e musicale per i più piccoli, attraverso l’uso del software in modalità sincrona e asincrona per gli alunni della scuola primaria, sino agli strumenti più complessi delle scuole superiori, dove il maggior livello di autonomia degli studenti consente l’utilizzo di applicazioni collegate alle singole discipline.

Lo “sguardo lungo” perché #lascuolanonsiferma

Cercando, con coraggio, di far prevalere lo sguardo “lungo” e prospettico sulla preoccupazione del presente, il digitale a scuola deve trovare il suo posto in uno scenario complesso, non solo come risposta al contingente ma come opportunità di miglioramento della Scuola e di crescita per il nostro Paese.