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L’aria che tira – Nelle aule dell’anno scolastico 2021

L'aria che tira - scuola
Apriamo la zip e vediamo l’aria che tira – By R.Healthy

L’aria che tira

L’aria che tira non è soltanto il titolo di un programma televisivo. Non è neppure soltanto un modo di dire o una locuzione. L’aria che tira è una realtà tangibile nelle aule delle nostre scuole. Soprattutto in tempi difficili come questi. Ricordiamo anche la Pandemic Fatigue di cui abbiamo già scritto, tutto è importante e prioritario nella formazione delle generazioni future.

La scuola senza zaino

Forse è una carenza di fantasia dovuta alle misure restrittive anti Covid. Ero rimasta alla “scuola senza zaino”, il noto modello organizzativo centrato su un ambiente formativo innovativo, e non avrei mai pensato che saremmo arrivati alla “scuola senza caloriferi caldi”. Soprattutto in questo inverno che, pur essendo a tratti particolarmente rigido, richiede frequenti ricambi d’aria nei locali scolastici in osservanza del protocollo anti contagio.

Il microclima e il comfort

Eppure, per moltissime scuole genovesi dopo le vacanze natalizie è stato proprio così. Come documenta un dossier contenente la rilevazione della temperatura del microclima indoor che ho compilato ed inviato al Sindaco e agli Assessori competenti. Non si trattava solo di sopportare qualche brivido in più, perché le condizioni relative al comfort/discomfort di un luogo di lavoro possono interferire in modo significativo con le attività degli occupanti sotto diversi aspetti. Che vanno dalla percezione alla prestazione, sino ad incrociare il benessere fisiologico, impattando inesorabilmente sui rischi per la salute. Le scuole, in particolare, si configurano come ambienti cosiddetti “moderati” nei quali non solo non esistono ostacoli allo stabilirsi di condizioni confortevoli, ma dove eventualmente si possono realizzare interventi mirati alla minimizzazione o all’eliminazione del rischio laddove il microclima non sia favorevole alla salute della popolazione scolastica.

L’aria che tira va veicolata bene

Certamente, come è stato dimostrato, uno smisurato ricambio d’aria, tale da generare correnti nei locali, non solo non garantisce la dispersione dei virus, ma rischia di veicolare maggiormente le cariche virali. Tuttavia, il teorema degli Enti Locali proprietari degli edifici scolastici, secondo cui il freddo nelle aule è causato dall’eccessiva apertura delle finestre in funzione anti contagio, vacilla quando, entrando in un locale scolastico e toccando i termosifoni, si scopre che sono freddi o al massimo tiepidi.

Una problematica che arriva da lontano

Non si tratta di alimentare una polemica contro un’Amministrazione che sta tra l’altro attivando diversi provvedimenti atti ad apportare un sicuro miglioramento delle condizioni termiche nelle scuole. Quali il monitoraggio degli infissi. Il controllo delle caldaie e una piattaforma dedicata di segnalazione delle criticità. Il problema arriva da lontano ed è radicato in una collocazione dell’Istituzione scolastica mai prioritaria nelle agende politiche di ogni colore, locali e nazionali. Nelle scuole non tira aria buona da troppo tempo. Lo stesso Ministero della Salute, già dieci anni fa, scriveva che “la scadente qualità dell’aria nelle scuole può determinare seri problemi sanitari tra i bambini”, collegando le problematiche di tipo ambientale, per carenze progettuali, architettoniche, edilizie e gestionali, all’aumento delle manifestazioni allergiche nell’infanzia.

Il piano “scuole belle” datato 2014

Risale al 2014 il Piano d’interventi “scuole belle”, rivolto alla piccola manutenzione e al decoro degli edifici scolastici. Peccato che negli ultimi anni si siano verificati centinaia di crolli di “bei pezzi di scuole” in tutta Italia.

Nell’anno Covid sono stati assegnati dal Ministero centinaia di milioni a favore degli Enti locali proprietari degli edifici scolastici finalizzati alla riqualificazione degli spazi e delle aule in relazione alle misure di contenimento del virus. E ‘auspicabile che si tratti di un processo non circoscritto a risultati di contingenza ma volto a raggiungere obiettivi di prospettiva.

In ogni caso, gli alunni che ho visto nelle aule, con mascherine per il Covid e giacche e sciarpe per il freddo, non possono aspettare.