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L’abito hi tech che non ci fa “né caldo e né freddo”

Abito hi tech termoregolato

“Non mi fa né caldo e né freddo”? È un modo di dire, ma da oggi nella moda e nella fashion è la realtà.

Abiti hi tech: modello
Indovinate chi ha disegnato questo modello per abiti Hi Tech?

Il merito è da attribuire al gruppo di lavoro dei ricercatori dell’Università cinese di Nankai, guidato da Ziyuan Wang. L’abito hi tech che hanno inventato è perfetto per ogni stagione, in quanto è in grado di mantenere la temperatura corporea a livello di confort umano.

Come è fatto l’abito hi tech

L’unica fonte a cui attingere per produrre la termoregolazione dell’abito e quindi del corpo umano è il sole. L’abbigliamento è composto da moduli fotovoltaici organici flessibili e dispositivi elettro calorici bidirezionali. Gli indumenti OPV-EC (OETC) offrono un comfort termico esteso (12,5°–37,6°C) grazie a una regolazione rapida (Fonte Nankai). Il dispositivo garantisce 24 ore di termoregolazione, con 12 ore alimentate da energia solare. La temperatura corporea pertanto rimarrà sempre tra i 32 e i 36 gradi. Quindi niente più scuse, non ci sono più le stagioni di una volta non si può dire, men che meno dire “che freddo che fa” o “che caldo che fa”.

Certo i nostri armadi quatto stagioni rischiano di essere troppo grandi, se l’abbigliamento non cambia, estate o inverno che sia. Immaginiamo però che la moda, magari partendo proprio da Milano, proporrà tanti modelli e tanti colori, per cui alla fine, il nostro armadio lo riempiremo di sicuro. Se avete dei dubbi chiedete alla vostra compagna, lei ci avrà già pensato!

Tutto nasce dall’Università cinese di Nankai

Si sappia che l’Università di Nankai, non è nuova a proporre novità tecnologiche scoperte scientifiche rilevanti e futuristiche. Giusto per ricordare è dai banchi universitari della città cinese, che hanno scoperto una nuova specie di dinosauro, chiamata “Sinomacrops bondei”, che appartiene al gruppo dei pterosauri, i primi vertebrati capaci di volare.  Questa specie ha una lunghezza di circa 25 cm e un’apertura alare di circa 65 cm. Il suo ritrovamento arricchisce la diversità dei pterosauri cinesi e aiuta a comprendere meglio la loro evoluzione.

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Anche il nuovo materiale, chiamato “nanofoglio di grafene” è nato qui. Questo materiale ha proprietà elettroniche, ottiche e meccaniche eccezionali e può essere usato per applicazioni come sensori, batterie, dispositivi fotonici e nanoelettronica. È il primo materiale bidimensionale ottenuto da una reazione chimica tra molecole organiche e inorganiche.

Insomma dopo la A.I. chissà cosa ci riserverà il futuro. Non escluderei a breve neppure il trasferimento da una parte all’altra del globo terrestre del nostro corpo (vedi Star Trek o giù di lì), con il semplice trasferimento delle nostre cellule, senza muoverci da casa. Se venite a prendere il te da noi in redazione, avvisateci prima però, tanto ormai siamo abituati ai cambiamenti tecnologicamente e scientificamente velocissimi: ormai non ci sorprendiamo più e non ci fa più “né caldo e né freddo”. O no?

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