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La Terapia sessuale attraverso l’ipnosi

La preoccupazione sulla propria funzione sessuale è più frequente di quello che si immagina, ma si può affrontare anche con l’aiuto di una terapia sessuale specializzata, come l’ipnosi. Meglio se in coppia. Lo scrive il Dottor Camilli da oggi anche raggiungibile per prenotare un appuntamento online CLICCANDO QUI

Terapia sessuale: ipnosi
Ipnosi e Terapia sessuale

Terapia sessuale e ipnosi

Oggi parleremo di Terapia sessuale e ipnosi. La prima cosa che dobbiamo considerare è il grado di approfondimento che il paziente ha avuto modo di fare dal punto di vista puramente medico. Spesso incontriamo pazienti che non hanno fatto alcun tipo di controllo o al contrario sono arrivati da noi solo a seguito di anni di indagini diagnostiche infruttuose. Entrambe le situazioni sono da attenzionare. La prima perché la persona potrebbe avere dei problemi fisici non diagnosticati come ad esempio il diabete, problemi renali, tiroidei, che devono far spostare il focus sulla problematica principale prima di affrontare il sintomo susseguente. La seconda invece è relativa all’aspettativa magica, che vede l’ipnosi come “ultima spiaggia”.

Il coinvolgimento sistemico della coppia

Terapia sessuale: coppia
meglio in coppia

Superato questo punto, l’intervento necessita più spesso di quanto si creda, del coinvolgimento sistemico della coppia e non solo del portatore del disagio. Spesso, senza entrare nei particolari della problematica, quello che si evidenzia è una modalità profonda di strutturazione della disfunzione. Araoz fu il primo a collegare la disfunzione sessuale con l’ansia. Parla di autoipnosi negativa che si struttura inconsapevolmente a partire da insuccessi passati, delusioni immaginate o timori (reali o meno) che innescando ricordi, immagini, proiezioni, attivano il processo dell’autocolloquio negativo che stentiamo a riconoscere perché spesso subconscio.

Come diceva Epitteto (filosofo greco del primo secolo) d’altronde “gli uomini sono disturbati non dalle cose ma dall’idea che hanno di esse”. L’auto ipnosi negativa consiste in asserzioni negative non consce e immagini mentali disfattiste nelle quali una persona indulge e inconsapevolmente incoraggia, nonostante l’interesse dimostrato nel risolvere il problema. Il primo passo per evitare l’auto sabotaggio, quindi, è cercare di rendere cosciente questi automatismi e solo successivamente intervenire con un processo immaginativo sensoriale volto ad una sostituzione dell’autocolloquio negativo con uno positivo al fine di ridurre l’ansia.

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La “prova mentale ipnotica”

È utile coinvolgere il partner per co-costruire delle immagini mentali accettate da entrambi in ottica di cooperazione. Tra le tecniche utili al trattamento che hanno buoni risultati ritroviamo quelle non direttive dove le idee immaginative non sono necessariamente collegate ad aspetti sessuali. La “prova mentale ipnotica”, dove il focus è nel vedere sé stesso pensare, interagire e comportarsi in modo sessualmente soddisfacente al fine di produrre un rafforzamento dell’Io e la “proiezione futura” dove entrambi i partner nel processo immaginativo sperimentano sé stessi al presente (con il problema sessuale ancora irrisolto) e nel futuro prossimo (con il problema sessuale risolto).

Quello che mi preme sottolineare è che, sia che si tratti di problematiche collegate al desiderio, eccitazione, orgasmo o elaborazione (maschili o femminili è irrilevante), il cambiamento sessuale è progressivo anziché spettacolare e improvviso. Il terapeuta che applica come metodo l’ipnosi clinica deve rendere chiaro già dal primo incontro questo aspetto per evitare le false aspettative che possono portare al drop-out.

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