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La sinapsi che abbatte una barriera neurologica

Dialogo neuronale – Foto G. Altmann

Una sinapsi artificiale supera gli ostacoli. Lavora come se fosse una sinapsi naturale, abbatte il muro che ostacolava la possibilità di dialogare con le cellule umane. A volte, anche la scienza vista con un’ottica diversa, consente di raggiungere risultati inaspettati.

La sinapsi artificiale abbatte una barriera

Una nuova barriera riguardante la neurologia è stata infranta.

Un team di ricercatori provenienti da diversi Paesi ha messo a punto una sinapsi artificiale che, riconoscendo le cellule di natura biologica (le nostre, tanto per capirci), è in grado di dialogare con loro.

In altri termini, si comporta come una sinapsi naturale.

Ma cos’è la sinapsi

Andiamo con ordine, naturalmente a grandi linee e ci vorrà sicuramente scusare “chi ne sa di più”.

La sinapsi è una struttura specializzata nel connettere i neuroni sia tra loro che con le altre cellule.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Materials, è frutto della collaborazione dell’università di Stanford (capo progetto è l’italiano Alberto Salleo) che ha realizzato il sistema elettronico, l’università olandese di Eindhoven per la meccanica dei fluidi, dell’Istituto Italiano di Tecnologia per la connessione delle cellule sul microchip e per la misurazione dell’attività elettrica del chip stesso.

Ulteriori contributi sono stati forniti anche dalle università italiane Tor Vergata di Roma e Federico II di Napoli.

La ricerca è cosa complessa

Da questa breve presentazione è facile capire quanto sia complessa la ricerca e sottolinea, se mai ce ne fosse stato bisogno, come la figura dell’eccentrico scienziato chiuso nel suo laboratorio che ricerca, scopre, inventa, appartenga al passato.

Oggi la complessità dei traguardi richiede lo sforzo congiunto di più specializzazioni che solo attraverso una fattiva e coordinata collaborazione è possibile raggiungere.

Come comunica la sinapsi con le cellule

Il mezzo con cui la sinapsi artificiale comunica con le cellule umane è la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto naturalmente in alcune aree del cervello.

Non che fossero mancati esperimenti, con esiti positivi, in questa direzione, ma è la prima volta che si ottiene una comunicazione stabile tra un componente biologico ed uno artificiale.

A dire la verità le dimensioni della sinapsi sono ancora eccessive: si parla infatti di un rettangolo che misura da un lato tra i 10 e i 200 micron, mentre dall’altro tra i 40 e i 100 contro le “normali” dimensioni di una sinapsi naturale di 1-2 micron.

Tuttavia questo non dovrebbe rappresentare un problema se consideriamo quanto progredisce la miniaturizzazione degli elementi che ci circondano: basta semplicemente considerare la densità di transistor sui vafer di silicio da cui traggono origine le cpu dei nostri pc.

Come sarà utilizzata la sinapsi

Questa rivoluzionaria sinapsi si potrà impiegare contro le malattie di tipo neurodegenerativo, ad esempio riconnettendo “percorsi” danneggiati, per una migliore interazione tra protesi bioniche e corpo umano. Insomma un vero e proprio raggio di luce che squarcia una tenebra sino a pochi anni fa insondabile.

Scienza e coscienza

Naturalmente ci sono, almeno in potenza, applicazioni meno nobili ma qui, auspichiamo, subentri l’etica poiché, è sempre bene ricordarlo, la scienza e la tecnologia lasciate a stesse, prive di ogni “coscienza”, diventano pseudo religioni con dogmi assoluti la cui natura “ascientifica” risponde esclusivamente agli interessi finanziari finendo per fare il male dell’uomo.