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La seconda” di Saremo a Sanremo

La seconda di Saremo a… entusiasmo e grinta sui volti dei ragazzi

La seconda parte di Saremo a Sanremo? Come ogni venerdì, e quindi eccola a voi. Spero siate concentrati per la lettura del diario che scrissi in occasione del mio viaggio a piedi da Genova a Sanremo durante la settimana del 68^ Festival. Ovvio che la seconda parte è preceduta dalla prima, Giusto? Se l’avete persa cercatela qui.

Dovute premesse

Venerdì sera, 2 febbraio alle 21.25 Michelle Hunziker e Gerry Scotti, dai microfoni di Striscia la Notizia, dove di solito presto la mia opera, annunciano all’Italia intera: “Uno dei nostri autori, Carlo Denei, per promuovere il suo cd musicale, partirà domani pomeriggio da Genova e andrà fino a Sanremo… a piedi!”.

Laura, mia moglie, m’ha guardato con orgoglio misto a pena e m’ha detto: “Carlo, ora non puoi più tirarti indietro, devi andare davvero!” Già, dopo tante parole e tante mail, è il momento dei fatti. Certo che non posso tirarmi indietro e non voglio. Ormai lo sanno proprio tutti. Persino Michelle Hunziker, a cui ho raccontato del mio progetto un mese fa mentre le offrivo un caffè alla macchinetta nei corridoi di Mediaset (ebbene sì, ho pagato io, a una multimiliardaria svizzera!).

A darmi la spinta c’è anche la certezza che nessuno fino ad ora ha tentato un’impresa simile e cioè andare a piedi da Genova a Sanremo. Conosco persone che da Sanremo sono tornate a piedi a Genova, ma solo perché s’erano giocate tutto al Casinò…

Per una settimana niente macchina

Insomma, per una settimana mi dimenticherò dalla macchina anche se, devo ammettere, è un pezzo che della mia auto mi sono scordato. Qualche volta la uso, ma la tengo male, ad esempio non la lavo. Il lavaggio della macchina per me non esiste. L’unica volta che è successo è stato quando me l’avevano rubata. La lavarono i ladri, per renderla irriconoscibile ai miei occhi.

Tornando al folle cammino, qualcuno m’ha chiesto perché scegliere la settimana del Festival e perché la gente avrebbe dovuto seguire le mie gesta. Ma è semplicissimo: presento un disco, faccio musica, quindi il periodo migliore per parlare di musica è proprio questo. La gente a casa ha voglia di nuove melodie, non vede l’ora che cominci il Festival, questa è la settimana in cui la canzone avrà la precedenza su tutto. Bene, la sera il palco dell’Ariston avrà la precedenza, ma la mattina e nel primo pomeriggio potrei avere parecchio spazio. Le tv locali e nazionali sono ghiotte di qualcosa che ruoti intorno all’argomento musica. Pochi giorni dopo la partenza da Genova, chissà, potrebbe esserci un seguito di fans a camminare con me verso la città dei fiori. Maurizio Martellini, musicista e produttore di eventi legati ad Andrea Bocelli, è convinto che alle porte di Sanremo il seguito dei “fedeli” supererà il migliaio. Come si dice o quasi, chi vivrà, verrà.

La mia forma fisica non è un problema

La seconda di Saremo a… la forma fisica di Carlo? Mah…

Di certo non mi preoccupa la mia forma fisica. Mi sono addirittura allenato! Dal 27 dicembre faccio un’ora di cyclette al dì quando il tempo è incerto, se c’è il sole vado a camminare. Un pomeriggio di questi sono andato persino al Pio XII ad allenarmi agli ordini di mister Ballardini. Sì, è vero che m’ha detto “sei una pippa”, ma secondo me scherzava.

Qualche settimana fa ho visto il mio cardiologo e m’ha assicurato che potrei scalare l’Everest (la cosa m’ha un po’ preoccupato perché, senza volerlo, il dottore ha superato la sottilissima linea che separa la lusinga dalla presa per il culo). Senza contare che per ben due volte sono stato visitato dalla dottoressa Sara Rinaldi, fisioterapista molto stimata nel mondo dello sport nonché mia amica. Lei m’ha detto che ho le gambe a posto e delle belle caviglie: insomma, sarei idoneo pure per una partecipazione straordinaria a Miss Italia.

L’unico cruccio, oltre al rischio pioggia, è la forzata assenza di Nicola, il mio socio, colui che ha arrangiato il mio cd musicale e che sarebbe dovuto venire a piedi al mio fianco. Pochi giorni fa un’influenza di quelle potenti l’ha obbligato ad un ricovero in ospedale. Così il mio amico e compagno di tante battaglie potrà seguirmi, se vorrà o potrà, solo in automobile. Lo avessi saputo prima forse non sarei neppure partito, ma ormai la mia determinazione è un aereo in fase di decollo e non può più fermarsi.

La cosa più importante per la promozione del disco

La cosa più importante per la promozione del disco era quella di avere il disco. Per averlo, con Nicola abbiamo lavorato da marzo a luglio inoltrato. Il titolo è emblematico: “L’ora di te”, da non confondere con “E’ la tua ora”.

La frase “L’ora di te” mi dà la forza per partire, mi suggerisce che è il mio momento, ecco perché ho scelto il titolo di un mio pezzo che non è nella raccolta. Ebbene sì, ho fatto un cd con la canzone guida che poi ho tolto perché, secondo Maurizio, è troppo bella per sprecarla in un mio disco.

Maurizio me l’ha fatto conoscere proprio Nicola, circa un anno fa. È musicista, autore e attore. Alla fine dello scorso luglio in occasione di un evento organizzato da lui all’ospedale pediatrico Gaslini, gli avevo raccontato del viaggio a Sanremo a piedi. Accolse la notizia con simpatia, e qualche tempo dopo mi disse: “Carlo, va bene il disco, ma se vai a Sanremo a piedi ci vuole anche un inno, un inno che dia solennità all’evento”. E così è stato; io ho scritto le parole e lui la musica.

Titolo, manco a dirlo, “Saremo a Sanremo”.

L’entusiasmo di Maurizio è poi cresciuto al punto da coinvolgerlo completamente nel progetto; domani alla presentazione del disco, sarà il relatore ufficiale e poi camminerà con me, almeno fino a Sestri Ponente.

Un altro personaggio cardine della mia avventura è senza dubbio Simona Cappelli, colei che s’è occupata con me della rassegna stampa; inviare mail ai giornalisti della carta stampata, della rete e delle varie emittenti radio e televisive, contattare conduttori di tv locali e nazionali. Insomma, con lei ho diviso il compito di rompipalle del mondo.

Fine seconda parte! A venerdì prossimo