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La scuola riapre: i primi bilanci e un… grazie bambini

A scuola! ( foto elaborata di Prawny)

La scuola riapre. Che il domani della scuola sarebbe stato diverso, lo avevamo già letto, qui su queste colonne lo scorso mese di agosto. Siamo all’inizio, ma è già tempo di primi bilanci. Di sicuro al momento, c’è un dato incontrovertibile e positivo. Grazie ai bambini. Per cui…grazie bambini!

È già tempo di bilanci

È arrivato il primo weekend dopo la controversa riapertura delle scuole. Insolitamente, è già tempo di bilanci, in ordine alle misure di sicurezza per la prevenzione del contagio da Covid 19 e alla riorganizzzazione dell’anno scolastico in osservanza delle nuove regole relative alla distanza sociale.

Nelle ultime due settimane, infatti, all’interno di una cornice meteorologicamente ancora estiva, come un risarcimento della natura per la scorsa, “blindata” primavera, negli Istituti Scolastici si sono svolte le ultime misurazioni degli spazi e delle aule per garantire il distanziamento previsto dalla normativa per tutelare studenti e personale ma incompatibile con un patrimonio edilizio datato e spesso compromesso da criticità strutturali da sempre segnalate, mai risolte.

Un caldo 14 settembre a scuola

Un “caldo”, sotto diversi aspetti, dunque, 14 settembre ha visto una schiera di docenti, presidi, personale amministrativo e collaboratori scolastici, “geometri” senza vocazione, alle prese con scenari che neanche il metro laser poteva contenere nel perimetro delle rispettive competenze professionali.

Cattedre scoperte, mancanza di insegnanti di sostegno, neanche l’ombra di quei banchi monoposto che avrebbero subito garantito di ottenere maggiore spazio nelle aule consentendo l’inderogabile distanziamento degli alunni.

Inoltre, si è vista immediatamente indebolirsi la possibilità di poter contare sui cosiddetti – con espressione infelice ma efficace per sottolinearne l’urgenza – docenti e collaboratori scolastici “Covid”, nominati con incarico temporaneo per insegnare o vigilare su gruppi classe differenziati in formazioni meno dense. La tipologia del contratto, che ne prevede l’immediata risoluzione senza indennizzo in caso di lockdown, non ne agevola di certo il reclutamento.

Qualcosa di inaspettato ha funzionato

Tuttavia, forse inaspettatamente, c’è stato qualcosa che ha funzionato e che, rientrando a scuola, è stato subito avvertito.

Per mesi, noi addetti ai lavori nelle scuole, ci siamo chiesti come avremmo ritrovato alunni e studenti dopo il lungo black out del lockdown e una pausa estiva regolamentata da misure e divieti sociali.

Nell’Istituto che dirigo, ma sicuramente in molte altre scuole, abbiamo rincontrato bambini e ragazzi nuovi, rispettosi di regole che, con la preziosa collaborazione delle famiglie, abbiamo contribuito a diffondere – distanziamento di un metro tra i banchi, uso della mascherina nei momenti di mobilità, igienizzazione, turnazioni in entrata e uscita da scuola – ma di cui gli alunni hanno dato prova con naturalezza e imprevista serietà.

L’esempio dei più piccoli

E non mi sto riferendo solo ai più grandi, ma anche e forse soprattutto ai più piccoli.

In particolare, mi hanno colpito i bimbi che per la prima volta entravano alla scuola primaria, tradizionalmente incerti, timorosi, talvolta impauriti. Persino il pianto di qualcuno di loro si è consumato in poco tempo, quasi una sorta di atto dovuto nel copione da “primo giorno di scuola”, per lasciare spazio ai sorrisi che ci trasmettevano dagli sguardi luminosi.

Una grande lezione da parte dei bambini

È stata una grande lezione, un messaggio d’invito alla resilienza che noi adulti dobbiamo raccogliere.

Nei mesi che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo capito che, nonostante le conquiste tecnologiche e scientifiche, siamo vulnerabili, proprio come questi bambini; ma anche che dobbiamo, come loro, reagire alle circostanze con senso di responsabilità, senza lasciare che gli eventi, fossero pure una pandemia mondiale, possano farci soccombere.

I valori autentici oltre le convenzioni

Certo, abbiamo dovuto rinunciare a comportamenti fino a ieri normalmente adottati nelle nostre comunità ma, proprio per questo, potremo essere in grado di riscoprire i valori autentici delle relazioni sociali, oltre le convenzioni e i rituali collettivi.

Grazie, bambini!