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La scommessa di Alice Salvatore. Coerenza e strategia

La strategia politica può apparire anche come un gioco delle parti – Foto M.Jarmoluk

Alice Salvatore è “il terzo soggetto politico”, preso in esame fino ad ora dallo specialista in comunicazione politica Matteo Garnero. I ritmi della vita politica, si sa, sono frenetici e ogni giorno ci sono spunti o eventi che suscitano un indubbio interesse. La strategia di fuoriuscita di Alice Salvatore dal movimento 5stelle e la sua “scommessa”, non poteva passare inosservata.

Alice Salvatore

Può piacere o non piacere, risultare simpatica o antipatica, ma non si può negare che Alice Salvatore, fino a poco fa leader del Movimento 5stelle ligure, sia una persona coerente.

Sempre ipercritica nei confronti del PD, la Salvatore era un po’ la Taverna ligure – anche se decisamente più moderata – ma per lei non c’è mai stata la “conversione” al nuovo corso politico.

Su Rousseau era stata scelta come candidata presidente alle prossime elezioni regionali. Ma conseguenza dell’alleanza locale PD-5stelle, la scelta fu di fare un passo indietro, divenendo a sua volta capolista, in aggiunta, a suo dire, le era già stato promesso anche un assessorato in caso di vittoria.

La fuoriuscita dal movimento

La sua fuoriuscita dal Movimento è un unicum perché solitamente esce chi rischia la poltrona, qui invece parliamo del numero 1 del partito, titolare persino di un “credito” per il suo passo indietro, quindi in un momento di particolare forza contrattuale.

Allora perché lasciare il Movimento per creare un nuovo soggetto politico, il Buonsenso? Sicuramente è una scelta di coerenza. Nella conferenza stampa la Salvatore non solo non ha rinnegato i valori del Movimento, ma li ha ribaditi e ha giustificato la sua scelta proprio perché, a differenza di alcuni suoi colleghi, ritiene di essere rimasta fedele proprio a quei valori.

Strategia vincente e scommessa

Ma la sua strategia sarà vincente? Difficile dirlo, sicuramente è una scommessa.

Una scommessa perché da un lato la Salvatore dovrà scontrarsi alle prossime elezioni regionali con un consenso che non si prevede molto alto, al punto che è a rischio la sua rielezione. Dall’altro però la sua mossa potrebbe farla risalire in sella con tutti gli onori di una vera “paladina del Movimento” a seconda di chi sarà il nuovo capo politico dei 5stelle.

Molti infatti sospettano che la vera ragione del rinvio “dell’elezione” del nuovo capo, non abbia tanto a che vedere con l’emergenza Covid ma piuttosto con la possibile incoronazione di Alessandro Di Battista. Per molti avere lui al comando potrebbe significare una possibile caduta prematura del governo o comunque una forte destabilizzazione.

Di Battista e la Salvatore

E, tornando alla Liguria, come interpreterebbe Di Battista la mossa della Salvatore? Probabilmente non come un tradimento. Anzi, la Salvatore potrebbe dimostrarsi una delle poche “eroine” pronte a sacrificare poltrone e soldi – messaggio originale dei 5stelle – pur di rimanere ancorata ai principi cardine del Movimento. A quel punto la sua attuale posizione di fragilità potrebbe diventare invece una posizione di forza, forse anche a livello nazionale.

La scommessa l’ha fatta. Nei prossimi mesi si scoprirà se l’ha vinta.