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La Memoria Infinita la complessità dell’Alzheimer

Dolore e amore, protagonisti della stessa storia

La memoria infinita: due anziani
Ph. B. Werner

La Memoria Infinita

La Memoria Infinita è un film documentario cileno uscito nel gennaio 2023, scritto e diretto dalla regista Maite Alberdi. Il film ha già collezionato diversi premi e nomination, tra cui il Premio Goya come miglior film iberoamericano e la nomination agli Oscar 2024 come miglior documentario.

La Memoria Infinita è un racconto commovente che ci mostra la complessità dell’Alzheimer affrontata dal punto di vista dei familiari e dei parenti e amici più cari, con avvenimenti che ci fanno intuire il drammatico “sentire” della persona affetta da questa terribile malattia. È un racconto in cui è presente anche una storia d’amore, che ci coinvolge e mostra una immagine un po’ più romantica e dolce rispetto a una realtà così dura e cruda.

La storia di Augusto e Paulina

È la storia di Augusto e Paulina, una coppia che ha una relazione lunga 25 anni e che negli ultimi 9 si è vista bruscamente inghiottita in un confronto impari con l’Alzheimer che ha colpito in una lenta sofferenza Augusto. Il film mostra il dramma della malattia per chi la subisce e la complessità per chi è costretto ad affrontarla giorno dopo giorno.

La trama ci rivela la difficoltà a percorrere un sentiero da cui si sa che non c’è uscita, la speranza esiste solo come espressione del desiderio di una migliore convivenza con questa malattia il cui finale non concede scampo. L’Alzheimer ci sembra ormai una patologia conosciuta, ogni giorno ne sappiamo di più, gli studi dimostrano la sua espansione, oggi la scienza permette di diagnosticarla in fase precoce ma le speranze di una cura sono solo intraviste a distanza, ancora lontane per ora.

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Riflessioni e considerazioni

La Memoria Infinita ci invita a riflettere, a prendere coscienza degli effetti dell’Alzheimer, una malattia drammatica che colpisce la persona malata in diversi ambiti. La salute fisica da un lato e dall’altro l’esposizione lenta e inesorabile a una presa di coscienza che si appalesa sempre di più in ogni cosa che accade e in ogni sguardo che colpisce nei momenti sempre meno probabili di lucidità il malato che senza dubbio si rende conto di perdere ogni giorno uno dei valori più preziosi dell’essere umano, la dignità.

Anche la “sindrome di burden” che attacca il caraviger è un tema importante, le persone che si occupano di accudire e contenere il malato di Alzheimer sono esposte a situazioni cariche di stress, ansia, depressione e irritabilità, anche loro hanno bisogno di attenzione.

Il mio parere personale

Come cileno, sono felice di vedere il successo di questo documentario, non solo per il suo valore cinematografico, ma perché permette di dare visibilità a una malattia che richiede un’attenzione particolare, una malattia che consuma ogni famiglia colpita e che la sottopone a lunghi processi di angoscia.

Personalmente, mi prendo cura e accompagno mia madre, affetta da demenza senile, una malattia irreversibile per la quale non c’è cura. È una situazione difficile per tutti i sentimenti che coinvolge. L’amore è un buon palliativo per affrontare al meglio questo scenario difficile, nell’amore ci sosteniamo, proprio come ha fatto Paulina con Augusto.

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