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La “doppia alba” di Lepenski Vir. Tra credenze e sculture di 9000 anni

Lepenski Vir - Figura l'Antenato
Scultura dalla struttura 37 di Lepenski Vir chiamato “L’antenato” (foto delle Collezioni del National Museum in Belgrade, su sua diretta e specifica concessione)

Lepenski Vir un altro luogo del pianeta, dove scopriremo segreti e reperti archeologici straordinari. Credenze ancestrali abbinate a sculture datate 9.000 anni, che dimorano nell’abbraccio particolare del sole attraverso una “doppia alba”. Dopo che abbiamo già visitato i “tre posti al mondo dove non sorge mai il sole”.

Il Danubio attraversa le Porte di Ferro verso Lepenski Vir

Nel nostro percorso attraverso siti archeologici e oggetti antichi che se potessero parlare ci racconterebbero molte cose che ancora non sappiamo, facciamo un bel balzo dalla Penisola Iberica dove abbiamo visto la Grotta di Maltravieso e le cavità carsiche di Atapuerca, per spostarci nell’affascinante territorio della Serbia orientale. Qui il Danubio abbandona la Grande Pianura Ungherese. Attraversa una lunga serie di gole dove i Carpazi incontrano i Balcani, e si apre la strada verso la Romania e la pianura dell’Oltenia. Queste gole strette e suggestive sono note come le Porte di Ferro: immaginiamoci le Colonne dei Re (Argonath) de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien e ne avremo una vaga idea.

Lepenski Vir conserva resti straordinari

Nel 1964 iniziarono i lavori per la diga che attualmente sbarra il corso del Danubio tra Serbia e Romania, trasformando dal 1972 il fiume oltre Belgrado in una lunga riserva d’acqua. Vennero eseguiti per l’occasione ricognizioni e scavi archeologici nelle parti risultate sommerse. Nel 1965 individuarono a Lepenski Vir, a 130 km. a est di Belgrado, i resti di qualcosa di straordinario: un insediamento sulla sponda destra del Danubio costituito da tombe, abitazioni e da decine di piccoli santuari con base in pietra a pianta trapezoidale.

Lepenski Vir - Scavi
Scavi di Lepenski Vir nel 1968 condotti dal prof. Dragoslav Srejović dell’Università di Belgrado (foto delle Collezioni del National Museum in Belgrade, su sua diretta e specifica concessione)

Siamo di fronte ad uno dei più antichi insediamenti stabili all’aperto d’ Europa, in quanto i suoi tre periodi di occupazione vanno dal momento immediatamente dopo la fine dell’ultima glaciazione (circa 9.500 anni a.C.) fino all’arrivo del Neolitico (circa 5.500 anno a.C.).

Un villaggio, ma anche un santuario fluviale

Non si tratta però di un semplice villaggio, ma anche di un santuario fluviale. Infatti le strutture a forma di trapezio si sono rivelate, durante gli scavi durati dal 1965 al 1971, dei veri e propri tempietti. Al loro interno ossa di svariati tipi di animale con particolari segni di macellazione e pietre definite come “altari sacrificali” sembrano indicare sacrifici di cervi, cani, bovini e cinghiali tra gli altri.

Ma non è tutto. Associati a molti di questi piccoli tempietti appaiono decine di grandi ciottoli di fiume scolpiti (arrivando fino a 60 cm. di altezza) tanto da farne le più grandi sculture conosciute al mondo per quell’epoca. Furono realizzate con maestria attorno al 7.000 a.C. Alcune con semplici segni geometrici altre con sembianze umane: queste hanno una straordinaria espressività, data anche dalla bocca che si avvicina più a quella di un pesce che non a quella di un uomo. Proprio per questo particolare, e per la prossimità del sito al Danubio, vennero interpretate come rappresentazione di divinità legate al mondo fluviale.

Lepenski Vir - La Sirena
Scultura dalla struttura 43 di Lepenski Vir chiamato “La sirena” foto delle Collezioni del National Museum in Belgrade, su sua diretta e specifica concessione)

La doppia alba di Lepenski Vir

Lepenski Vir ha infine un’altra grande caratteristica. Studi di archeoastronomia sembrano indicare che durante il solstizio d’estate vi si verifichi il fenomeno della “doppia alba”: il sole appare per poi scomparire per 4 minuti dietro uno sperone roccioso dalla parte opposta del Danubio, e infine riapparire nuovamente. Anche l’orientamento dei tempietti trapezoidali ha un suo senso in relazione alle diverse posizioni del sole nelle stagioni.

Siamo quindi di fronte al primo sito in Europa legato all’osservazione del cielo, millenni prima dello sviluppo del megalitismo, oggi sommerso dal Danubio. L’intero complesso fu letteralmente traslato nella parte asciutta sovrastante l’originale, dove oggi lo si può visitare in una struttura all’avanguardia.

Ma quali saranno stati i rituali fatti nei piccoli templi trapezoidali? Quali i nomi dati a queste divinità scolpite nei grossi ciottoli? E ancora: quale sarà stato il motivo dell’abbandono di questo grande villaggio-santuario fluviale all’ alba del periodo Neolitico? Se Lepenski Vir e le sue sculture potessero parlare, ce lo direbbero…