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La danza in Italia ha bisogno di aiuto e deve fare meglio

La danza, una delle arti più perfette ed emozionanti nel “contenitore” della bellezza è evidentemente in crisi è ha bisogno di aiuto. C’è carenza di cultura da parte di chi dirige, ma anche mancanza di impegno da parte dei protagonisti attori. Dei politici e della politica e di quello che potrebbe fare, stendiamo un pietoso velo sopra. Come sempre …

Danza - Capodanno Venezia
Concerto di Capodanno a Venezia

Non capisco nulla di Danza

Invitato alla Camera dei Deputati il dicembre scorso Roberto Bolle ha difeso così la danza che ha praticato da quando aveva 12 anni e che, come sappiamo tutti, gli ha reso grande notorietà: “La Danza italiana viene costantemente avvilita, trattata come la Cenerentola delle arti, con Opera lirica e musica sinfonica nel ruolo delle sorelle privilegiate, cui sono riservate le attenzioni e le cure delle Fondazioni. Molti sovrintendenti amano l’opera, amano la musica. Al contrario molto raramente conoscono e apprezzano la danza. La frase più comune che si sente dire è ‘Non capisco nulla di Danza’. E una risposta sta proprio lì: il Balletto è vittima dell’ignoranza di chi, per il ruolo che ricopre, dovrebbe proteggerlo, promuoverlo e valorizzarlo”.

Roberto Bolle ha centrato il problema

Più o meno la stessa cosa è quanto ha pronunciato l’etoile alla fine del suo spettacolo televisivo “Danza con me” . Da 5 anni entra nelle case degli italiani riscuotendo gran successo su RAI 1 ogni primo dell’anno in prima serata. A parte il fatto che il Signor Bolle poteva svegliarsi prima nel puntare il dito sull’indiscusso problema in cui verte la danza italiana, bisogna però spezzare una lancia in suo favore. Ha centrato in pieno il motivo per cui nel nostro paese la danza non funziona. Grande incompetenza di chi gestisce gli enti lirici e naturalmente dei politici che si occupano di cultura.

La fotografia della situazione in Italia proprio su RAI Cultura

Danza - Sull'essere angeli
Sull’essere angeli

Ed esempi lampanti li abbiamo avuti proprio in questi giorni. RAI Cultura una sera ha trasmesso insieme alla nuova produzione di Pagliacci firmata da Christian Taraborrelli con i video di Luca Attilii anche il balletto Sull’essere angeli, la nuova creazione prodotta dal Teatro Carlo Felice e rappresentata in prima assoluta. Regia, coreografia, scene, costumi e le luci di Virgilio Sieni.  Sul grande palcoscenico praticamente vuoto del teatro genovese abbiamo sentito il rumore dei passi che ha accompagnato l’ingresso del flautista Mario Caroli. Colui per il quale Francesco Filidei ha scritto il brano musicale. E su queste note rarefatte che ha danzato Claudia Catarzi. La ballerina della Compagnia di Virgilio Sieni ha cercato di elaborare un materiale umanamente doloroso come il suicidio di una fotografa americana morta nel 1981 ad appena 23 anni.

Si è venuti a conoscenza che il titolo della coreografia deriva da On being an angel, la raccolta di fotografie scattate da Francesca Woodman, ma se non avessimo saputo questo, nulla di quanto si è visto fa risalire al senso. Indubbiamente la ricerca sperimentata da Sieni voleva andare nell’interazione flauto-gesto. Ma le suggestioni evocate dalle linee orizzontali e verticali che si alternano nella scarna scenografia potevano avere le più svariate letture. Perchè nulla era chiaro e, cosa ancor più grave, nulla era emozionante. Viene da chiedersi se la produzione del teatro abbia comprato il prodotto di Sieni a scatola chiusa oppure abbia apprezzato il lavoro di Sieni in corso d’opera. Se è così siamo messi male e dobbiamo dare ragione a Roberto Bolle.

Il Concerto di Capodanno al Teatro alla Fenice

Ma a Bolle dobbiamo dare nuovamente ragione se esaminiamo un’altro spettacolo RAI, sicuramente più importante di quello appena menzionato, ovvero il recentissimo Concerto di Capodanno registrato al Teatro alla Fenice. Qui protagonista della danza era la compagnia Aterballetto. L’unico centro di produzione di danza contemporanea con soci fondatori di natura totalmente pubblica su cui dai lontani anni’70 investono Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Reggio Emilia. È importante sottolineare questo fatto perchè la compagnia dovrebbe sentirsi responsabile dei prodotti che presenta agli spettatori, che siano di teatro o di tv. Quello che si è visto la mattina del primo gennaio 2022, non era assolutamente all’altezza della situazione.

Che confusione si può fare meglio

Certamente Aterballetto degli anni 2000 non vanta più i nomi di Vittorio Biagi, Amedeo Amodio e Mauro Bigonzetti, ma nel panorama italiano ci sarà senz’altro qualche coreografo in grado di conoscere e comprendere a fondo Verdi. Tanto da poterci costruire una coreografia rispettosa della sua musica più di quanto abbia fatto Diego Tortelli! I danzatori della compagnia di reggio Emilia sembravano aver costruito la coreografia in una sorta di istallazione neutra, in cui nessuno si è curato di tener conto del sincrono necessario fra l’orchestra dal vivo e le danze registrate altrove. Cosa assai grave in quanto il risultato è stato pessimo.

Danza - costumi Max Mara
Costumi firmati Max Mara

Aggravato anche dai costumi sgargianti e astratti firmati Max Mara, più accappatoi che abiti teatrali. Ed allora come non rimpiangere walzer, polke, quadriglie e galop del concerto concorrente di Vienna. Evviva quel programma che pur essendo “sempre lo stesso” (come sostenuto da molti) è anche capace di regalarci sempre meraviglia e buon gusto. 

La danza in Italia ha bisogno di aiuto, certo, ma prima di tutto deve cambiare lei.