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La Beata Toscana. Una ragazza di campagna del ‘400

Beata Toscana - ragazza misteriosa
Misteriosa fanciulla – By D.Mark

La Beata Toscana. Come commentare e recensire storie, documenti, libri, scritti di ogni genere e di ogni epoca. Dalla fantascienza, alle praterie del West, alla ragazza del ‘400. Il fascino della scrittura sorprende e ci arricchisce. Sempre.

Toscana Gualtieri

Nei dintorni di un santuario immerso nella campagna silenziosa della provincia cremonese ancora si racconta una leggenda dal sapore nostalgico che affonda le sue radici nel pieno XV secolo. Νel santuario dedicato alla Madonna della Fontana, alle porte di Casalmaggiore, tutti hanno sentito parlare di Toscana Gualtieri, delle cui misteriose vicende si conserva fortunatamente ricordo anche in un inedito manoscritto conservato presso la Biblioteca comunale di Viadana.

Toscana proveniva da una famiglia ricca ed influente di origine fiorentina dal passato turbolento. Suo nonno era fuggito dalle proprie terre in seguito ad un violento delitto e i Gualtieri si erano infine rifugiati a Casalmaggiore, luogo tranquillo e placidamente adagiato sulle sponde del Po, lontano dagli intrighi di palazzo e dalla vita cittadina.

Una ragazza misteriosa

Il documento che riporta queste tragiche circostanze, redatto dal padre servita Luigi Avigni, racconta anche di come Toscana avesse deciso, ancora giovanissima, di prendere il velo nel convento delle Mantellate di Sabbioneta, dedicandosi alla vita eremitica per i boschi della zona, a stretto contatto con la natura del luogo. Poco distante da quei boschi, in una vasta radura illuminata dalla luce del sole, si trovava una fonte alla quale la tradizione attribuiva poteri miracolosi. Proprio qui terminò il peregrinare di Toscana, che decise di diventarne la custode vivente.

La ragazza si rinchiuse così fino alla morte in una piccola cella a ridosso di quell’acqua zampillante. “Quivi rinchiusa, col voto di non abbandonare più quel santo luogo, conduceva vita di penitenza, vivendo delle elemosine, che i viandanti le offrivano, introducendole nella cella, mediante il giro di una ruota che comunicava col di fuori”.

La fama di questa giovane donna misteriosa, che nessuno aveva mai visto in volto, si diffuse per le campagne tra la gente. Presto iniziò a venerarla, attribuendole numerosi miracoli, soprattutto guarigioni dalla febbre quartana, che a quel tempo imperversava nella zona. Toscana divenne una sorta di santa viva, andando ad arricchire quella schiera di donne considerate toccate dal Cielo, a cui la devozione popolare si rivolgeva nei momenti di difficoltà.

La Beata Toscana

Venne infatti chiamata Beata fino ai giorni nostri sebbene non vi sia stato alcun processo canonico a riguardo. Quando Toscana morì fu sepolta accanto all’immagine della Madonna, alla quale era stata tanto devota in vita. E’ presente ancora oggi un’immagine che la ritrarrebbe su una parete del Santuario. Le sue ossa vennero poi riesumate nel Seicento per volere del padre maestro Arcangelo Giano Fiorentino e ricomposte in un’urna sepolta in un luogo sconosciuto all’interno della chiesa.

Secondo la leggenda, come in un racconto di Gabriel Garcia Marquez, quando Toscana venne riesumata il suo corpo si presentava ancora intatto. Con lunghissimi capelli biondi ad incorniciarle un viso dai lineamenti delicati. Nei secoli molti hanno cercato di individuare il luogo esatto di sepoltura della Beata Toscana. Un’indagine sulle fondamenta dell’abside ha riportato alla luce un ambiente del XV secolo che potrebbe ricollegarsi proprio al romitorio della religiosa.