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Kast e Milei: destre gemelle, ricette opposte – Cile e Argentina a confronto


Cile e Argentina: la destra latinoamericana avanza con anime gemelle, ma ricette diverse

Kast e Milei destre gemelle … diverse!

Dal punto di vista europeo, la situazione appare semplice: Cile e Argentina hanno governi di destra che promettono crescita, ordine fiscale e riattivazione degli investimenti. Tuttavia, dietro un’etichetta politica comune si celano due economie profondamente diverse e un antico problema di confine che sembra riemergere.

Il Cile, governato dal repubblicano José Antonio Kast, entra in questo nuovo ciclo politico con istituzioni economiche considerate più prevedibili: una banca centrale credibile, un’inflazione generalmente più controllata e un migliore accesso ai mercati internazionali. L’Argentina, al contrario, continua ad affrontare anni di alta inflazione, sfiducia monetaria e squilibri fiscali persistenti.

Entrambi i paesi condividono, sì, una caratteristica chiave: dipendono fortemente dall’esportazione di materie prime. Il Cile guarda al rame e al litio; l’Argentina ai cereali, all’energia e anche al litio. Quando la Cina rallenta o i prezzi globali cambiano, sia Santiago che Buenos Aires lo sentono immediatamente.

Punto di partenza diverso

La vera differenza nel modello emerge dal punto di partenza. In Cile, un governo di destra si concentra tipicamente su crescita, sicurezza pubblica, semplificazione regolatoria e attrazione di capitali. In Argentina, la priorità è più urgente: fermare l’inflazione, ricostruire la moneta e recuperare la fiducia nei conti pubblici.

Per questo, parlare di “svolta a destra” come se fosse lo stesso fenomeno può essere fuorviante. In Cile, il dibattito verte su come accelerare un’economia relativamente ordinata. In Argentina, su come stabilizzare un sistema colpito da anni di crisi.

Anche il costo sociale delle riforme è diverso. In Argentina, i tagli alla spesa pubblica e gli aggiustamenti anti-inflazionari colpiscono rapidamente il potere d’acquisto. In Cile, la discussione si concentra più spesso su pensioni, sicurezza sociale e distribuzione della crescita.

Tensione diplomatica

Tuttavia, la sintonia politica ed economica tra i due paesi potrebbe essere offuscata da recenti tensioni diplomatiche. Le dichiarazioni del contrammiraglio argentino Hernán Montero, che ha messo in discussione la sovranità cilena sullo Stretto di Magellano, hanno riaperto un tema storicamente sensibile tra Santiago e Buenos Aires. A ciò si è aggiunta la controversia generata quando la ministra Patricia Bullrich– secondo varie critiche pubbliche – ha evitato in un primo momento di affermare con totale chiarezza l’appartenenza cilena del territorio, provocando critiche politiche e mediatiche.

José Santelices, giornalista e analista politico, assicura che “il contrammiraglio esagera e dovrebbe limitarsi a questioni di sua competenza; deve attenersi strettamente all’Armada argentina e non alla politica estera del suo paese. Penso che una dichiarazione del genere sia grave perché proviene da una persona incapace di capire che la sovranità cilena sullo Stretto di Magellano è indiscutibile e tale è stata storicamente“.

Il risultato è una paradossale situazione sudamericana: due governi della stessa famiglia politica, ma con missioni economiche quasi opposte e una relazione bilaterale che, nonostante l’affinità ideologica, non è esente da frizioni strategiche.

Pubblicato il: 24 Aprile 2026
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