Globe Today’s

Notizie quotidiane internazionali

Introd borgo invisibile. Gioiello tra i monti de la Vallée





Introd nel cuore delle montagne

Introd è un piccolo borgo della Valle d’Aosta, poco conosciuto. Eppure dentro i suoi confini c’è un mondo di natura, tradizioni, memorie storiche, che ne fanno un gioiello incastonato tra le montagne. Come nelle favole c’è un castello, e come tutti i castelli racchiude tanti piccoli segreti. Globe Today’s andrà a esplorarne qualcuno a cominciare da quello di Introd.

La Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta, terra di confine a nord ovest dell’Italia, è la sede naturale del “Re delle Alpi”, Il maestoso Monte Bianco.  Le vette più alte, conosciute, visitate e percorse d’Europa sono qui. Ma non è solo un luogo per amanti delle altezze, per sciare sulle piste riprese nei film natalizi in stile “cine-panettone” durante la “settimana bianca”. È anche un luogo perfetto per gli sportivi, racchiuso in un ambiente naturale ricco di alberi e paesaggi da cartolina. La Valle d’Aosta, però, piccola e raccolta in un angolo d’Italia è ancora di più! All’interno della regione troviamo molte curiosità per chi è in cerca di autenticità, di equilibrio tra tradizione e folclore. Di rispetto per la natura e di testimonianze e memoria della storia.

Oggi andiamo a Introd

Oggi andiamo a Introd. Recentemente bandiera arancione del Touring Club Italiano. Percorrendo la statale che da Aosta si collega a Courmayeur e dopo aver fatto una breve deviazione verso Villeneuve, salendo di poche curve ci imbattiamo già in qualcosa di particolare. Un antico ponte-capolavoro, “lo pon noun”, con un arco che nei suoi vertiginosi 80 metri di salto ci dà il benvenuto nel borgo d’Introd.

Introd - Ponte veccchio
Il ponte

Letteralmente Introd è “entre eaux”, per i due corsi d’acqua, la Dora di Rhêmes e il torrente Savara che qui si incontrano.

Veduta del borgo

Il paese a 880 metri d’altezza è stato recentemente inserito nelle eccellenze dei borghi italiani. Il merito è attribuito agli abitanti, abili nel gestire e organizzare il paese, alle strutture ricettive adeguate nell’accogliere i turisti e anche all’impegno per la ricerca della sostenibilità ambientale e tutela del patrimonio artistico-culturale.

Da evidenziare anche l’attento lavoro di Fondation Grand Paradis che custodisce e valorizza alcuni siti di interesse naturalistico-culturale, sotto un’unica bandiera che identifica il Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Il Castello

Dopo aver sorpassato lo stretto ponte al di là del viale alberato, troneggia il secolare castello di Introd, visitabile in estate.

Introd - esterno del castello
Esterno del castello – By Archivio Fondation Grand Paradis

Oggi in seguito ai numerosi rifacimenti si presenta con una forma poligonale e quasi arrotondata che lo distingue per le sue geometrie, da tutti gli altri numerosi castelli che costeggiano la valle. Come molte fortezze, dalla sua sommità, dopo un’ottantina circa di gradoni, dall’antica torre si può godere di una splendida vista che ripaga la fatica dell’ascesa. Tutto è in linea con il pensiero medievale di materia, forma e ordine. 

Leggi anche:  Arnad nel piccolo borgo c’è tutto dalla storia alla bellezza
Un altra veduta del castello – By Archivio Fondation Grand Paradis

L’impronta dell’edifico è per volere del signore Pierre Sarriod d’Introd, nella seconda metà del XIII secolo. I rimaneggiamenti del Novecento dovuti a seguito di alcuni incendi, donano oggi alla proprietà privata dei conti Caracciolo di Brienza, un mix particolare, che è destinato a essere ammirato con occhi curiosi.  Il castello è anche cornice di incontri e eventi estivi, a ritmo di musica, danza e teatro che si svolgono nel suo cortile.

Davvero da ammirare anche il parco che circonda il castello , difronte al quale , si affaccia “la cascina Ola”, una magnifica struttura. Uno dei rari esempi ancora esistenti di costruzioni interamente in legno del basso Medioevo valdostano.

Introd - Esterno cascina Ola
La cascina Ola – By Archivio Fondation Grand Paradis

Maison Bruil d’Introd

La dedizione alla coltura dei prodotti del luogo, all’artigianato e ai suoi metodi millenari, è oggi rivelata in un’esposizione di oggetti, racconti e tecniche di conservazione/trasformazione dei cibi, all’interno di Maison Bruil d’Introd.

L’interno della cascina – By Archivio Fondation Grand Paradis

Maison Bruil, non è solo museo etnografico, è anche dimora di un passato che si rinnova con un concept store che nel suo e-commerce che fa il giro del web col nome di “Tascapan”, consente di scoprire le eccellenze di questa regione. Vini della viticoltura eroica, liquori, formaggi d’alpeggio, salumi d’alta quota, miele, lumache, biscotti, succhi di frutta, prodotti officinali e oggetti di artigianato. Si può trovare di tutto qui.

Un po’ di storia di Introd

Le storie a Introd si legano anche a noti personaggi religiosi. Possiamo infatti, attraverso semplici percorsi di trekking, arrivare a les Combes, frazione d’Introd, piccola località amata dal Pontefice Giovanni Paolo II. Così come il suo successore, Benedetto XVI, entrambi hanno soggiornato e unito in preghiera tra questi pendii, sia gli abitanti della zona che folle di fedeli devoti. In questo luogo di pace, raccoglimento e natura è nato il Maison Musée Jean-Paul II, visitabile durante il periodo estivo.

Piacevoli sorprese anche per i più piccoli : Il Parc Animalier d’Introd. Alla vista di stambecchi, marmotte, volpi e caprioli nel loro habitat naturale si scatenerà, ne siamo certi, anche nei più grandi, la voglia di scattare qualche fotografia a ricordo di questo viaggio. Viaggio, scoperta, riscoperta e ricerca di un passato “vero e non ipotetico” in un borgo “invisibile” solo al viaggiatore distratto. Ma al suo interno esiste un passato che non sapevamo (più) di possedere.

Introd - Valentina Boano
Valentina Boano

Valentina Boano è una guida turistica abilitata, iscritta all’albo dal 2012. Laureata in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Torino. Esperta in eventi culturali-artistici e meeting. Parla correttamente la lingua Inglese.  La sua frase ricorrente è. “Un assaggio di vino invecchiato nelle cantine della Valle d’Aosta mi mette di buon umore, così come una forchettata di ravioli del plin delle mie origini.”