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Insegnare in Liguria oggi: “il coraggio della cura”

Al rientro dalla partecipazione al Congresso Nazionale del Comparto Scuola dell’Organizzazione Sindacale in cui mi hanno eletta tre mesi fa Segretaria Generale per la Liguria, desidero riportare le considerazioni che ritengo più significative e potenzialmente condivisibili del mio intervento, che ho cercato di connotare con il richiamo all’assunzione di responsabilità dell’azione educativa nel presente, sempre orientata alla costruzione delle basi per il futuro delle nuove generazioni.

Liguiria  - donna sospesa
Ci vuole coraggio per trovare la cura

Liguria terra di dialogo e incontro

La Liguria, da sempre terra di dialogo e incontro, del dialogo rappresenta, anche nella morfologia territoriale, la fragilità, che esige quella costante manutenzione della cura e della continua ricerca del confronto, tra idee, persone e consuetudini, che a scuola diventa costruzione di un modello di convivenza democratica. È un modello insidiato, anche nella mia regione, dall’aumento della povertà.

Una povertà che si presenta come un quadro cubista, con aspetti sovrapposti e intersecati: la povertà relativa del lavoro – dovuta a stipendi inadeguati, precarietà e part time involontario, affitti insostenibili, mancato riconoscimento professionale nella percezione sociale – che insidia il sentimento d’appartenenza e può indurre ad una percezione di transitorietà su cui diventa difficile investire in termini identitari; la povertà educativa, che incrocia prevalentemente lo svantaggio socioeconomico, ma è anche legata a carenze relazionali, e al disagio multifattoriale in cui vivono gli educatori e in generale gli adulti di riferimento.  

Si aggrava così il “male di vivere”, in una condizione di un malessere che per fortuna non sempre arriva al conflitto, ma sedimenta rancori e divisioni sociali, in una cornice di cedimento valoriale tra cittadini e istituzioni, cui purtroppo non si sottraggono le scuole, dove è in aumento l’aggressività verbale e talvolta anche fisica da parte delle famiglie degli studenti e tra gli studenti stessi, anche con esiti autolesionistici. Sono problematiche che non possono essere risanate da un’azione educativa al rispetto derivato solo dal senso del limite e della punizione, alla tolleranza e non alla reciprocità.

Medie di natalità

Il tasso di natalità in Liguria è un punto e mezzo sotto la già preoccupante media nazionale e purtroppo sono proprio gli studenti stranieri, soprattutto nel passaggio tra la scuola secondaria di primo e secondo grado, a rischio di dispersione scolastica, in questa terra in cui proprio i giovani con background immigratorio sarebbero chiamati a compensare la denatalità locale e che invece spesso non trovano nel territorio di accoglienza un luogo definitivo d’arrivo o comunque di lunga permanenza. La centralità della scuola viene sovente citata da politici, pedagogisti, sociologi, soprattutto a commento di episodi di violenza o di degrado, aumentando così le attese della società, dei genitori degli alunni, del personale scolastico; tuttavia, non sempre si avverte una vera e propria mobilitazione di coscienze, decisioni, programmi, tali da tradurre la visione di una scuola centrale nel tessuto sociale in concrete azioni politiche e amministrative.

Il momento che decide se amiamo abbastanza il mondo

E allora è irrinunciabile, urgente, che lIstituzione scolastica sia forse meno citata ma più supportata come centro di inclusione – linguistica, sociale, culturale – e presidio sociale, che richiede quel prestigio sociale che passa anche dal contratto di lavoro del personale scolastico e arriva alla gratificazione professionale.  Se vogliamo davvero “non multa sed multum”, ovvero la prevalenza dell’approfondimento sulla quantità, come indicato nelle nuove Indicazioni Nazionali, è fondamentale che ai genitori dei nostri studenti arrivi l’opportunità di un rilancio dell’alleanza tra la scuola e le famiglie, attraverso non solo il rinnovo degli organi collegiali ma della relazione: educativa, interprofessionale, di rappresentanza dei diritti sindacali, interpersonale, sociale.

Tra pochi giorni, come i Dirigenti Scolastici di tutte le Scuole con Docenti neo assunti, riunirò il Comitato di Valutazione e, come ogni anno, cercherò di condividere il concetto di un’educazione che, secondo le magnifiche parole di Hannah Arendt, è “il momento che decide se amiamo abbastanza il mondo da assumerne la responsabilità”: una sfida che dobbiamo vincere.

Pubblicato il: 13 Giugno 2025
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