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Inconscio, subconscio e memoria. Siamo una sorta di iceberg

Inconscio: iceberg
Siamo come un iceberg

L’inconscio cos’è? Spesso ci appare difficile da capire e da spiegare. Il Dottor Renato Camilli ci illustrerà con dei semplici esempi il significato di inconscio, subconscio e del complesso emozionale che ruota intorno a questo aggettivo.

L’inconscio

Quando si fa riferimento all’inconscio viene sempre in mente Freud e la psicoanalisi. A tal proposito una delle rappresentazioni più utilizzate metaforicamente e a mio avviso maggiormente calzanti, è quella di un Iceberg dove solo la punta visibile (il 10% circa) è al di sopra della superficie mentre il restante volume è sommerso. Osservando dalla cima non ci si rende effettivamente conto del fatto che la maggior parte dell’intera massa è sommersa. Immaginare che la punta dell’iceberg sia la parte conscia e che tutto il resto sotto la superficie rappresenti per l’appunto il subconscio e l’inconscio rende bene l’idea.

La differenza tra subconscio e inconscio

L’inconscio

Per comprendere meglio la differenza tra Subconscio e Inconscio si potrebbe proseguire con la metafora affermando che se si osserva il pelo dell’acqua vedremmo a seconda del momento, in base al vento, alle maree ecc. parti che in determinati momenti riaffiorano e si rendono visibili. Il pelo dell’acqua è il confine che sta tra il conscio e inconscio e a seconda delle condizioni “atmosferiche” quello che mano mano riaffiora rappresenta il subconscio. Pensiamo troppo spesso che la ragione, la parte conscia, prenda decisioni sensate e razionali ma in realtà l’inconscio è molto più vasto della coscienza.

Se pensiamo a come abbiamo preso le decisioni più importanti della nostra vita e ci riflettiamo bene, ci accorgiamo che molto spesso alla base della scelta non vi era il ragionamento, ma un insieme di emozioni, intuizioni impulsi e che la parte conscia non ha fatto altro che renderle logiche con una sorta di giustificazione retrospettiva. L’inconscio, con l’avvento delle neuroscienze, è passato dal non esser identificato se non solo nella sua funzione, ad una identificazione specifica nel substrato fisico.

Le memorie nascoste

Oggi si parla spesso di sistema limbico, amigdala, emisfero destro e altre zone funzionali del cervello, ma quello che mi preme specificare è che al di fuori dell’allocazione, nell’inconscio sono racchiuse non solo le memorie sotterranee dimenticate per esigenze di rimozione (di freudiana memoria) ma anche e soprattutto quelle memorie infantili che si sono sviluppate nel periodo da 0 a 2 anni dove la struttura dell’ippocampo non era ancora matura. Queste memorie non avendo avuto modo di accedere ad una registrazione esplicita (la famosa memoria episodica che ci racconta il “chi siamo”) sono oscurate ai nostri ricordi ma allo stesso tempo sono alla base della maggior parte dei nostri comportamenti e automatismi. In epoca precoce la memoria rimane inconsciamente “pura”, non può avvenire alcuna rimozione, proprio per l’assenza della “narrazione interiore” che è funzione principe dell’ippocampo.

Memoria fatta di sensazioni ed emozioni

Sotto ai 2 anni ogni esperienza è immagazzinata in una memoria fatta di sensazioni ed emozioni piuttosto che di parole. Le tracce mnesiche depositate nella memoria implicita, non possono essere rimosse, e costituiscono la struttura portante del carattere e della personalità di un individuo. Queste continueranno di conseguenza a condizionare il vissuto per sempre. È un punto cruciale perché in questo lasso di tempo che va da 0 a 2 anni oltre all’apprendimento di abilità motorie e sensoriali si svilupperanno anche quei pattern emotivi che saranno attivati nei contesti relazionali futuri dell’adulto.

Il “Cervello Emotivo”

Inconsci: emozioni
Le emozioni

Il cattivo funzionamento dell’inconscio o più propriamente del “Cervello Emotivo” visto il substrato fisico che lo determina, può facilmente condurre a disturbi di natura organica e psichica. Nella maggior parte dei casi questo dipende soprattutto da esperienze dolorose vissute e reiterate nel passato che saranno tanto più gravi quanto più precocemente verificatesi. Sappiamo bene che le reti neurali e quindi i comportamenti che diventano automatici ed inconsci nascono da un ripetersi di scambio di impulsi tra neuroni che rendono quella particolare strada (fenomeno del kindling) più agevole. È come quando in un bosco tutti seguono un tracciato già battuto.

Questo non farà altro che alimentarsi con i successivi passaggi rimanendo “pulito”. Difficilmente qualcuno percorrerà una nuova strada da battere (se non c’è una particolare esigenza) per arrivare nello stesso punto. Questa rete neurale si va strutturando in tenera età in base a come i genitori o i caregiver rispondono alle nostre esigenze.  In questo periodo tutto è vissuto attraverso sensazioni e non parole. Ogni scambio emotivo con i nostri genitori influenzerà la struttura del nostro cervello. In questo periodo il bambino sa già esprimere le emozioni di base: rabbia, sorpresa, gioia, tristezza, disgusto e paura. Ora tutto dipenderà da come esse vengono accolte dal genitore.

Gli studi di Darwin e di Ekman

Come sappiamo dagli studi di Darwin e successivamente di Ekman, le emozioni sono eventi fisiologici universali. Queste hanno delle specifiche configurazioni che poi si riflettono anche nelle nostre espressioni tant’è che popolazioni differenti con culture differenti esprimono tali stati nella stessa identica maniera perché esse parlano un “linguaggio oltre le parole” e guidano le nostre risposte ed i nostri comportamenti più del nostro pensiero razionale. Se i caregiver (spesso i genitori) riusciranno a rispondere con sufficiente competenza emotiva, i bambini potranno fare altrettanto.

Diverso è se la risposta non sarà adeguata. I comportamenti di risposta del genitore verranno sempre presi in carico dal sistema “bambino”, il quale non potrà che strutturare il modo di reagire e rispondere a sua volta con la modalità accettata dall’adulto. Queste modalità diverranno un circuito neuronale di riferimento e saranno le vie che si struttureranno in maniera inconscia al fine di cercare di mantenere il contatto sempre e comunque con la figura di accudimento.

Il malessere che “non si sa spiegare”

Non parlerò di rimozione e meccanismi di difesa troppo nello specifico, anche se indubbiamente importati per questo argomento, perché il loro funzionamento è sicuramente più conosciuto al lettore, mi basterà dire che spesso le emozioni e i vissuti non accettati sono nascosti e bloccati e che questi, se non espressi, non faranno altro che creare quel malessere psichico che la persona percepisce di avere ma che non sa spiegarsi. Diversamente da Freud che in analisi cercava di far uscire il rimosso al fine di darne una spiegazione al paziente, “parlando in questo modo a un mondo privo di parole”, l’intervento più efficace sarebbe quello di approcciarsi all’inconscio utilizzando le sue stesse modalità.

L’ipnosi è la via preferenziale per l’accesso all’inconscio

Attraverso l’ipnosi, si accede a quel mondo fatto di immagini, percezioni, sensazioni del corpo che ci permetterà un lavoro emotivo realmente efficace. D’altronde quando qualcosa non va dentro di noi non siamo così bravi a spiegare come ci sentiamo proprio perché abbiamo accesso solo alla parte conscia, che ci fa fare sempre le stesse domande: “perché mi sento in questo modo?”, “come mai sono triste?”, “perché sono così arrabbiato?” ecc. il passaggio decisivo è abbandonare il “perché” e approcciarsi al “come ci sentiamo” e allo sperimentare i cambiamenti direttamente nel vissuto.

L’ipnosi non a caso è la via preferenziale per l’accesso all’inconscio. Sotto ipnosi si manifesta una prevalenza di segnale elettrico nell’emisfero destro, specie nell’area associativa Parieto-Temporale, area specifica della creatività, dell’immaginazione e del vissuto emozionale. Dalle analisi elettroencefalografiche (EEG) si è visto inoltre che in ipnosi le onde cerebrali più ricorrenti sono le Alfa e le Theta che sono appunto le stesse che predominano nello stato di fanciullezza. Le onde Theta in particolare (quelle dello stato di trance più profondo) con frequenza 4 – 8 Hertz sono predominanti nel bambino dai 2 ai 6 anni. È nella fase Theta dell’ipnosi che si può agire al di sotto della mente conscia più facilmente per riparare davvero i blocchi e i traumi che risiedono nell’inconscio.

Pubblicato il: 15 Gennaio 2023
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