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In Romania Eibenthal è il paese dell’onestà

Il paese dell’onestà

La Romania ha un’altra unicità, oltre a Dracula, ha un centro abitato definito il paese dell’onestà. Può apparire una affermazione banale o scontata, ma non è così. Capiamone di più.

Il paese dell’onestà

Parlando della Romania, ci si immagina Dracula, la Transilvania le foreste impenetrabili, le chiese fortificate…  

Ma c’è un luogo che, pur non avendo caratteristiche particolari, si pone all’attenzione per una qualità piuttosto accentuata negli abitanti: l’onestà.

Questo luogo è il paese di Eibenthal. Situato tra le montagne nella parte occidentale della Romania, è popolato da circa quattromila persone.

Si tratta, come accennato, di un borgo isolato che dista circa venti chilometri dal centro abitato più prossimo.

Causa e effetto

Dopo la rivoluzione del 1989, l’unico panificio del paese ha chiuso i battenti.

Ciò ha creato parecchio disagio agli abitanti che hanno iniziato a rifornirsi dal panificio dell’altro villaggio, a venti chilometri di distanza.

Il problema consisteva nel doversi coordinare con le periodiche visite, una ogni due giorni, del fattorino inviato dal “nuovo” fornaio.

Così nel 1996, qualcuno, che evidentemente non poteva restare ad attendere il commesso, ha pensato di lasciare appeso fuori il denaro necessario a comprare l’alimento.

Il pane dell’’onestà

Questo modo di fare è diventata una vera e propria moda e, da allora, i paesani appendono a staccionate e lampioni una borsa con i soldi ritrovando, al loro ritorno, il pane.

Sembra che la pratica sia più che collaudata e mai una volta è venuto a mancare il denaro o il pane.

Qualcuno potrebbe obiettare che, in fin dei conti, anche se venissero saccheggiate tutte le borse, il bottino sarebbe ben magro trattandosi, appunto, di pochi spiccioli per ognuna ma il fatto che ci siano sempre anche le pagnotte (non parliamo né di quelle di Forlì e neppure di Ercolano), dimostra il profondo senso civico della popolazione.

Quella stessa popolazione che, raccontano, non entri nel giardino del vicino senza espresso invito e soprattutto in assenza del padrone di casa.

Anche Innsbruck insegna

Su questa falsa riga c’è da segnalare che anche ad Innsbruck, almeno una quarantina abbondante di anni fa, vi erano distributori “automatici” di giornali costituiti da bustine trasparenti dalle quali le persone, una volta versato in un apposito contenitore l’importo necessario all’acquisto, prelevava il giornale.

Di per sé, queste non sarebbero notizie e a raccontarle ai nonni, per chi li ha ancora, non si otterrebbe una particolare ammirazione.

Ma per noi “moderni” la cosa è decisamente notevole, abituati come siamo a ben altri livelli di “civiltà”.

 Il contesto in cui viviamo

Resta quindi il piacevole senso del “è bello sapere che c’è” e, volendo “scavare” un po’ più nel profondo, è una palese dimostrazione che il “contesto” in cui una persona si trova a vivere e ad operare è fondamentale per la formazione del carattere.