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Il viaggio sotto la pioggia “Saremo a Sanremo”: e sette

E’ sempre festa. Anche sotto la pioggia – Foto A.Fabregas

Il viaggio a piedi prosegue, siamo giunti alla settima settimana di “Saremo a Sanremo”. Tra un viaggio e l’altro, fino ad ora tanto maltempo. A proposito qui la sesta puntata. E di viaggio in viaggio, oggi abbiamo di fronte un altro viaggio è una città per cantare. Ma dove abbiamo già sentito questa frase? Ron vi dice qualcosa?

Arenzano

Niente festa. Niente carri allegorici e soprattutto, niente concerto di Denei. La pioggia ha annacquato ogni oggetto e ogni azione.

Mentre mangiavamo un triste toast in uno snack bar, siamo stati raggiunti dall’assessore Francesco Silvestrini che ci ha fatto fare comunque due piccole performance in altrettanti locali: il bar “Vascello” e il “L’è bono bar”. Nulla da segnalare se non la simpatia di un marocchino che voleva venderci tutti gli ombrelli che aveva e la prematura fuga di Nicola che, claudicante per le recenti traversie fisiche, torna alla sua dimora.  Peccato, perché pure Arenzano offre molto anche fuori stagione, dal Santuario del rinomato Bambino Gesù di Praga col presepe in maiolica, al parco di Villa Negrotto Cambiaso, un parco bellissimo e ricco di piante di ogni tipo, da magnolie a canfore e platani, un grande cedro del Libano, vasche con carpe giapponesi e tartarughe d’acqua, per non dire dei pavoni e coniglietti che circolano liberi nella zona.

C’è la spiaggia, naturalmente e con una splendida passeggiata a mare. Pure quest’ultima è molto suggestiva anche adesso che è inverno.  

La prima tappa è cosa fatta

Tra Arenzano e Cogoleto ho dovuto applicare un cerotto al dito mignolo leggermente provato e spelacchiato, roba da poco. L’operazione è stata macchinosa perché pioveva e non è facile mettere un cerotto sotto la pioggia.

Pure a Cogoleto era prevista una serata di musica, organizzata dall’assessore Stefano Damonte e dal vicesindaco Marina Costa, ma è tutto inutile: con questo tempo, ci sentiamo come femmine che vanno a Casablanca. Gli organizzatori ci hanno comunque offerto l’hotel per la notte ed un aperitivo al “Boca bar” dove, se ci fosse stata gente, avremmo eseguito qualche canzone e magari fatto qualche gag. Invece l’acqua ha spazzato via indigeni e turisti.

In una Cogoleto fradicia e vuota abbiamo guadagnato l’albergo, vuoto pure lui. Ma non “vuoto” perché non ci sono clienti: qui non c’è proprio nessuno, neppure i padroni, che hanno lasciato la chiave ad Angelo e gli hanno detto che possiamo fare quello che ci pare. Personalmente un po’ di paura ce l’ho: dovrò dormire in un albergo vuoto con un regista che conosco appena. E se non fosse etero? Senza contare che qualche settimana fa ho rivisto Shining.

La Torre – lunedì 5 febbraio

Ma alla fine arriverà a Sanremo il nostro Carlo? Mah…

L’albergo dove abbiamo pernottato si chiama “La Torre”, anche se ha un piano solo. È un hotel molto vicino al mare, famigliare, ospitale e con due stelle.

La sua prerogativa è molto singolare: ha tutte le stanze ben riscaldate, e una gelida, la nostra. In camera c’è una pompa di calore che abbiamo tenuto sul “30” per tutta la notte ma senza risultati apprezzabili. La temperatura dell’aria è tiepidina, ma il pavimento in travertino di Carrara pare regolato sui meno cinque gradi. Non parliamo del bagno, c’è il calorifero, molto bello, ma è spento. La doccia non l’abbiamo fatta per via di un orso polare dentro il box. Praticamente ho dormito vestito, un po’ per il freddo un po’ perché in camera avevo il regista.

Max, devo ammetterlo, s’è comportato da galantuomo. A dimostrazione che è anche un bravo professionista, s’è svegliato alle sei per montare il filmato da mandare a Luca Russo di Primocanale. Missione compiuta: stamattina siamo andati in onda, e ci siamo pure visti in tv! Prima del nostro pezzo, Luca Russo ha toccato l’argomento meteo e ci ha rassicurati parlando di… “gelicidio”.

E pensare che solo sei mesi fa eravamo qui a lamentarci per l’estate troppo calda. Ricordo che sul terrazzino di casa mia a Sestri Ponente, c’era così caldo che, illudendomi di mitigare l’afa, avevo fatto il presepe.  

Tornando a oggi, puntuale come un fotografo svizzero è arrivato Angelo, pronto a caricare oggetti e bagagli per portarli nell’hotel di stasera, a Celle Ligure. Uscendo, abbiamo conosciuto i gestori dell’albergo La Torre, cordiali e simpatici. M’hanno raccontato d’avere un figlio che si trova in Germania a sciare. Forse non sa che poteva tranquillamente farlo nel bagno della stanza che ci hanno assegnato i suoi vecchi.   

I chilometri da percorrere oggi sono circa 12, le difficoltà soltanto quelle dettate dal meteo. La pioggerellina è fastidiosa, ci sono sei gradi ed il cielo non promette niente di buono. Al mio abbigliamento a cipolla ho aggiunto un berrettino antipioggia e una mantella anti tutto. Dopo una robusta colazione nel “Boca Bar”, siamo pronti alla partenza.

Difficoltà varazzine

Si cammina sotto la caratteristica “pioggerellina di marzo che picchia argentina…” sui brasiliani pentiti, solo che la pioggerellina è di febbraio ed è ghiacciata, quasi nevischio.

Max dice che la neve sarebbe perfetta per il documentario che vuol girare, e che senza difficoltà il nostro viaggio non avrebbe senso. Questo è matto! I monti che si vedono sulla nostra destra sono imbiancati più del mio capino, mentre il mare è una lastra di marmo grigio che, a guardarlo oggi, fai fatica a pensare che a volte ti ci tuffi dentro. Pure la passeggiata che porta a Varazze, una magnifica pista ciclabile costruita sull’antica ferrovia che in una giornata di sole sarebbe invitante e cristallina, adesso pare una via che porta agli inferi. Il tutto è condito dall’indiscutibile fatto che è lunedì. È però consolatorio pensare che ci troviamo immersi in un meraviglioso spicchio di natura; solo mare, cielo, pini e oleandri. Senza suoni estranei, se si esclude il brasiliano pentito che parla continuamente e disturba. A Varazze ci attende il negozio di Marina, titolare della “Libreria tra le righe” che, essendo lunedì mattina, ha aperto solo per la nostra visita. Masochisti d’oggi.

E a questo punto, vi do l’appuntamento alla prossima per continuare il viaggio insieme